Il BENE

Prima viola

Epicuro

“Consideriamo una gran cosa l’indipendenza dai bisogni non perché sempre ci si debba accontentare del poco, ma per godere anche di quel poco se ci capita di non avere molto, convinti come siamo che l’abbondanza si gode con più dolcezza se meno da essa dipendiamo. In fondo ciò che veramente serve non è difficile a trovarsi, l’inutile è difficile.

I sapori semplici danno lo stesso piacere dei più raffinati, l’acqua e un pezzo di pane fanno il piacere più pieno a chi ne manca.

acqua di risorgiva

Saper vivere di poco non solo porta salute e ci fa privi d’apprensione verso i bisogni della vita ma anche, quando ad intervalli ci capita di menare un’esistenza ricca, ci fa apprezzare meglio questa condizione e indifferenti verso gli scherzi della sorte.

Chiostro

Quando dunque diciamo che il bene è il piacere, non intendiamo il semplice piacere dei goderecci, come credono coloro che ignorano il nostro pensiero, o lo avversano, o lo interpretano male, ma quanto aiuta il corpo a non soffrire e l’animo a essere sereno.

giocare a nascondino

(Da “Lettera a Menaceo” , Ed. BUR, Milano, 1980, p.45)

Le foto sono della Galleria Personale di Nives

 

 

Un metro oltre l’orizzonte

(Avere nuovi occhi……per Ricominciare)

“Ogni uomo deve cercare la Sorgente del suo essere.” (Gandhi)

“Quanto più l’uomo si conosce, tanto più progredisce.” (Gandhi)

“Chi vuol salvare il suo tempo, non fa neppure una sola cosa inutile.” (Gandhi)

“Finché non c’è armonia tra corpo, mente ed anima, nulla riesce bene.” (Gandhi)

“La musica non sgorga solo dalla gola. Hanno la loro musica anche la mente e i sensi e il cuore.” (Gandhi)

“Più potente di qualsiasi parola è un pensiero puro.” (Gandhi)

“Prima o poi, ciò che abbiamo nel cuore si manifesta anche all’esterno.” (Gandhi)

“Un saggio ha affermato che solo nel silenzio ci prepariamo alla realizzazione personale. E la nostra vita futura sarà intonata alla realtà profonda.” (Gandhi)

“Lo stesso saggio dice che dalla pace del cuore nasce una forza profonda che non viene mai meno.” (Gandhi)

“Scopro ogni giorno di più l’importanza del silenzio. Il silenzio è necessario a tutti, ma è veramente d’oro per chi deve lavorare.” (Gandhi)

“Se vedessi la bellezza interiore, ogni altra bellezza impallidirebbe fino a diventare insignificante.” (Gandhi)

“Quando possiamo dire di aver impegnato nello sforzo tutte le nostre migliori energie? Quando vi portiamo tutti noi stessi, senza alcun limite. Normalmente, il successo corona un simile sforzo.” (Gandhi)

“L’uomo prova una gioia incontenibile quando raggiunge qualche cosa che va oltre le sue speranze.” (Gandhi)

“Quando il cuore di un uomo è ripieno di luce celeste, scompaiono dalla sua strada gli ostacoli.” (Gandhi)

“Non c’è alcuna gioia che possa essere paragonata con quella del pacifico compimento del proprio dovere.” (Gandhi)

“La tranquillità del cuore è la maggiore sapienza.” (Gandhi)

“Il puro pensiero è una cosa talmente sottile e, al tempo stesso, talmente potente che può pervadere tutto.” (Gandhi)

“La modestia e l’umiltà nutrono l’uomo e lo aiutano a crescere.” (Gandhi)

“Ci andrà tutto bene se, anche nelle ore di lavoro, saremo coscienti della presenza di Dio in noi.” (Gandhi)

“Dio cammina a piedi.” (Gandhi)

titolo

Tracce:

Don Luigi Verdi – Fondatore di https://www.romena.it/

Frasi di M. K. Gandhi da “Ogni giorno un pensiero”  

(Titolo originale dell’Opera: A THOUGHT FOR THE DAY) – E.M.I Bologna

Quadri: Opere di Gustav Klimt – Claude Monet – Luigi Bertelli – Camille Pissarro Pontoise

Nei solchi del silenzio

………..

l’ANIMA AFFIORA

“L’anima affiora

su un mare infinito

cristallo di sale, conchiglia

filo d’erba o uomo

incede nell’eco

frantumata del tempo

con passo di canto

cerca pregando

il primo fratello

cristallo di anima e sale

in uno specchio d’acqua

infinito

di mare.”

