Posts Tagged ‘età’

Persuadersi

“Deporre l’io accentratore, così come si depone il tiranno, il sovrano assoluto.” (Emanuel Levinas)

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“La festa è l’ingresso magico in un tempo non tempo e in uno spazio non spazio, il sogno

 dell’età dell’innocenza dove niente e nessuno fa paura a nessuno.” (Giancarlo Bruni)

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(RICHARD BACH l’autore de “Il Gabbiano Jonathan Livingston”)

Il sabato del villaggio

 

“La donzelletta vien dalla campagna,

in sul calar del sole,

col suo fascio dell’erba; e reca in mano

un mazzolin di rose e di viole,

onde, siccome suole,

ornare ella si appresta

dimani, al dì di festa, il petto e il crine.

Siede con le vicine

su la scala a filar la vecchierella,

incontro là dove si perde il giorno;

e novellando vien del suo buon tempo,

quando al dì della festa ella si ornava,

ed ancor sana e snella

solea danzar la sera intra di quel

che’ebbe compagni dell’età più bella.

Già tutta l’aria imbruna,

torna azzurro il il sereno, e tornan l’ombre

giù da colli e da’ tetti,

al biancheggiar della recente luna.

Or la squilla dà segno

della festa che viene;

ed a quel suon diresti

che il cor si riconforta.

I fanciulli gridando

su la piazzuola in frotta,

e qua e là saltando,

fanno lieto romore:

e intanto riede alla sua parca mensa,

fischiando, il zappatore,

e seco pensa al dì del suo riposo.”

(GIACOMO LEOPARDI)

albero di mele quadro 1

Cari Amici, buon sabato dalla vostra Nives!

 

 

 

 

Non vivere di foto ingiallite

ricordi

“Tieni sempre presente che la pelle fa le rughe,

i capelli diventano bianchi.

i giorni si trasformano in anni…

Però ciò che è importante non cambia;

forza e convinzione

la tua forza e la tua convinzione non hanno età.

Il tuo spirito è la colla di qualsiasi tela di ragno.

Dietro ogni linea di arrivo c’è un’altra delusione.

giocare a sognare

Fino a quando sei viva, sentiti viva

Se ti manca ciò che facevi, torna a farlo.

il ferro che c'è in te

Non vivere di foto ingiallite….insisti

anche se tutti si aspettano che abbandoni.

Non lasciare che si arrugginisca il ferro che c’è in te.

canta la vita

Fa in modo che invece che compassione,

ti portino rispetto.

Quando a causa degli anni non potrai correre,

cammina veloce.

camminare veloce

Quando non potrai camminare veloce, cammina.

Quando non potrai camminare, usa il bastone.

Però non trattenerti mai!!!”

(Madre Teresa di Calcutta)

non trattenersi mai!

che fantastica è la storia della vita (venditti)

“….io per me reputo la Terra nobilissima

ed ammirabile per le tante e sì diverse alterazioni,

mutazioni, generazioni, etc.,

che in lei incessantemente si fanno;

e quando, senza esser suggetta ad alcuna mutazione,

ella fusse tutta una vasta solitudine d’arena o una massa di diaspro,

o che al tempo del diluvio diacciandosi l’acque che la coprivano

fusse restata un globo immenso di cristallo,

dove mai non nascesse né si alterasse o si mutasse cosa veruna,

io la stimerei un corpaccio inutile al mondo,

pieno di ozio e, per dirla in breve,

superfluo e come se non fusse natura.”

(Galileo Galilei)

239

lettera di un nonno

“Caro Tommaso,

tu stai per arrivare in un mondo che io non conosco più nemmeno bene. Ci sono numerosi strumenti tecnici che sono adoperati non solo dai ragazzi ma persino dai bambini, che io ho qualche difficoltà ad usare. Quindi ci sono molte cose della vita contemporanea che non sarò in grado di insegnarti; se mai sarai tu, crescendo, che, per divertimento, cercherai di insegnarmi qualcosa che io farò fatica a comprendere bene. Posso invece raccontarti qualcosa della mia vita che potrebbe incuriosirti, tanto è mutato il mondo in un mezzo secolo. Poi, vedi, dalla curiosità per il racconto, all’attenzione, alla riflessione, e quindi al ricordo del tempo, i passi sono più brevi di quanto non si creda. Per ora, ti narrerò solo alcune cose poi, spero, con il tempo, sarai tu a chiedermene altre.

