A Venezia

DEDICATA ALLA MIA ILLUSTRE CITTA’

(Oggi…così vergognosamente sporcata!)

Venezia

“E’ fosco l’aere,

il cielo è muto,

ed io sul tàcito

veron seduto,

in solitaria

malinconia

ti guardo e lacrimo,

Venezia mia!

Canaletto

Passa una gondola

della città:

“Ehi, della gondola,

qual novità?”

“Il morbo infuria,

il pan ci manca,

sul ponte sventola

bandiera bianca!”.

claude_monet_056_impressione all Alba

No, no, non splendere

su tanti guai,

sole d’Italia,

non splender mai;

e su la vèneta

spenta fortuna

si eterni il gemito

della laguna!

Venezia

Venezia! L’ultima 

ora è venuta;

illustre martire

tu sei perduta…

Il morbo infuria,

il pan ci manca,

sul ponte sventola

bandiera bianca!

(A. FUSINATO)

Venezia tempo grigio

Sguardo sul mondo

“LETTERA A UN FIGLIO”

Se  puoi vedere distrutto il lavoro di tutta la tua vita – e senza dire una parola, ricominciare; – se puoi perdere in un colpo solo i guadagni di cento partite, – senza un gesto e senza un sospiro di rammarico; – se puoi essere un amante perfetto, senza che l’amore ti renda pazzo; – se puoi essere forte, senza cessare di essere tenero; – e, sentendoti odiato, non odiare, – pure lottando e difendendoti.

Se tu sai meditare, osservare, conoscere, – senza essere uno scettico e un demolitore; – sognare, senza che il sogno diventi il tuo padrone; – pensare, senza essere soltanto un pensatore; – se puoi essere duro, senza sentire collera. Se puoi essere sempre coraggioso e mai imprudente; – se tu sai essere buono e saggio, – senza diventare né moralista né pedante.

Se puoi incontrare il Trionfo e la Disfatta, – ricevere i due mentitori con fronte uguale; – se puoi conservare il tuo coraggio e il tuo sangue freddo, – quando tutti lo perdono. Allora i Re, gli Dei, la Fortuna e la Vittoria – saranno per sempre tuoi sommessi schiavi; – e, ciò che vale meglio dei Re e della Gloria, – Tu sarai un uomo.” (Rudyard Kipling)