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Ascolta il ruscello

“Quando passi vicino ad un fiume, fermati, e fermati magari anche se quell’acqua corrente è solamente quella di un torrente o un ruscello. fermati e ascolta.

Ti pare che i grandi fiumi, che vanno lenti, non abbiano voci, nella loro marcia sonnolenta.  Ma hanno voce anch’essi, lì vicino alla riva, dove l’acqua passa tra le erbe e le canne, o lì, all’ombra, dove urta il pilone del ponte.  Più allegro e rumoroso è il ruscello: proprio come lo sono i bambini, perché i ruscelli non sono che dei fiumi-bambini.

Val Pusteria

E anche i grandi fiumi, proprio come gli uomini, sono stati bambini, sono stati dei fanciulletti che vengon giù correndo, dai prati di montagna e dai prati di collina.

Come sono allegri, i ruscelli, quando saltan giù di balza, in balza!  Ascolta la loro voce: è la più antica voce del mondo.  La terra era appena formata, nel gran mistero dell’universo: le acque erano state appena separate dalla terra, e già cominciavano a correre, allegre e spumeggianti.  Non si udiva voce di uomo o di animali, ma già si udiva questa voce d’acque.

Fiume Isarco

E il mondo cammina attraverso i cieli da millenni e da millenni, e non si ferma mai: l’acqua, nella sua corsa, non si ferma mai: e arriva, per infinite strade, al mare, e nel mare evapora e diventa altissima e leggera nuvola, e poi cade in pioggia, e la sua storia ricomincia, diventa ghiaccio, neve, e finalmente, ancora una volta, sorgente azzurra e allegro ruscello.

Diventerà fiume il ruscello?

Sì: perché di cento e di mille ruscelli si fa un fiume: così come di cento e di mille fanciulli si fa un popolo.  Ascolta questa voce.

E’ la voce della vita.”

(O. VERGANI)

Fiume Sile - TV

Ascolta il ruscello

vicino ad un fiume
la voce della vita

“Quando passi vicino ad un fiume, fermati, e fermati magari anche se quell’acqua corrente è solamente quella di un torrente o quella di un ruscello. Fermati e ascolta.

Ti pare che i grandi fiumi, che vanno lenti, lenti, non abbiano voci, nella loro marcia sonnolenta. Ma hanno voci anch’essi, lì vicino alla riva, dove l’acqua passa tra le erbe e le canne, o lì, all’ombra, dove urta il pilone del ponte. Più allegro e rumoroso è il ruscello: proprio come lo sono i bambini, perchè i ruscelli non sono che dei fiumi-bambini.

E anche i grandi fiumi, come gli uomini, sono stati bambini, sono stati dei fanciulletti che vengon giù correndo dai prati di montagna e dai prati di collina.

Come sono allegri i ruscelli, quando saltan giù di balza in balza! Ascolta la loro voce: è la più antica voce del mondo. La terra era appena formata, nel grande mistero dell’universo: le acque erano state appena separate dalla terra, e già cominciavano a correre, allegre e spumeggianti. Non si udiva voce di uomo o di animali, ma già si udiva questa voce d’acque.

E il mondo cammina attraverso i cieli da millenni e da millenni, e non si ferma mai: l’acqua, nella sua corsa non si ferma mai: e arriva, per infinite strade, al mare, e nel mare evapora e diventa altissima e leggera nuvola, e poi cade in pioggia, e la sua storia ricomincia, diventa ghiaccio, neve, e finalmente, ancora una volta, sorgente azzurra e allegro ruscello.

Diventerà fiume il ruscello?

Sì: perchè di cento e di mille ruscelli si fa un fiume: così come di cento e di mille fanciulli si fa un popolo. Ascolta questa voce.

E’ la voce della vita.

(O. Vergani)

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