Posts Tagged ‘essenzialità’

I quattro mestieri…

I quattro mestieri più antichi e più sacri

Contadino

“Quelle del contadino, del muratore, del fabbro, del legnaiolo sono, tra l’arti manuali, le più compenetrate colla vita dell’uomo, sono le più innocenti e religiose. Il guerriero degenera in predone, il marinaio in pirata, il mercante in avventuriero; ma il contadino, il muratore, il fabbro, il legnaiolo non tradiscono, non possono tradire, non si corrompono.  Maneggiano le materie prime più famigliari e debbono trasformarle agli occhi di tutti, per servizio di tutti, in opere visibili, solide, concrete, vere. Il contadino rompe la zolla e ne cava il pane che mangia, il muratore squadra la pietra ed innalza la casa, la casa del povero, la casa del re, la casa d’Iddio; il fabbro arroventa e torce il ferro per dar la spada al soldato, il vomere al contadino, il martello al falegname; il legnaiolo sega ed inchioda il legno per costruire la porta che protegge dai ladri, per fabbricare il letto sul quale ladri ed innocenti moriranno.

Queste semplici cose, ordinarie; comuni, usuali, tanto usuali, comuni e ordinarie che non le vediamo più, che passano ormai disavvedute sotto i nostri occhi avvezzi a più complicate meraviglie, sono le più semplici creazioni dell’uomo, ma più meravigliose e necessarie di tutte l’altre inventate dopo.”

(GIOVANNI PAPINI)

(Brano tratto dall’Antologia Italiana – LA PRORA – Editore Nicola Zanichelli – Edizione 1961)

 

1° MAGGIO 2019 – FESTA DEL LAVORO

AUGURI!

“Se ami quello che fai, non sarà mai un lavoro.” (CONFUCIO)

 

(Immagini tratte dal web)

Noi

“Noi” è un insieme di persone che condividono uno stato: “noi”, quelli della scuola, o partito, fede, famiglia…Noi del Gruppo WhatsApp. Noi come squadra. Anche in un vagone di treno si delina un temporaneo “noi”, che tale deve restare fino all’arrivo, perché il tempo trascorra piacevole. Ognuno può far parte di tanti “noi” diversi anche nella stessa giornata: “noi”, è un gruppo come soggetto, in cui ognuno accetta le regole che permettono una convivenza gradevole e priva di incidenti.

Per far parte di un “noi” è importante comprendere queste regole e adeguarvisi serenamente, senza ribellioni adolescenziali e senza volersi distinguere accentrando l’attenzione e disturbando l’armonia. Ogni “noi” è diverso dai tanti “io” che lo compongono e si relaziona con “voi” secondo le proprie caratteristiche, in cui quelle individuali si annullano se disturbanti e si valorizzano se utili alla comunità, esprimendosi in diversi ruoli, rendendo il gruppo coeso e variegato. Di fatto, questo è assai difficile da realizzare. E’ facile che si creino dei “noi contro”, che coincidono con altri noi “pro” qualcosa. Ma ci sono dei “noi” puramente affettivi, noi per noi. Sono la coppia, la famiglia, la comunità religiosa. C’è un gran bisogno che all’invadenza e alla prepotenza dell’io sostituiamo il più coinvolgente e armonico noi. Le convergenze nel noi, se non sono ben costruite, spesso scricchiolano o franano, ma se “tengono”, sono trascinanti. Certo non è facile traghettarsi dall’io al noi. Eppure, vivere in questo noi, da cui si esce ogni giorno per andare ad interpretare io e noi diversi, sapendo che alla sera ci si ritorna a pigliar pace e ristoro, è una ricchezza impagabile.

(da “Alfabeto della Serenità” di Frate Indovino )

 

 

 

 

Il limite è una change

“Ciò che c i blocca, nella vita, è la paura dell’imperfezione, del non farcela,

è l’essere talmente immersi nei nostri limiti da non riuscire più a collocarli.