………..

……….

PIEGO

“piego

sottili veli di senso

e apro

conchiglie vaghe di mare

ardo

incerte fronde di tempo

nel focolare inerme

del mio silenzio

la parola stormisce

ciottoli d’anima

sull’acqua indugia

un mormorio di canto

è l’incedere sacro

del tempo.”

……………

OLTRE OGNI CERTEZZA

“oltre ogni certezza

nella gemma schiusa

del silenzio

mi scelgo cammino

nell’imbrunire del vento

fra radici immerse

nel suono dei torrenti

attenderò

il nome dell’alba

fino a quando

dal deserto di ogni terra

emergerà la parola attesa

allora

ogni gesto avrà suono

di sponda che sorge

lungo acque terse

d’anima.”

………..

( NEI SOLCHI DEL SILENZIO – Raccolta di Poesie di CRISTINA MORANDI)

Fiume Sile

Questione di occhi

“Cesare Pavese parla del “mestiere di vivere”, che è cosa terribilmente importante e raffinata: mestiere che si impara giorno per giorno, che non si trasmette in eredità, che soprattutto non si è mai sicuri di aver appreso una volta per tutte. Il più difficile tra tutti i mestieri. Si comincia ad impararlo da piccoli, con la soddisfazione dei primi passi e la delusione delle prime cadute, con le carezze morbide e le sgridate amare: ci si allena un po’ alla volta, ma mai abbastanza e mai come nella giovinezza sembra aspro e incerto. O immediato e sicuro. Come la stella, che c’è e non c’è, si verifica una coincidenza di stati che nel suo sovrapporsi forse rendono possibile la luce.

E brilla in noi, anche quando quell’età è passata da un pezzo, la tenue speranza di non aver perso la prospettiva di un futuro, di poter capovolgere la sorte, di possedere uno sguardo che fa vedere nuove tutte le cose. Mi convinco che è una questione di occhi, solo di occhi, che riescono a trovare la vita, tutta la vita, nelle cose che guardano. Allora decido: la mia stella è viva.” (Maria Teresa Albignente)

 Brano tratto dal Giornalino della FRATERNITA’ DI ROMENA – dedicato ai GIOVANI – Anno 2015)

Cohousing

 

“Ciascuno di noi ha un grande compito:

contribuire a far nascere l’umanità.

Abbiamo costruito un modello di uomo

talmente convinto della sua centralità

da essersi separato da tutto: dagli altri

uomini e dalla natura. E’ tempo di riportare

l’uomo al suo compito: che non è quello di

conquistare spazio, ma di farlo, non quello

di dominare gli altri, ma di affidarsi a loro.”

“Antonietta Potente)

 

http://www.rio-selva.blogspot.it/

 

 

 

Madonna di Lourdes

Ave Vergine Maria

“Santa Maria, madre tenera e forte,

nostra compagna di viaggio sulle strade della vita,

ogni volta che contempliamo

le grandi cose che l’Onnipotente ha fatto in te,

proviamo una così viva malinconia

per le nostre lentezza,

che sentiamo il bisogno di allungare il passo

per camminarti vicino.

Asseconda, pertanto, il nostro desiderio

di prenderti per mano,

e accelera le nostre cadenze di camminatori

un po’ stanchi.

Santa Maria, vergine del mattino,

donaci la gioia di intuire,

pur tra le tante foschie dell’aurora,

le speranze del giorno nuovo.

Ispiraci parole di coraggio.

Non farci tremare la voce quando,

a dispetto di tante cattiverie e di tanti peccati

che invecchiano il mondo,

osiamo annunciare che verranno tempi migliori.

Non permettere

che sulle nostre labbra il lamento prevalga

mai sullo stupore,

che lo sconforto sovrasti l’operosità,

che lo scetticismo schiacci l’entusiasmo,

e che la presenza del passato,

ci impedisca di far credito sul futuro.

