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L’ultimo nato

Arrivato col Natale,

l’ultimo “stupore” della Famiglia riparte!

OLIVER BENJAMIN,

ha  sette mesi e già due passaporti!

Fra qualche giorno ritorna in Australia, dov’ è nato!

Sì, in Terra Australe è germinato il nostro nuovo “seme” !

Lì, un’esplosiva intensità di vita, colori, armonia, festa, fantasia…

l’ha nutrito e plasmato!

L’ ultimo nostro “gioiello” di Famiglia,

dall’altra parte del mondo è nato…

ed ora vi ritorna!

E’ il Cerchio della Vita!

Ciao nostro “cucciolo d’uomo”!

…………..

Vai, tenero “cittadino” del mondo!

Vai, nuova creatura “primizia” di Vita!

……………

Semina Tu, ovunque,

Innocenti sorrisi di Speranza sempre Nuova!

Nonna Tua, innamorata,

Ti accompagna e benedice!

(Nives)

Educare significa ferirsi

ERALDO AFFINATI   (Insegnante – Scrittore)

– TESTIMONIANZA –

Educare

“Dietro ogni adolescente, dietro ogni ragazzo diffcile c’è sempre una bellezza, un tesoro, una motivazione che noi dobbiamo scoprire. Dobbiamo accendere un fuoco dentro questi studenti per farlo divampare. Però è un lavoro che richiede impegno, forza, consapevolezza anche degli ostacoli che si trovano, perché non tutte sono storie belle.

Ci sono anche fallimenti, ci sono amarezze, ci sono momenti di sconforto e l’insegnante deve sapere che educare significa ferirsi. Ferirsi perché quando insegni ti devi mettere in gioco. Non puoi essere solo il depositario di un regolamento da applicare.

Educare vuol dire condurre mano per la mano il ragazzo lungo un’esperienza conoscitiva. E’ un percorso a ostacoli, lui si può rifiutare, ti può anche combattere. E tu devi essere amico, nel momento in cui condividi i suoi entusiasmi e le sue malinconie, ma devi essere anche maestro, cioè portarlo a capire che la libertà, per ogni persona, non consiste nel superamento, ma nell’accettazione del limite.

I ragazzi e la scuola

I ragazzi di oggi sono cresciuti in un vuoto dialettico, per questo non hanno ancora preso coscienza della loro identità e spesso non hanno senso del limite. Il loro smarrimento denuncia una crisi antropologica. Questi ragazzi hanno avuto una deflagrazione del desiderio. Tutto è possibile, tutto è accessibile. L’informazione? Vai su google e trovi tutto. Ma poi chi ti mette in squadra questo mare magnum, chi ti ristabilisce le gerarchie di valori?

La scuola ha questa responsabilità. Dobbiamo far amare di nuovo ai nostri ragazzi il processo conoscitivo. La scuola deve recuperare quello che un tempo si chiamava lo spirito critico.

La responsabilità della parola

Quando chiesero ad Albert Camus nei “Discorsi in Svezia” perché scrivi? Lui rispose: “Io scrivo in nome di chi non può farlo”. Quando lessi questa frase a 17 anni capii che la letteratura deve essere questo, deve parlare a nome di chi non può farlo.

Scrittore e insegnante sono custodi della parola. La responsabilità della parola è fondamentale sia per chi scrive che per chi insegna. Quello che dici e che fai in aula può incidersi in maniera indelebile nella percezione dell’adolescente. Le parole sono importanti. Se tu non hai un sistema verbale, come fai ad esprimere un’emozione? Quell’emozione resta un grumo emotivo, non si traduce in niente, in nessuna forma espressiva. Insegnare le parole è importante per condurre alla maggior età i ragazzi che hai di fronte.

Il futuro

La scuola italiana corrisponde soltanto in minima parte alla sua immagine mediatica. Vedo professori che non si limitano a svolgere il mansionario.

Esistono ragazzi e ragazze che sono spugne, pronte ad assorbire l’acqua che tu riesci a versare. La nostra provincia è vitale. Le metropoli sono piene di giovani attivi.

Per questo non dobbiamo mai soccombere alla brutalità e alla volgarità del nostro tempo, ma provocare un contagio, dando luce a quest’Italia più bella e più vera. Un’Italia che spesso non compare, che non viene rappresentata in Tv. Ma che esiste.

Ed è questa l’Italia in cui credo. Se non avessi fiducia in quest’Italia non entrerei in classe ogni mattina.”

 

(Sintesi dell’incontro “Osare passi nuovi”)

(Giornalino Fraternità di Romena – n° 3 – 2014)

Pieve di Romena - Arezzo

 

10 FEBBRAIO – Giorno del Ricordo

FOIBE

ESODO E CENTRO RACCOLTA PROFUGHI

LAGHER

Domenica 14 Febbraio 2016

assieme ad altre duecento persone,

sotto una pioggia scrosciante che sembrava benedire e lenire,

ho visitato LUOGHI della nostra recente STORIA ITALIANA.

LUOGHI DIMENTICATI

che urlano

alla coscienza di ogni cuore che si considera “umano”.

——-

purezza d'animo

Medaglia d’onore

Oggi . 27 GENNAIO 2016,

alla Presenza delle massime Autorità di Treviso,

è stata consegnata alla Mamma,

una Medaglia d’onore

alla Memoria di mio Padre,

schiavo di Hitler.

