Posts Tagged ‘innocenza’

Persuadersi

“Deporre l’io accentratore, così come si depone il tiranno, il sovrano assoluto.” (Emanuel Levinas)

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“La festa è l’ingresso magico in un tempo non tempo e in uno spazio non spazio, il sogno

 dell’età dell’innocenza dove niente e nessuno fa paura a nessuno.” (Giancarlo Bruni)

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(RICHARD BACH l’autore de “Il Gabbiano Jonathan Livingston”)

Il Fiore della Pace

il mio giardino

“La pace è come un fiore che sboccia

e di mattina la rugiada bagna i suoi petali,

facendola diventare sempre più grande

e quando il fiore si sta seccando

è il segno di guerra.

E quando rinasce

è il simbolo di pace in tutto il mondo.

La Pace è una bellissima cosa:

vede i cani che giocano per le strade,

i soldati prima nemici stringersi la mano,

i bambini che vanno a scuola felici

i papà giocare con i loro figli

i carri armati sparare fiori.

La Pace è come un cerchio costruito da

anziani, donne, bambini e uomini

che si vogliono bene.

E’come un usignolo che canta.

E’ come il sole sempre acceso

e pieno di speranza.

La pace è come il soffio del vento

che ti accarezza il viso.

E’ come una stella che viaggia

libera nell’universo.”

(Aurora)

AURORA

 è una mia vicina di casa.

Ha sette anni.

Ama le poesie, le filastrocche

il mio giardino.

Dipinge con gli acquerelli

e, sempre disponibile,

annaffia gli aromi del mio mandala.

Ieri è venuta per il sale aromatizzato

ma l’altro ieri,

per l’ultima poesia imparata a scuola.

cactus

Roseo il viso,

timido il dolcissimo sorriso.

Lieve la voce tepida.

Come il primo raggio di sole

  colora e risveglia la vita.

rose del mio giardino

Grazie piccolo Fiore della Pace!

(Nives)

Immacolata Maria

“…Ed ecco annunciarono gli Angeli:

– O Maryam, il Dio ti comunica lieta novella di un Verbo da parte sua:

si chiamerà Al Masih, Isa (Gesù) ibn Maryam.

Famoso sarà sia in questo mondo che nell’altro, 

sarà uno degli intimi.

Alle genti parlerà sin dalla culla, e continuerà

a parlare quando sarà cresciuto,

e apparterrà alla schiera delle genti di bene.”

(Corano, Sura 3)

Piccole mani

Chiesa di Torcegno-Tn

L’episodio è ancora vivo dopo tanti anni. Ha superato la guerra. Il paese dove è avvenuto è stato letteralmente distrutto e i suoi poveri abitanti sono andati profughi per la Penisola. Non erano rimasti in piedi che la chiesa ferita e il campanile  a custodir, malinconico e muto, la sua vecchia malata.

Prima guerra mondiale

Eppure, rifatto il paese, tornati quelli che potevan tornare, il ricordo si ricompose e brillò semplice e grande. Rientrò nelle case risorte, l’appresero i fanciulli che allora erano bimbi, gli uomini che erano alla guerra. Battezzò la rinascita del piccolo paese, confortò l’asprezza della ricostruzione, benedisse i nuovi vivi. Divenne l’aureola della seconda vita, il dono che Dio aveva aggiunto a quello della pace e della redenzione. Quell’episodio ha poi occupato le cronache perché il protagonista di esso, fatto uomo, è tornato al paese a sciogliervi un voto.

Torcegno-Valsugana

Siamo a Torcegno, piccolo villaggio sopra Borgo Valsugana, nel Novembre del 1915. Serrato fra due linee nemiche, soggetto al fuoco delle opposte artiglierie dei  forti austriaci e italiani, praticamente isolato da tutto il resto del mondo, soldati in terre lontane tutti i suoi uomini, come e dove soleva mandarli l’Austria, razziato il suo bestiame, requisito tutto il requisibile, sospeso ogni pagamento di salari, di pensioni, di sussidi militari, incendiate le cascine, vuote le botteghe di viveri e medicinali, Torcegno può dire di aver vissuto il martirio più angosciato e più ignorato. Mai agonia di villaggio fu più angosciosa e crudele. L’Austria, dopo aver portato via tutto ciò che poteva servirle, abbandonava i vecchi, le donne e i bambini alla loro sorte.

