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Ascolta il ruscello

“Quando passi vicino ad un fiume, fermati, e fermati magari anche se quell’acqua corrente è solamente quella di un torrente o un ruscello. fermati e ascolta.

Ti pare che i grandi fiumi, che vanno lenti, non abbiano voci, nella loro marcia sonnolenta.  Ma hanno voce anch’essi, lì vicino alla riva, dove l’acqua passa tra le erbe e le canne, o lì, all’ombra, dove urta il pilone del ponte.  Più allegro e rumoroso è il ruscello: proprio come lo sono i bambini, perché i ruscelli non sono che dei fiumi-bambini.

Val Pusteria

E anche i grandi fiumi, proprio come gli uomini, sono stati bambini, sono stati dei fanciulletti che vengon giù correndo, dai prati di montagna e dai prati di collina.

Come sono allegri, i ruscelli, quando saltan giù di balza, in balza!  Ascolta la loro voce: è la più antica voce del mondo.  La terra era appena formata, nel gran mistero dell’universo: le acque erano state appena separate dalla terra, e già cominciavano a correre, allegre e spumeggianti.  Non si udiva voce di uomo o di animali, ma già si udiva questa voce d’acque.

Fiume Isarco

E il mondo cammina attraverso i cieli da millenni e da millenni, e non si ferma mai: l’acqua, nella sua corsa, non si ferma mai: e arriva, per infinite strade, al mare, e nel mare evapora e diventa altissima e leggera nuvola, e poi cade in pioggia, e la sua storia ricomincia, diventa ghiaccio, neve, e finalmente, ancora una volta, sorgente azzurra e allegro ruscello.

Diventerà fiume il ruscello?

Sì: perché di cento e di mille ruscelli si fa un fiume: così come di cento e di mille fanciulli si fa un popolo.  Ascolta questa voce.

E’ la voce della vita.”

(O. VERGANI)

Fiume Sile - TV

VOLO SULL’ITALIA

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ISOLA DEI GABBIANI – SARDEGNA

Un ragazzo sogna di compiere un volo meraviglioso, in diverse tappe, in varie parti del mondo, seduto su un aquilone trainato da un germano. Adesso i due amici, il ragazzo e il germano, lasciata l’incantevole Sardegna, stanno sorvolando la Sicilia verso la penisola italiana.

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VULCANO ETNA

“La partenza avvenne al primo sole.

– Verso Ponente, ora – gridò Avioletto. – Presto. il volo procedeva veloce. – Dove siamo? – – Aspetta…vedi quell’alto monte coperto di neve? Ha un filo di fumo sulla cima…Ma sì è l’ETNA; siamo in SICILIA , Paperetto mio, la più grande isola italiana. Dopo un voletto intorno all’Etna, i due ardimentosi puntarono verso il Nord.

Stretto di Messina

STRETTO DI MESSINA

– Stiamo sorvolando lo STRETTO DI MESSINA. Guarda una traghetto; trasporta un treno tutto intero. – E dove andiamo? – In CALABRIA. Quanti monti boscosi, e che vista magnifica! Di qua il MAR IONIO, di la il MAR TIRRENO. Com’è bella l’ITALIA!

Calabria

CALABRIA

Calabria

CALABRIA

 Continuiamo sempre diritto? – Ecco: tu segui il crinale dell’APPENNINO. 

Lucania selvaggia

LUCANIA selvaggia

Vedi, la LUCANIA selvaggia è qui sotto;

più a Est, oltre il GOLFO DI TARANTO, 

si profila verde la piana di PUGLIA, in riva all’ADRIATICO. 

Puglia

PUGLIA

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GARGANO

– Ecco là un altro Etna! – esclama Paperverde! – Ma che dici! Quello è il VESUVIO. Un altro vulcano, vuoi dire, ma più piccolo. E di fronte riposa NAPOLI, la bella città della CAMPANIA.

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NAPOLI

– Quante montagne, ora, qui sotto! – Avvicinati al TIRRENO. Oh! – Che c’è? – Ma quella è ROMA! E tacque commosso.

