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Inno alla Speranza

“La Speranza” è quella cosa piumata

che si viene a posare sull’anima

canta melodie senza parole – e non smette mai.

E la senti – dolcissima – nel vento.

E dura deve essere la tempesta

capace di intimidire il piccolo uccello

che ha dato calore a tanti.

Io l’ho sentito nel Paese più gelido

e sui mari più alieni.

Eppure mai, nemmeno allo stremo,

ha chiesto una briciola – di me.

(Emily Dickinson)

 

 

 

La bolla di sapone

bolladisapone

“Oh, guardala! Ascende

pian piano nel cielo.

Il vento la prende,

la tocca…E’ di velo

sottil, trasparente.

bolle di sapone

Si muove leggiera

nell’aria. E’ lucente:

par fatta di cera.

Si dondola, oscilla:

più in alto, più su…

Si ferma, ecco, brilla,

e poi…non c’è più.”

(Maggiorina Castoldi)

bolle di sapone

“Le bolle di sapone sono come le nostre pretese e le nostre fantasie, gonfie d’orgoglio e di caparbia indifferenza. Luccicano per un istante, sembra che volino nell’aria, ma, dopo qualche secondo, si disintegrano e cadono inesorabilmente nella polvere. La vita dell’uomo non può e non deve essere un susseguirsi di bolle di sapone. Ecco perché anche coloro ai quali sembra di aver raggiunto certi livelli sono infelici: l’emozione dura ben poco, anche se la gente applaude; dopo qualche ora tutto è finito. La gente continua il suo cammino, pensa ai fatti propri, il vento porta via ogni emozione e noi ci ritroviamo soli con il nostro vuoto. Il benessere e la ricchezza luccicano, ma subito corrodono, ci rendono come mummie, con lo stomaco pieno e il corpo rivestito di gioielli. Chi vive con la testa nel sacco, chi vaga da un’esperienza all’altra, invecchia senza capire le ragioni profonde dell’esistenza. E pensare che basta così poco per scoprire le ragioni della vita! Se l’uomo non sa guardare in alto, la sua vita sarà sempre così. Una vita consumata e perduta a veder volare le bolle di sapone” (Gabriele Adani)

bolla di sapone gigante

La tempesta

Si dice che il Ponte raffigurato su quest’Opera del GIORGIONE,

sia del Fiume Sile, che attraversa il cuore della Città di Treviso.

Conosco quel Ponte, conosco quel colore verde… dell’acqua e del cielo d’estate carico di mistero!

Il cielo è caldo e spaventoso quando da Ovest, dal Lago di Garda, arriva il terribile temporale

gonfio di tuoni, di vento, di saette infuriate che squarciano tutto!

Conosco l’acqua gelida sulla pelle sudata…

Conosco la furia di quei chicchi di ghiaccio grossi come noci, e a volte come pesche..!

Uomini, donne, bimbi, papere, foglie, alberi…grano, uva, barche, case, rocche…

tremano d’inquietudine e di paura…perché sembra non esistere riparo!

(Nessuno dovrebbe trovarsi nudo e affamato

sotto un cielo verde…carico di tempesta!)

Nives

Vorrei….essere umana

lettera a Gesù Bambino

Caro Gesù,

Tu sai quanto desidero scorgere raggi di luce… e di gioia,

negli occhi della gente. Sopratutto dei bambini!

Ma sono impotente, sono umana… mio Gesù-Dio…

Anzi, sono un’umana sorda, cieca, indifferente, atona…

egocentrica, individualista, superficiale…

Sono una macchina, un robot senza cuore….

Oppure no!?

Sono un’umana dal cuore fragile.

No! No! Non sono nemmeno questo!

Perché il cuore fragile è sensibile, vibra, è attento…

mentre il mio non sente, non avverte, non si interessa!

E’ debole, è incapace…anzi è un cuore come morto!

!!!

Gesù Bambino

Caro Gesù Bambino…regalami un cuore umano

…come il Tuo!

Presepe

Gandhi si interrogava:

“CHI POTRA’ DERUBARE UN UOMO CHE DORME SOTTO IL CIELO?

…e diceva…

“Oggi ho bisogno di una ispirazione per trovare la strada.

Oggi ho bisogno di un fiume per uscire dalla foresta.

Oggi ho bisogno di una parola per sentirmi fratello.”

NON VOGLIO TACERE

“Un altro mio compagno

ho visto morire

SPERANZA PER PORTO MARGHERAoggi,

bruciato da una miscela di acidi

terrificanti.

Questo forse non dice più nulla

a nessuno.

Forse non fa neanche più

cronaca.

Ma io non posso tacere,

non posso guardare

questi morti e fingere

di non vederli.

Non posso lasciarli inghiottire

da questo sporco silenzio.

Non voglio tacere.

I miei compagni morti

non possono, non devono

sparire. Voglio urlare, graffiare

dentro questa indifferenza

che annienta

anche le pietre

come un lupo affamato nella neve.

(F.Brugnaro. Operaio di Porto Marghera)

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