Posts Tagged ‘interiorità’

Grandezza d’animo

“La bellezza è il fiore,

ma la virtù è il frutto della vita.”

(Lorenzo Giustiniani)

 

L’unica rivoluzione

“Tra i rami nudi sbircia

il cielo, il tuo;

sii terra ora e canto serale

e campagna su cui regna il cielo.”

(Rainer Maria Rilke)

Possedere il Tempo

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“Le meridiane tracciate in bellavista sulle pareti esterne dei monasteri, esposte a Sud, in eleganti linee pittoriche e architettoniche, indicavano al monaco, fino ad un certo recente passato, l’ora precisa del giorno e l’inarrestabile corsa del tempo. Sul quadrante veniva inciso un motto latino a perenne severo monito del religioso: “fugge il tempo” (fugit irreparabile tempus), “vola il tempo senza sosta” (ruit hora sine mora).

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Proprio così, scorre rapidamente il tempo come il fiume verso la foce. Tutto nel mondo interiore dell’uomo e intorno all’uomo passa inesorabilmente; tutto gli sfugge senza che possa trattenere qualcosa; tutto è un fluire e uno scorrere a ritmi vertiginosi.

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L’esperienza quotidiana conferma che ogni realtà che entra nel tempo è soggetta alla triplice legge del logorìo, dell’oblìo e della fine. Ogni realtà creata non può essere trattenuta gelosamente, perché scivola come l’acqua tra le dita e presto non si ha più nulla. Ogni cosa sfugge all’uomo con una fuga incessante: “come gli uccelli che volano verso terre lontane, come venti che passano per la nostra regione, come le navi che solcano i mari, come le nubi portate via dal vento, come il fumo che si dilegua, come l’ombra che fugge.” (I.Larranaga).

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La sapienza biblica non perde occasione per mettere l’uomo di fronte al suo senso del limite, della finitudine, della relatività di ogni cosa che lo coinvolge e della condizione effimera della sua esistenza. La vita dell’uomo sulla terra è “ebel”, afferma il biblico Qoelet, cioè “è fumo, ombra, soffio, nebbia leggera, vapore, vanità…” è qualcosa di evanescente, di impalpabile; è come alito inafferrabile.

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   “Come ombra è l’uomo che passa”; dichiara amaramente Giobbe, “la mia esistenza davanti a te è nulla” (Gb 14,18); “come fiore che spunta e avvizzisce, fugge come ombra” (Gb 14,2); “sì, sono un soffio i figli di Adamo”, aggiunge il salmista, “insieme sulla bilancia sono meno di un soffio” (Sal.61,10)

Meridiana

Nella dinamica della salvezza, l’oggi ha un enorme valore teologico-spirituale e si esplicita in una triplice articolazione ben distinta l’una dall’altra: si ha il “krònos”, che è il tempo cronologico, scandito dall’orologio; è il tempo misurabile, avvertito nell’avvicendarsi delle stagioni. Vi è poi il “kairòs” che evidenzia il contenuto del tempo, ciò che l’uomo è capace di realizzare; è il tempo propizio, è l’occasione da non perdere, è l’opportunità felice delle grandi scelte e delle definitive risoluzioni della vita. Vi è infine “l’aion” o “eone” ed è il tempo senza tempo, l’oggi senza vespro, cioè l’eternità…

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Così, l’aforisma oraziano del tempo, “carpe diem” (tratto dalle Odi del poeta latino 1,11,8), non suona come un distorto invito al godimento effimero, ma acquista la giusta interpretazione propria del contesto cristiano e assume connotazione di un saggio e urgente imperativo: approfitta del tempo che hai a disposizione, cogli l’occasione che ti viene offerta, vivi intensamente il presente.

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L’oggi diventa la sede della rivelazione e delle segrete ispirazioni divine, il luogo della personale realizzazione, lo spazio acustico dell’ascolto. In definitiva, il poeta latino rivolge un pressante invito a possedere il tempo, senza esserne posseduti. ” (Ubaldo Terrinoni)

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Genio Femminile

Eroe o Eroina?