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ROMA

In breve furono sopra la CITTA’ ETERNA.

 

 

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ROMA E IL TEVERE

CUPOLA DI SAN PIETRO

CUPOLA DI SAN PIETRO

– Vedi SAN PIETRO: la cupola, la Basilica, la Piazza. Ecco la CITTA’ DEL VATICANO, dove abita il Papa.

Basilica San Pietro

PIAZZA SAN PIETRO

Roma dall'alto italiano

ROMA E IL TEVERE

– E quel fiume? – chiese Paperverde, sempre interessato ai corsi d’acqua!

E’ il TEVERE perbacco. Che meravigliosa città! Ecco qui il GIANICOLO verde, il COLOSSEO, e il bianco ALTARE DELLA PATRIA, i palazzia e le chiese, le piazze e le rovine. Salutiamola, Paperverde, è la CAPITALE D’ITALIA. 

Roma

Il volo continuò verso il Nord sopra innumerevoli monti e vallate. Quanti filari di cipressi e quante vigne!

Toscana

TOSCANA

Toscana

– Dovremo essere in TOSCANA. Sì, sì!

FIRENZE

FIRENZE

Vedi FIRENZE sulle rive dell’ARNO? Quel palazzone merlato è Palazzo Vecchio. 

Animo, Paperverde: scavalchiamo gli APPENNINI e saremo nella PIANURA PADANA.

Vedi quei due ruscelletti? Sono il Tevere e l’Arno, che nascono su quei monti e poi si ingrosseranno, via via che si avvicinano al mare.

Dopo aver attraversato il PO, solenne nel suo maestoso cammino,

fiume Po

FIUME PO

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FIUME PO

videro all’orizzonte, in riva la mare, VENEZIA, la fiabesca città che sorge dall’acqua con i suoi cento palazzi e i suoi canali tortuosi, nei quali si specchiano le cupole delle chiese e le cuspidi dei campanili.

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VENEZIA

Venezia

VENEZIA

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MAGIA A VENEZIA

Silenziose gondole nere se ne andavano lente di casa in casa.

Su, in alto in alto, che voglio salutare TRIESTE, che riposa là in fondo, oltre l’ADRIATICO.

Passarono sulla PIAZZA SAN MARCO, salutati da vicino da uno stormo di piccioni color piombo, che ritornarono però presto sulla piazza a cercarvi il becchime.

LA SERENISSIMA

LA SERENISSIMA

– Verso Occidente, Paperverde. Ormai siamo vicino a casa. Belle Pianure verdi, solcate da fiumi e da canali, si perdevano all’orizzonte, in due ampie cortine di monti. – Vedi le famose città della Pianura Padana? PADOVA E VICENZA ormai le abbiamo sorpassate: ecco VERONA sull’ADIGE:

balcone di Giulietta

balcone di Giulietta

 

questo fiume ci porta il saluto di TRENTO, ch’esso ha visitato prima di giungere qua. Ecco davanti a noi il

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 LAGO DI GARDA

Passarono sulla forte BRESCIA, dominata dal CASTELLO turrito.

– Ora siamo in LOMBADIA, la più ricca Regione d’Italia; ben presto saremo a…

MILANO

MILANO

Dopo qualche tempo infatti Paperverde disse: – E’ quella Milano? – Proprio. Si vede il DUOMO, con le sue cento guglie e la Madonnina dorata.

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LA MADONNINA

 

la Madonnina a Milano

DUOMO DI MILANO

 

Vedi più in là, nel verde, il Castello Sforzesco, con le sue torri e le sue mura merlate. Ora pieghiamo un po’ verso Sud. Vorrei vedere il MAR LIGURE, prima di arrivare a casa. Paperverde deviò e dopo un po’ stava sorvolando l’APPENNINO LIGURE.

 

 

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GENOVA

-Ecco GENOVA con i suoi palazzi arrampicati sul monte e il suo Porto popolato di navi.

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CINQUE TERRE

Torniamo. Rivalicarono gli Appennini e furono di nuovo sulla Pianura Padana. – TORINO!

TORINO

TORINO

– Guarda la Mole Antonelliana e il PO, e i castelli e i giardini e le officine.

Ma ormai si fa sera. Ancora un’ultimo sforzo e siamo finalmente a casa.

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ITALIA

(EUGENIO ZANI)

– dal Libro di Lettura di Terza Elementare dell’anno scolastico 1964-1965 –

 

 

Il Cantico dell’acqua

Vita nel fiume Sile

“Sono la stessa che tenne insieme due miliardi di anni fa le prime molecole generate dai fulmini, dai vulcani, dal ribollire delle rocce fuse all’alba della vita. Sono la stessa che fu nei cacciatori Cro-Magnon venticinquemila anni fa; e prima ancora, nei grandi sauri, nei primi pesci, nelle prime conchiglie, mezzo miliardo di anni prima che gli uomini alzassero le spalle.

Fiume Sile

Sono in te come ero in tua madre e tuo padre, prima che nascessi. Sono stata il veicolo per lo spermatozoo che si è fuso con l’uovo di tua madre. Hai vissuto immerso in me i primi mesi della tua vita, nel liquido amniotico, la tua personalissima laguna, che ti ha cullato come un mare in bonaccia al battere di cuore di tua madre.

Sponde del Fiume Sile

Sono il veicolo degli alimenti che bruciano in te per darti l’energia per correre, pensare, parlare, amare. Ho guidato il dividersi ritmico delle tue cellule che in progressione geometrica, sono cresciute di numero miliardi di volte, componendo i mattoni della vita: aminoacidi, zuccheri, molecole complesse, tutte ricreate al momento dell’uso…solo io sono sempre la stessa.

Fiume Sile

Sono il fiume che smaltisce gli scarti del tuo metabolismo con l’urina, l’eccesso di calore di una giornata d’estate con il sudore. Sono l’ambiente dove gli ioni del sodio, del potassio, del calcio e del magnesio, instancabili staffette, portano alle cellule i segnali del mondo esterno.

Acque di Cison di Valmarino

Sono il torrente pulsante che diffonde l’ossigeno nei tuoi tessuti, e ne porta indietro l’anidride carbonica.  Anche nei tessuti più compatti del tuo corpo sono presente, legata ai sali di calcio dell’osso, anche nello smalto dei denti. Diluisco gli alimenti che mastichi con la saliva, e consento ai tuoi enzimi di prepararli alla digestione.

Bosco di Cison di Valmarino

Sono negli alimenti stessi: nella frutta, nelle verdure, nelle carni e poi in te…Io sono il ciclo primordiale, compiutosi miliardi di volte, sempre diverso, sempre uguale. Guiderò ancora una volta la tua discendenza, fino a quando potrò farlo. Non potrai mai distruggermi. Io sono ciò che è più vicino al tuo concetto di immortalità. Puoi solo deviare il mio fluire, puoi sprecarmi, puoi mettermi nella condizione di non esserti madre.

Fiume Sile

Ma non sono tua madre. Non sono la vita, non sono la tua struttura portante, non sono la tua eredità. Tu non mi sei necessario. Basto a me stessa. La tua specie può utilizzare per vivere solo una mia molecola  ogni diecimila. Non sono diversa se mescolata a molecole che per te sono velenose: non mi alterano; ma quanta fatica dovrai sciupare per liberarti da esse senza fare a meno di me.

Fiume Sile

Tu esisti perché io sono in te per il 60% del tuo peso e non un singolo fenomeno che avviene in te potrebbe avvenire senza di me.  E quando morirai, come è avvenuto infinite altre volte, io passerò in qualcun altro ancora vivo, a ripetere un ciclo sempre uguale e sempre un poco diverso. (Riccardo Arisio – patologo)

Fiume Sile

Il fiume Sile

DA QUESTO PARADISO TERRESTRE…GIUNGA AGLI AMICI UN CARO SALUTO.

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