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Il senso delle cose

L’agitazione è  il modo normale della vita moderna…Tutto questo è iniziato con la società industriale. La nostra mente, infatti, per dirla con Marx, è modellata dai modi e dagli strumenti di produzione. Nel lavoro del contadino, valeva la calma ispirata all’immobilità solenne della natura. E, nel lavoro dell’artigiano, valevano la competenza, la lentezza del gesto, l’originalità dell’oggetto. Invece, nella produzione seriale dell’industria, sono richieste la rapidità dei movimenti e la quantità degli oggetti prodotti. Ecco allora che il mondo moderno è basato, secondo Gerd Achenbach, su due presupposti: il mito della velocità e la tensione verso il futuro. Il mito della velocità. “Vai più veloce!”, grida il capitalista a chi lavora alla catena di montaggio. E non sa che questo principio si trasferisce, inconsapevolmente, dal capnnone industriale alla mentalità comune. “Non perdere tempo!”, ripetono genitori ed educatori. Ma non ci rendiamo conto che abbiamo creato il binomio velocità-insignificanza, finendo per investire tutta la mente sulle cose da fare anziché sul modo di vivere e sul senso delle cose. Per cui, più tempo guadagniamo in velocità e meno ne abbiamo per noi stessi, per la riflessione, gli affetti, le cose che contano.

Se l’artigiano ammirava le sue creazioni, godendo nel riconoscere in esse il proprio ingegno, l’uomo industriale, ridotto a mano senza mente, odia i suoi prodotti e si sente frustrato. Uomo e prodotto, nella società della fretta, si guardano come nemici. La tensione verso il futuro. L’uomo antico viveva rivolto verso il passato. Scrittori e artisti cercavano nella tradizione i loro modelli ispiratori…Ma l’economia industriale ci ha insegnato a passare dalla “contemplazione” al “dominio” del mondo. Ecco, allora, l’atteggiamento tipico dell’uomo d’oggi: il “presentismo” (solo il presente è importante, il passato non ha senso). Ma chi guarda solo al futuro perde il senso di continuità della sua esperienza. Rimane senza radici e senza identità. E si trova disorientato, nevrotizzato, in quanto il passato, essendo già accaduto, è certo, offre sicurezza; mentre il futuro è indefinito, angosciante come una strada diritta che si perde all’orizzonte. Abbiamo bisogno di tornare alla lentezza, alla calma degli antichi, a quella dose di leggerezza e di indifferenza, a quella “euthimia” (la tranquillità dell’anima) che si trova nelle pagine di Seneca, Plutarco, Epitteto, Marco Aurelio. A quel silenzio interiore che favorisce la contemplazione del divino che c’è nelle cose.”

(Da “Educare si deve, educare si può”; in “Evangelizzare”, Roma, novembre 2016, p. 13)

Non abbiamo perso l’interesse…

NAOMI KLEIN

Dice Naomi Kein : “….abbiamo perso ma, non abbiamo perso l’interesse!

“A partire dal momento in cui ci immergiamo nella dimensione della passione,

possiamo spostare le montagne.

E qualcosa dentro di noi lo sa.” (Christiane Singer)

Lettera alla Famiglia

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“Trovo assurdo voler definire un tempo per sposarsi o per creare un insieme famigliare, per trovarsi una compagna o un compagno con cui costruire un legame e un ambiente umano per generare e crescere figli.

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Trovo assurdo aspettare, pensare prima alla carriera e realizzarsi sul piano della singolarità. Idee che contengono la percezione dell’insieme famigliare come negativo per la propria individualità. Quando si sente forte il bisogno dell’altro, quando si è attratti da un progetto di famiglia, è tempo di costruirla anche se si presentano delle difficoltà concrete. I sentimenti devono trovare spazio sempre e non vanno sacrificati e resi asfittici dai progetti dell’attesa di un domani più propizio, quando lo stipendio sarà più adeguato.

sposi-luna-di-miele-spiaggia-nozze La voglia di diventare padre e madre, di stare con una persona che è fatta per te, non può attendere. Non può aspettare il prossimo anno quando sarà possibile sostenere la spesa di un pranzo di nozze.

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Analogamente non aspettate un tempo economico propizio per fare un figlio; programmatelo non sulla base dei conti economici, ma semmai di quelli affettivi. Sulla intensità del desiderio di dedicarvi a una nuova vita che voi fate e che voi contribuite a crescere.

famiglia

Sulla società della pianificazione economica bisogna innestare con priorità la logica degli affetti, poiché senza affetti anche l’economia diventa difficile o ancor più difficile. E’ sempre tempo per amare, è sempre tempo per prendere moglie o marito. E’ sempre tempo per fare un bambino. Basta averne voglia e saper programmare il proprio essere padre o madre che sono funzioni umane prima che espressioni di valuta pregiata. Guardate ai sentimenti, non alle quotazioni in Borsa.”

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 (Vittorino Andreoli)

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