E questo avviene perché abbiamo troppe pretese su noi stessi…”

(Wolfgang Fasser)

Acqua amara

“Una certa dolcezza del vivere mi sarebbe di certo fatale. Quel che mi occorre è l’acqua amara.”

Ho avuto spesso occasione di citare lo scrittore cattolico francese Georges Bernanos (1888-1948) che ho letto fin da liceale e che in questi tempi mi è stato spesso riproposto da un mio collaboratore che si è dedicato a ricostruire la “teologia” sottesa alla serie degli scritti di questo autore certamente “forte” a livello ideologico. Così,  mi capita di imbattermi in una lettera che Bernanos indirizza a un ecclesiastico che fu suo interlocutore, padre Bruckberger. La lettera è datata 1939 e mi offre la frase suggestiva che sopra ho citato. Essa è un essenziale e simbolico autoritratto dell’autore del “Diario di un curato di campagna”: egli fu costantemente in ricerca delle verità ultime, si accampò alla frontiera tra bene e male, si levò come testimone che denuncia la colpa e celebra la grazia. La sua bevanda più cara fu certamente “l’acqua amara” e non certo le bibite dolci di certo devozionalismo consolatorio. Egli era convinto (e lo ripeteva) che Cristo ci ha invitati non ad essere il miele della terra, bensì il sale aspro e bruciante. Questa concezione può, certo, essere un po’ radicale ma ha una verità indiscussa e necessaria, sopratutto nei nostri giorni nei quali sono di moda i beveroni New Age, nei quali il cristianesimo si stempera in una generica fraternità caritatevole o, peggio, in una superficiale spiritualità inoffensiva. Ritorniamo – come antidoto alla banalità – alle parole “dure” e pure del Vangelo, all'”acqua amara” al palato che è però dolcezza per la coscienza. (Gianfranco Ravasi)

“Tutto è grazia.”  (Georger Bernanos)

Vangelo

Filigrana

“Un uomo sogna quando è più grande di quello che fa”

(Maurizio Maggiani)

Quanto costa il tempo?

il tempo vola

“Quanto costa il tempo? Nessuno sa dirlo, anche se tutti siamo pronti a lamentarci di averne sempre poco e a giurare sul suo valore, da bene scarso che si rispetti. Eppure, per due studiosi americani di marketing non siamo affatto capaci di spenderlo come moneta.

il tempo vola

Lo dimostra una ricerca pubblica sul Journal of Consumer Research, secondo cui il valore attribuito al tempo è comunque inferiore a quello del danaro.  A un campione di studenti universitari è stato chiesto di immaginare di acquistare un prodotto scegliendo se pagarlo con 4 ore di lavoro o con 50 dollari, e di ipotizzare che l’acquisto fosse più o meno soddisfacente.

il tempo vola via

Ebbene, quando il prodotto si rivelava deludente, i ragazzi dimostravano di essere molto più soddisfatti se l’avevano  pagato in danaro, mentre erano più disposti ad accontentarsi quando il prodotto era stato barattato con il tempo. Come se l’unica reale perdita si avesse quando si buttano via dei soldi.

Strano meccanismo: forse nasce dall’illusione che con il danaro sprecato si sarebbe potuto fare di tutto, anche comprare il tempo.” (Riccardo Spagnolo)

il tempo

La nascita di Gesù

“….non c’era posto per loro…” (Luca, 2-7)

Solo dei pastori, abituati a sostenersi, a scrutare la natura e ad ascoltare il silenzio,

a godere delle piccole cose e a meravigliarsi…

solo i pastori sanno far posto nel loro ricovero,

ed esultano nel vedere il Bambino!

natività

Gioisce il cuore semplice che accoglie il Bambino Gesù.

 Fiducioso aderisce al SOGNO DI COLUI che è Bellezza Suprema…

e che in tale Bellezza ci ha sognati!

AUGURI ad ogni cuore che ama.

Sia dolce il NATALE di pace! 

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: