Arrivederci, signor maestro!

maestro di scuola

“Non c’è stato tanto sole stamattina, la finestra è spalancata, ed entra in classe un maggiolino con le ali d’oro.  – Un maggiolino! Un maggiolino!

Tutti vorrebbero prenderlo, l’unico che lo guarda appena, distrattamente, è Martinelli.

Come? Martinelli che vede un maggiolino e non gli corre incontro, cantando la canzoncina magica per prendere i maggiolini!

maggiolino

Se Martinelli rimane fermo vuol dire che ha qualcosa nel cuore, vuol dire che gli dispiace che la scuola finisca, ch’io me ne vada…

– Addio ragazzi.

Sulla classe scende un gran silenzio.

Il maggiolino dalle ali d’oro vola ancora un po’ poi se ne va meravigliato.

Improvvisamente le cicale smettono di cantare rimanendo nascoste sotto le immobili foglie dell’albero del cortile. Il silenzio si fa più grande.

– Addio, ragazzi. Siamo stati tanto tempo insieme, e adesso, al suono della campanella, voi ve ne andrete da una parte, io dall’altra. Chi sa se ci rivedremo, e quando. Forse molto tardi, quando ci passeremo vicino senza riconoscerci, quando del vostro maestro vi sarete già dimenticati…

– No, no, signor maestro!

– Silenzio, lasciatemi parlare.

Siate buoni, seguitate a studiare, avrete insegnanti più severi nelle scuole secondarie. Tu, Martinelli, non potrai più portare fiori e farfalle in classe, Né sassi coi luccichini  d’oro, né scatolette con le lucciole dentro. Salutiamoci adesso, perché dopo, giù, ci sarà tanta gente.

Addio, ragazzi, io mi ricorderò sempre di voi. Quello che v’ho insegnato, ve l’ho insegnato col cuore. Non dimenticatelo. Se qualche volta sono stato ingiusto…

Martinelli, con gli occhi pieni di lagrime, lascia il banco e viene verso la cattedra. Tutti gli altri lo seguono, mi si fanno intorno.

– Ti sequestrai la trottola, Manili; i francobolli svizzeri, Danieli…Giordani, tu mi scuserai se tutti i giorni ti hofatto tirar l’orecchio da tuo padre…

Anche Giordani ha gli occhi con le lacrime.

– Non fa niente, signor Maestro. M’è venuto il callo. – Mi s’avvicina e me lo fa sentire.

Tutti si stringono intorno alla cattedra. Ognuno ha qualche cosa da farmi vedere, per avere la scusa d’avvicinarsi: un dito ferito, una bruciatura, una cicatrice sotto i capelli…

Ed ecco il suono della campanella.

campanella della scuola

Vien su dal cortile, entra in tutte le classi, corre su per le scale, si spande per i corridoi…

Il brusìo, dalla strada, si fa più forte.

– Addio, addio ragazzi.

Allora Martinelli spicca un salto, mi abbraccia e mi bacia su una guancia lasciandomela tutta sporca di liquirizia.

– Addio, addio signor Maestro.

Mi prendono per le mani, per la giacca. Danieli mi mette in tasca i francobolli svizzeri, Spadoni la scatoletta delle cartucce, Manili mi chiede l’indirizzo perché vogliono mandarmi una cartolina, una lettera.

La campanella suona sempre. Le altre classi sono già all’uscita.

– Ragazzi, è ora, dobbiamo andare.

Dovrei metterli in fila ma è impossibile, usciamo quasi correndo, io in mezzo e tutti i ragazzi intorno, e così scendiamo per le scale, ma appena arrivati sulla strada, ecco, come per incanto, i ragazzi spariti. Se li son presi le mamme, i padri, le nonne, le sorelle più grandi.

Da lontano sento le voci:

– Arrivederci, signor maestro!

– Signor maestro, manderò una cartolina!

– Addio, ragazzi.

E piano piano la strada rimane deserta. ” (G. MOSCA)

http://www.intornoalmelo.it/scuola.htm

saluti delle vacanze

La comunicazione nella coppia

           “Crisi, in senso etimologico, vuol dire separazione”  

   “La coppia sana è una coppia non simbiotica.”

“Dio, distaccando da Adamo la donna stessa, lo educa alla separazione.”

“All’origine delle sofferenze umane è la non accettazione del distacco.”

“Adamo ed Eva, pur riconoscendo la loro “separazione-diversità”,

restano estranei, non hanno ancora imparato ad amarsi,

perchè Adamo si difende biasimando Eva, senza difenderla.”

“L’uomo, nei progressivi distacchi di sé da sé,

non può che maturare quella nostalgia del ricongiungimento,

che è la base dell’affettività, dell’imparare ad amare.”

“Imparare ad amarsi per superare la separazione

nel vero raggiungimento….

è condividere non il Paradiso,

ma la sofferenza esistenziale,

superandone i disagi.”

“Luce della separazione” : significa vedere,  con un’angolazione diversa da quella delle “convenienze morali”,

questo evento di una possibile separazione dall’altro.”

“L’attrazione reciproca è determinata da elemento inconsapevoli,

comunque di affinità psicologica ed emotiva”

“”Una coppia è una coppia non complementare”

“Una coppia sana è una coppia non parallela, non simmetrica”

“Scoprirci diversi senza paura, accettando di vederci diversi

attraverso gli occhi dell’altro ci consente,

di non avere paura di crescere.”

“Se per rapporto di coppia intendessimo “rapporto evolutivo per le autonomie”

troveremmo una corrispondenza con l’altro

che porta a un rispetto profondo della necessità di crescita

attraverso la reciproca autonomia.

Non è possibile l’autonomia dell’uno senza l’aiuto dell’altro;

se avessimo chiaro questo, avremmo chiaro anche il nostro ruolo reciproco,

che è di distacco progressivo….per un attaccamento più profondo.”

“Parlare di “luce della separazione” o di “venire alla luce”…

ha a che fare con il nascere della persona,

ha a che fare anche con la necessità della separazione.”

“Nel processo evolutivo della “coppia”…

il lavoro grande è quello della capacità relazionale:

quella capacità di trasformare….il “Rammendo” in “Ricamo”……

in virtù di quell’occasione grande di crescita,

data dall’aver attraversato la vita insieme.”

(Stefania Guerra Lisi)