“Ed io a lui: ‘ L’affetto che dimostri

meco parlando, e la buona sembianza

ch’io veggio e noto in tutti gli ardor vostri,

così m’ha dilatata mia fidanza,

come ‘l sol fa la rosa quando aperta

tanto divien quant’ell’ha di possanza.’ “

(DANTE ALIGHIERI, PARADISO, CANTO XXII, vv. 52-57)

bocciolo con riflesso!!!

“Il tuo atteggiamento affettuoso ha dilatato il mio

cuore di fiducia, come fa il sole con la rosa quando la

fa sbocciare.”  (Traduzione)

AUGURI AL GENIO FEMMINILE DI OGNI DONNA!

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“….andrem sulla montagna”

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“O cari vecchi alpinisti, gli sciatori di oggi…

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…non hanno davvero serbato fede all’amore che vi trasse sui monti.

amore per i monti

Oggi purtroppo la montagna serve allo sci e sciando i giovani sparlano e le ragazze fumano e si potrebbe cantare la canzone di un tempo: “Le donne si son messe i pantaloni…” il che, si badi bene, tra i molti sarebbe certo il minor guaio. Il male gli è che anche sulla montagna non si sono lasciati addietro i belletti e i cosmetici: le truccature esterne e anche le truccature interne dell’anima.

alpini

….Eppure sarebbe bastato alzare un poco la faccia stasera al calar del sole e ammirare la bellezza delle montagne azzurre e rosate che uguali soltanto Tiziano, che aveva il Cadore negli occhi, le dipinse negli orizzonti dei suoi quadri.

sciando sui monti

Quando a Oulx si aspettava il treno del ritorno, il numero degli sciatori era forse il doppio di quello del mattino. Allineati uno accanto all’altro sembravano un battaglione.

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Ma perché nessuno cantava? Che è in montagna una festa senza canti? Ai miei tempi, e son ancora giovane, si era in quattro e si cantava in quattro, in tre e si cantava in tre e se si era in uno, si cantava da soli!” (Lorenzo Bracaloni)

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Vita Interiore

parcheggio per auto

“Mi viene in mente un episodio legato al mondo delle arti marziali. Una volta, un maestro, camminando per la strada, ha visto uno dei suoi migliori allievi uscire dalla metropolitana servendosi delle scale mobili.

metropolitana

Il dolore e l’indignazione erano stati grandi. Che cosa aveva imparato, in tutti quegli anni di pratica? Soltanto a ripetere delle forme, delle tecniche. Le eseguiva bene, benissimo, ma erano vuote, senza spirito, senza vera potenza.

allievo e maestro

Capisci dov’è il problema, la pietra dello scandalo? Nelle scale!

scale mobili

Se l’allievo avesse avuto il giusto spirito, sarebbe salito a piedi, perché l’attitudine corretta è quella che vede la fatica e la affronta, senza scegliere la via più comoda. Le grandi conquiste della vita interiore cominciano da quelle piccole, nell’esistenza pratica. Prendo le scale e non l’ascensore, mi alzo da tavola con il senso della fame e non mi abbuffo, non metto il condizionatore d’aria o il riscaldamento al massimo, sopporto un po’ di caldo o di freddo.

figlio della luce

Assecondare il corpo nel suo desiderio di comodità vuol dire spingere lo spirito nella nebbia dell’ottusità. Magari avremo grandi parole nella bocca, ma dietro quelle parole ci sarà solo lo scheletro, in fil di ferro, di un manichino.”

Susanna Tamaro

da “Più fuoco, più vento”  ed. Rizzoli, Milano

figlio della luce

 

Qualcosa

 

“La musica non diventa qualcosa, bensì qualcosa può diventare musica.”

(Sergiu Celibidache)

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