Posts Tagged ‘freddo’

Marzo

Marzo

“Marzo, che mette nuvole a soqquadro

e le ammontagna in alpi di broccati,

per poi disfarle in mammole sui prati,

accende all’improvviso, come un ladro,

un’occhiata di sole,

che abbaglia acqua e viole.

Con in bocca un fil d’erba primaticcio,

Marzo è un fanciullo in ozio, a cavalcioni

sul vento che separa due stagioni;

e, zufolando, fa, per suo capriccio,

con straffotenti audacie,

il tempo che gli piace!”

(ARTURO ONOFRI)

Marzo

“Marzo è un mese un po’ matterello!

Piace molto alla ranocchia

che si gonfia e che fa spocchia

ma non garba al passerotto

che si stringe nel cappotto.

Forse il merlo meno saggio

sogna già d’essere in maggio

e si gela una zampina

fra la brina.

Ma la cincia, nel suo nido,

ride e dice: – Non mi fido!

Presto è ancora! La messaggera,

bianca e nera,

non è già sotto la gronda

e chi ha freddo si nasconda;

non è ancora primavera!…-

Chiotto chiotto,

le risponde un passerotto;

Tu sei saggia e veritiera!

Marzo è bello

col cappotto e con l’ombrello,

con le scarpe e col cappello.

E se pur sotto la brina

col fiorir di una mattina,

sulla riva d’un ruscello

c’è una gocciola turchina,

una timida viola

che, fra sole e solicello,

ti sorride sola sola,

bene, e tu non ti fidare!

Marzo è un poco pazzerello!

Ti potrà far sospirare,

chissà quanto, il tempo bello!

Marzo porta il vento, il fiore

e la pioggia, il raffreddore!”

(A. BELTRAMELLI)

L’Estate di San Martino

Con i Doni

della nostra meravigliosa Natura

 Auguro a tutti

una lieta serata di San Martino!

                                                         girotondo di cigni

 

Bressanone

 

 

Novacella Bressanone

Foglie d'oro

 

Bressanone

 

Rose di novembre

 Casentino Arezzo

Vino novello

Fiori d'autunno

Il Faggio

faggio

Quando ogni cosa è da tempo spoglia, il faggio si erge ancora nel suo manto di foglie appassite per tutto dicembre, gennaio, febbraio,

Neve-Tre-Faggi15

la tempesta lo squassa; la neve gli cade sopra e poi vi sgocciola; le foglie secche, inizialmente brune, si fanno sempre più chiare, sottili, seriche,

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ma l’albero non le abbandona, esse devono proteggere le nuove gemme.

Bosco.faggio-800

Poi in un qualche giorno di ogni primavera, ogni volta più tardi di quanto ci si aspettava, l’albero di colpo si presentava diverso, aveva perso il vecchio fogliame e al suo posto aveva messo le novelle e tenere gemme imperlate di umidità.

gemme di faggio

Stavolta fui testimone di questa metamorfosi. Ciò che per cinque, sei mesi aveva retto e opposto resistenza, soggiacque in pochi minuti a un niente.

faggi43

Avvenne subito, dopo che la pioggia aveva reso il paesaggio verde e fresco, un’ora pomeridiana verso la metà di aprile; io non avevo ancora sentito nel corso dell’anno un cuculo e non avevo scoperto nel prato nessun narciso.

bonsai

Solo pochi giorni prima me ne ero rimasto fermo qui nel forte vento del nord, rabbrividendo e con il bavero alzato,

figlie_faggio

e avevo osservato con ammirazione come il faggio si ergeva imperturbabile nel vento travolgente. (Hermann Hesse)

faggio

Il ritorno della Luce

Il primo giorno d’Inverno incomincia col ritorno della Luce!

Allora…Benvenuto Solstizio d’Inverno!

Sia armonioso il coro di

…Corpo- Mente- Anima…

nell’Incontro con la Luce,

per una dolce Sinfonia d’ INVERNO!

Il pesco e la viola

“Ancora è freddo, ancora

luccica sulle vette

la neve, e il pesco mette

le gemme e s’infiora.

E’ tutto brullo intorno

l’orto, ma il pesco pare

voglia consolare

questo pallido giorno,

e dice a una viola

ch’ora gli è sorta ai piedi:

– Primavera non vedi?,

torna, ma è troppo sola.

Torna, ma cerca ancora

la sua splendida corte;

si sentirà più forte

alla prossima aurora. –

E l’umile sorella

si racchiude in se stessa

poi che, essendo dimessa,

non sa d’esser bella,

e a uno sbuffo del vento

ancor umido e fresco

i petali del pesco

cadono a cento a cento.”

(MARINO MORETTI)

il gelo

“Quand’è il momento, la notizia vola in casa, di stanza in stanza, tra colpi alle porte e grida di: – Il gelo! Il gelo! – ed anche i più pigri gettano via le coltri e corrono alla finestra.

Gli incanti del gelo si formano di solito nel silenzio e nel buio della notte. Una pioggerella sottile cade per ore e ore sui rami spogli degli alberi e si gela. In breve: tronchi, rami e ramoscelli sono rivestiti di ghiaccio solido e puro e gli alberi sembrano come di cristallo.”  (M.TWAIN)

gelo sull'auto

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