O Febbraio piccino

“Se ridi, o febbraio piccino,

col sole sia pure di un dì,

è un riso che dura pochino,

pochino, pochino così.

Appena quel tanto che basta

a far cantare le gronde

dell’acqua mutevole e casta

che lascia la neve che fonde.

Ma basta quel primo turchino,

quel po’ d’intravista speranza,

a dare una nuova fragranza

al cuore e al destin.”

(RENZO PEZZANI)

“Nugoli, vento, neve, acqua, tempesta!….

E’ arrivato Febbraio, Febbraretto! – Ah, Febbraretto, corto e maledetto –

gli gridan tutti: – Vattene alla lesta! –

Corre via Febbraretto e sembra dire:

– Allegri, che l’inverno è per finire -.

E allegro, per il colle e per il piano,

ora pota le viti il buon villano,

mentre le vie, le piazze cittadine,

empie un gaio vociar di mascherine.”

(U.GHIRON)

potatura

 

Quando viene dicembre

“La prima neve è apparsa sui monti. E’ il mese delle castagne,

quando i bimbi se ne stanno in casa, e riprendono i giochi

al calduccio, ed hanno un gran da fare a comporre il presepio.

Poi, il 25, la festa di tutte le feste, il Natale.

E’ nato il Redentore del mondo, è nato Gesù.

Ecco, il giorno, ora, va ricrescendo a poco a poco;

di appena qualche minuto, ma cresce verso l’estate.

Così è la vita; quando tutto pare finito, spento, inaridito per sempre,

è proprio allora che essa ricomincia a riprendere, magari,

sotto la neve ed il ghiaccio,

come i semi che vi sono nascosti.”

(Dal Libro di Lettura per gli alunni delle Scuole Elementari, del 1962)

germoglio

L’inverno torna

“Guarda, passan le gru, l’inverno torna.

Non fa più allegri i campi l’aratore,

la rossa vite pende disadorna

e s’ode solo il flauto del pastore.

Nere e veloci migran, con le nubi

livide sotto questo cielo sordo,

mentre lungo le siepi, tra i carrubi

spaurita vaga la voce del tordo.

 

Il giorno cala. Un altr’anno è passato

su questa terra ferrigna e rugosa;

dove fresca un mattin s’aprì la rosa

un nudo rovo rossigno è restato.

Muto, le mani in ozio, dalla soglia

il nonno guarda la campagna spoglia.”

(G. TITTA ROSA)

Carri Mascherati

FEBBRAIO 2015

“Nugoli, vento, neve, acqua, tempesta!…

E’ arrivato Febbraio, Febbraretto!

febbraio 2015

 –  Ah, Febbraretto, corto e maledetto –

gli gridan tutti: – Vattene alla lesta” – 

 Corre via Febbraretto e sembra dire:

mese di febbraio

–  Allegri, che l’inverno è per finire –

potatura

E allegro, per il colle e per il piano,

ora pota le viti il buon villano,

potatura viti

mentre le vie, le piazze cittadine,

empie un gaio vociar di mascherine.”

(U. GHIRON)

maschera

Il Faggio

faggio

Quando ogni cosa è da tempo spoglia, il faggio si erge ancora nel suo manto di foglie appassite per tutto dicembre, gennaio, febbraio,

Neve-Tre-Faggi15

la tempesta lo squassa; la neve gli cade sopra e poi vi sgocciola; le foglie secche, inizialmente brune, si fanno sempre più chiare, sottili, seriche,

04_fagus_autunno

ma l’albero non le abbandona, esse devono proteggere le nuove gemme.

Bosco.faggio-800

Poi in un qualche giorno di ogni primavera, ogni volta più tardi di quanto ci si aspettava, l’albero di colpo si presentava diverso, aveva perso il vecchio fogliame e al suo posto aveva messo le novelle e tenere gemme imperlate di umidità.

gemme di faggio

Stavolta fui testimone di questa metamorfosi. Ciò che per cinque, sei mesi aveva retto e opposto resistenza, soggiacque in pochi minuti a un niente.

faggi43

Avvenne subito, dopo che la pioggia aveva reso il paesaggio verde e fresco, un’ora pomeridiana verso la metà di aprile; io non avevo ancora sentito nel corso dell’anno un cuculo e non avevo scoperto nel prato nessun narciso.

bonsai

Solo pochi giorni prima me ne ero rimasto fermo qui nel forte vento del nord, rabbrividendo e con il bavero alzato,

figlie_faggio

e avevo osservato con ammirazione come il faggio si ergeva imperturbabile nel vento travolgente. (Hermann Hesse)

faggio

l’uccellino

l'uccellino
trrr trrr trr terit tirit

“Viene il freddo. Giri per dirlo

tu, sgricciolo, intorno le siepi;

e sentire fai nel tuo zirlo

lo strido di gelo che crepi.

Il tuo trillo sembra brina

che sgrigiola, il vetro che incrina…

trr trr trr terit tirit…

Viene il verno. Nella tua voce

c’è il verno tutt’arido e tecco.

Tu somigli un guscio di noce,

che ruzzola con rumor secco.

T’ha insegnato il breve tuo trillo

con l’elitre tremule il grillo…

trr trr trr terit tirit…

(G. Pascoli)