Santa Maria, donna della purezza cristallina,

aiutaci a comprendere che additare

le gemme

che spuntano sui rami

vale più che piangere sulle foglie che cadono.

E infondici la sicurezza di chi già vede

l’oriente incendiarsi ai primi raggi del sole.”

(Don Tonino Bello)

Quel cantiere…

….di energie e di speranze

di Pier Luigi Ricci

“Il pediatra e psicanalista inglese Winnicott diceva: “Il mondo andrà avanti finché ci sarà un adolescente a metterlo in crisi.” Mi è sempre piaciuta questa frase perché in un attimo infatti sposta l’accento da quello che noi possiamo dare e insegnare ai nostri giovani dietro l’idea che essi siano il nostro futuro, a tutto ciò che noi possiamo prendere da loro e costruire insieme a loro, in quanto essi rappresentano il nostro presente.

Ogni giovane infatti racchiude e rappresenta un universo in movimento, un bagaglio di risorse, un cantiere di energie e di speranze. E questo è vero anche quando ci provoca, anche quando non si riesce immediatamente a capire o a condividere ciò che pensa e ciò che fa.

Winnicott prosegue: “Dove c’è un ragazzo che lancia la sua sfida per crescere, là deve esserci un adulto pronto a raccoglierla. Non sarà sempre una cosa piacevole. Ma a livello profondo, nella fantasia inconscia, si tratta di una questione di vita o di morte per l’adolescente…e poi forse anche per quell’adulto.” Il mondo degli adulti muore fintanto che si rigira su se stesso. E fino a che continua a pensare di aver solo cose da insegnare ai ragazzi. Pensare che i giovani siano il nostro presente significa potersi mettere nella condizione di raccogliere quelle sfide e di percepirsi in cammino insieme a loro e in questo tragitto rivedere le nostre visioni, rinfrescare i nostri sogni, imparare i nostri significati.

Ma perché tutto ciò non sembri e non rimanga teoria vorrei sottolineare due cose. La prima è l’importanza della relazione.

 C’è relazione solo quando due soggetti, uno difronte all’altro si percepiscono alla pari, con uguale dignità. E quando si può riconoscere che l’altro di fronte rappresenta un’opportunità, un dono. Anche se ti mette in crisi. Anzi proprio perché ti mette in crisi. In quel momento entra in relazione solo chi pensa di sfruttare l’occasione e di prendere qualcosa di utile per sé e non chi pensa di essere lì unicamente per convincere e per controllare il conflitto.

Se in una relazione, forse per chiudere alla svelta la tensione, ti capita di usare troppo spesso il ruolo, hai perso, sei fuori dalla relazione. Il ruolo chiude il rapporto e va usato solo quando tensione e ansia hanno raggiunto livelli troppo alti. Credo che su questo punto ancora abbiamo tanto da camminare.

La seconda idea che vorrei proporre è quella della “scatola vuota”.

L’ho imparata da un ragazzo dal mio vecchio parroco che ogni tanto, facendo finta di non avere idee pronte e brillanti ci diceva: “Ragazzi queste mie stanze sono per voi, sono vostre. Io ci metto queste, un po’ di soldi se vi servono. E chiamatemi se avete bisogno….” Così, dopo i primi tentennamenti partimmo noi. “Sennò lui, si diceva, è uno che non fa niente.” E noi invece inventammo un sacco di cose. E siccome, erano nostre quelle idee, non si poteva neanche contrastarle.

La regola della “scatola vuota” è bellissima. L’ho sempre usata, imparando a metter su quella faccia da tonto, che poi non è cosa così difficile e poi aspettando. E i miei centri hanno sempre funzionato. Poi col tempo si cresce e ho capito anche che non era tanto una cosa tecnica, ma che poteva diventare uno stile di rapporto e uno stile educativo. E dico spesso agli educatori, ai genitori e a me stesso che non si tratta di “fare i tonti”, ma di essere semplicemente se stessi. Tanto ci sono giornate che lo siamo. Ed invece di fingere è molto meglio dire: “non so…tu che ne pensi?”

La presenza dei nostri giovani con noi non ci chiede scaltrezza e bravura, ma di essere veri. E se accettiamo questa sfida, davvero potremmo crescere insieme.”