Quando lasciai la mia scuola elementare, dove ha studiato anche il tuo papà e dove sarei contento capitassi anche tu, mi diedero una bella fotografia della scuola dove c’era scritto: “Perchè tu possa ricordare sempre la tua bella “Leonardo” dove hai imparato a credere a obbedire a combattere per vincere sempre”. Allora in Italia c’era la dittatura fascista e “credere obbedire combattere” era un motto che il regime divulgava sopratutto tra i ragazzi nelle scuole. Ti dirò come è andata a finire. Alcuni anni dopo, durante la guerra, il nostro paese fu occupato dall’esercito tedesco che chiedeva obbedienza assoluta ai suoi comandi altrimenti c’era la fucilazione. Da ragazzo, com’ero allora, ho imparato a disobbidire. Ma poi, finita la guerra, quando si trattava di andare a scuola cercando di fare il meglio possibile, ho invece ripreso a obbedire. Bisogna riflettere ogni volta, e saper obbedire o disobbedire secondo ragioni che appartengono alla verità e alla giustizia e sempre con modestia, quasi come una abitudine. Lo so che ti può sembrare una predica un po’ generica, ma si tratta solo di provare, non è difficile.

Quanto al “credere” ti dirò che ho cercato di evitare di credere a sciocchezze, banalità o violenze, ma nella vita non puoi fare a meno di credere a qualcosa e, più di una volta, capita di dover dire che hai creduto a qualcosa che non era come sembrava. A me è capitato proprio così, ma anche per cadere in un errore devi essere in buona fede, e il tuo credere deve avere delle ragioni condivisibili dagli altri perchè nascono da buone intenzioni. Sbagliare si sbaglia, e potrei raccontarti una serie di errori, ma nessuno vergognoso. In ogni caso prima di credere, fermati un momento a riflettere su chi e perchè desidera farti credere qualcosa.

Quanto al “vincere” posso farti un brevissimo elenco di vittorie pubbliche cui ho partecipato e qualche vittoria privata. Ma, nell’insieme, non ho vinto, e con me tanti altri uomini, proprio niente. Anzi, ti troverai a vivere in un mondo più difficile, più pericoloso di quello nel quale sono passato io. La natura non è più la natura, l’acqua è poca, c’è da temere il sole, la nostra vita ha bisogno di una energia che ci avvelena, le città sono inquinate, il mare è in pericolo, la possibilità pubblica di reagire presto e bene molto poca. Altro che “vincere sempre”, questi sono segni di una grave sconfitta. Tu puoi cercare di ricominciare e riuscire laddove non sono riuscito io assieme ai miei coetanei. Lo so che è molto più difficile studiare i verbi irregolari greci in una stanza gelida e senza luce come è capitato a me. Ma io, così come sarò capace, cercherò di aiutarti davvero, prima di diventare, come dice una poesia araba antica, “una nuvola d’oro nel vento”.

Tuo nonno Fulvio

giovinezza

La città…il lavoro alla STANDA…l’autonomia…le prime intense emozioni….

Quanta musica….dalla mattina alla sera…

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Sorrido nel rivedermi “bambina”!

congedo

“Ormai sei un piccolo uomo e fa proprio piacere discorrere con te. Il tuo sguardo chiaro e leale che non sfugge e non trema, e la tua stretta di mano ferma e vigorosa, rivelano l’animo tuo. Così, giovanissimo amico, ora vorrei confidarti una di quelle cose che ci diciamo fra noi, uomini già avanti negli anni, e maturi di esperienza. E anche se scuoti il capo, ascoltami ugualmente.

Forse ti hanno già insegnato che ogni uomo ha tre doni da custodire: la giustizia, la verità e la libertà. Non dimentichiamo che per difendere questi tre doni preziosi, molti uomini hanno sofferto e moltissimi sono morti. E nulla sembra più bello a te, come è stato per tanti anni prima di te, riparare un’ingiustizia, combattere la menzogna e liberare la schiavitù. Tutto questo nel nome della dignità umana di cui molte volte avrai sentito parlare.

Ma col tempo capirai sempre meglio e di più. E con gli anni, giorno per giorno, nascerà in te il senso di responsabilità delle parole e delle azioni. E vedrai che divenire adulto è proprio acquistare coscienza della propria responsabilità e della propria dignità.

Sii sicuro che l’uomo è sopratutto un cuore, un pensiero, una volontà.”

(il tuo maestro elementare)

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