B-9804-torcegno

Gli Italiani non erano ancora arrivati a Torcegno. Il 9 novembre l’Austria internava anche il parroco, don Vito Casani  sospetto di italianità. Rimaneva don Guido Fanzelli,  cappellano, ma le notizie che arrivavano delle pattuglie di gendarmeria dicevano che presto sarebbe stato arrestato anche lui. Un mattino infatti, il 13 novembre, vengono a prenderlo, e se lo portano via. Il paese resta senza cura d’anime. Due giorni prima l’arresto, don Fanzelli, che presentiva la propria sorte, pensò chi avrebbe potuto somministrare l’Eucaristia ai devoti che, massime in quei giorni, vi s’accostavano quotidianamente, unico conforto ai loro strazi, senza contare i malati e i feriti che ogni giorno aumentavano.

V’era fra i bimbi di Torcegno  un frugolino di sette anni, vivace, ma non birichino, intelligente, ma semplice, buono, che frequentava con particolare compiacenza le funzioni religiose. Don Fanzelli lo prese e gli disse:

-Se qualcuno dovesse chiedere la Comunione, tu aprirai con queste chiavi il Tabernacolo e somministrerai la Sacra Particola, dicendo queste parole. Le tue mani sono pure, sono le uniche degne di toccare il Signore.- E gli consegnò una breve preghiera trascritta. Il fanciullo si chiamava Almiro Faccenda, ed era figlio di due umili boscaioli. Il padre era soldato in Germania. La madre,una sorellina e un fratello più grande di lui, soffrivano a casa.  Almiro accettò senza tremare il gran compito. Non ne fu scosso.

L’indomani le cose precipitarono: avanzavano gli italiani, avanzavano gli Austriaci. Il povero paese era sotto fuoco.  Il Pasubio, la Panarotta, erano due vulcani. Vi fu chi pensò alla occupazione ormai imminente. Con la fantasia accesa dal terrore qualcuno andò oltre: pensò alla chiesa profanata, alla piccola e quieta casa del Signore invasa da soldati che avrebbero devastato l’altare, disperse le Sacre Ostie.

arte_-_olio_su_tela_di_francesco_chiletto_nella_chiesa_parrocchiale_di_torcegno_raffigura_il_piccol_imagefull

La popolazione supersiste si riunì in chiesa di notte e domandò la Comunione generale. All’alba il piccolo Almiro, vestendo un bianco camice, aprì il Tabernacolo e comunicò tutti, mentre intorno e sopra la casa di Dio piombava l’ira degli uomini. La funzione durò poco meno di un’ora. Verso il mezzogiorno gli Italiani occupavano il paese per avviare – prima cura – donne e bambini verso l’interno. Partivano tutti, anche il bimbo dalle mani pure, le quali, fuor di ogni liturgia, avevano toccato il Signore. Si racconta che,subito dopo la funzione, Almiro non sapesse dove tenere la sua piccola mano ruvida e scura e chiedesse alla maestra:

– Che ne farò adesso di questa mano? –

– Fa che essa non faccia mai male a nessuno – disse ella. E gliela baciò. (G. CENZATO)

487 bambini

PICCOLE VITTIME DELLA DIGA PIU ALTA DEL MONDO

Sono passati 50 anni da quell’immane tragedia, accaduta a pochi chilometri da casa mia.

Avevo 13 anni e il fratellino più piccolo appena 3 mesi.

Un mese fa siamo tornati sulla DIGA diventata monumento.

 Un silenzio irreale avvolge ogni cosa.

innocente vittima

Stringe il cuore e immobilizza.

i bimbi innocenti

Tanti fazzollettini colorati sembrano tenersi per mano.

Fanno girotondo accanto all’OPERA UMANA PIU’ GRADIOSA….

sopravvissuta intatta

alla forza devastatrice dell’APOCALISSE!

bimbo non nato

La collina del sonno

Ecco LA COLLINA che vorrei…per tutti i bambini del mondo!

Ecco il CONIGLIO BIANCO della sera…

che vorrebbe giocare e cullare…

sopratutto  i BAMBINI DELLA SIRIA!

Famiglia in Festa!

la prima comunione

Domani è grande FESTA in  famiglia!

La  piccola  ANITA

fa la  PRIMA COMUNIONE!

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