Dopo la vergogna  dell’8 settembre 1943, che ha visto la fuga del Re Vittorio Emmanuele III… di Badoglio…molti ministri…. e del capo di stato maggiore (responsabile della sorte di milioni di soldati italiani in mezza Europa).

Dopo il cambio degli alleati….

i Militari Italiani, (abbandonati a se stessi e confusi)  si sono trovati obbligati a fare una scelta di vita:

  • Imboscarsi
  • Restare con Mussolini
  • Scegliere la Resistenza

Il 16 Settembre 1943, Mussolini annunciava la Costituzione del Partito Fascista Repubblicano.

Nello stesso mese di Settembre 1943, nasceva a Padova il Comitato di Liberazione Nazionale (Cln), formato da uomini di ogni fede politica:

De Gasperi, Togliatti, Pertini, Nenni, Parri, Valiani, Luigi Longo, Lombardi, Saragat, LaMalfa, Mattei, Silvio Trentin, Tonolo, Lombroso, Giorgio Amendola,  Concetto Marchesi che scrive ai suoi studenti:

“In queste ore d’angoscia, tra le rovine di una guerra inplacata,

in nessuno di voi manchi, o giovani,

lo spirito della salvazione.

Quando tutto questo ci sia,

tutto risorgerà quello che fu malamente distrutto,

tutto si compirà quello che fu giustamente sperato.”

Benedetto Croce scrive:

“La libertà deve essere negli animi una religione,

la più sublime delle religioni col loro rigore e i loro scrupoli…

E se questa religione, per effetto dell’oppressione sofferta

metterà un tempo più lungo e più profonde radici che non avesse in passato,

quell’aggressione non sarà stata invano.”

 Silvio Trentin lancia il suo appello al popolo veneto “guardia avanzata della nazione” per l’insurrezione armata:

“Ognuno sa quale sia stata la sorte degli altri……O risorgere o sparire…

…L’ora cioè in cui ad esso è dato,  per l’ultima volta,

di decidere se la schiavitù sia meglio che la libertà…

Ormai il popolo italiano non ha che se stesso su cui contare.”

Il 14 novembre 1943 nasce la Repubblica Sociale Italiana RSI (Sociale non fascista specifica Mussolini)

Giuseppe Bottai scrive:”Questa non è la Repubblica degli italiani, è la Repubblica di Mussolini. Una monarchia, cioè, di cui Mussolini s’è nominato duce, anziché re”.

Leo Valiani denuncia “l’inferocimento degli animi” e il “pericolo della guerra civile”. E’ una guerra che vede da una parte fascisti e tedeschi che occupano insieme mezza Italia e dall’altra italiani chevogliono liberarla. Veneti controveneti, friulani controfriulani,talvolta persino guerra dentro la stessa famiglia,fratelli contro fratelli, figli contro padri. I giorni che seguono sono i peggiori della nostrastoria, certo i più drammatici, i più affollati di vendette.

Le “S.S. italiane” sono formate da militari italiani che accettano di agire alle dirette dipendenze di ufficiali germanici. Giurano in pubblico fedeltà al nazismo e alla Germania, non all’Italia.

“Davanti a Dio, presto questo  giuramento:

  • che nella lotta per la mia Patria italiana contro i suoi nemici
  • sarò in maniera assoluta obbediente ad Adolfo Hitler,
  • supremo comandante dell’esercito tedesco
  • e quale soldato valoroso
  • sarò pronto in ogni  momento
  • a dare la mia vita per questo giuramento.”

 

Il mio Papà, dopo l’Armistizio dell’8 Settembre 1943, assieme a migliaia di altri Soldati Italiani, fu fatto prigioniero e deportato nei Lager nazisti in Germania. E lì  sono rimasti fino alla Morte. I più fortunati fino alla Liberazione del maggio 1945. (Il mio Papà e  tre zii materni, sono tra questi fortunati!)

Declassati a I.M.I ( Internati Militari Italiani) – (Status illegale creato da Hitler e non previsto dalle convenzioni perché detenuti in uno stato belligerante (Terzo Reich), con uno stato tutore non neutrale ma belligerante coinvolto (RSI), senza assistenza della Croce Rossa Internazionale (CICR) ma dalla Croce Rossa fascista della RSI).

VOLONTARI-SCHIAVI, essendosi rifiutati di sottoscrivere il suddetto Giuramento, che li costringeva a tradire i loro semplici valori legati alla FEDELTA’ alla parola data al loro re, alla loro terra, alla patria, a se stessi e alla famiglia.

AGLI IDEALI DI LEALTA’ – LIBERTA’- GIUSTIZIA – VERITA’- DIGNITA’- RISPETTO -DEMOCRAZIA

Il mio Papà, come tanti alti IMI, sono stati costretti al Lavoro coatto, in condizioni di vita disumane, nelle Gallerie e Miniere dove si producevano armi per la Germania. Non sono mai stati pagati e risarciti. E così pregavano:

PREGHIERA DEL RIBELLE

“Signore che fra gli uomini drizzasti la Tua Croce, segno di contraddizione…

Dio che sei Verità e Libertà,  facci liberi e intensi:

alita nel nostro proposito, tendi la nostra volontà,

moltiplica le nostre forze, vestici della tua armatura….

Quanto più incupisce l’avversario,

facci limpidi e dritti.

Nella tortura serra le nostre labbra.

Spezzaci, non lasciarci piegare…

Liberaci dalla tentazione degli affetti:

veglia tu sulle nostre famiglie.”

In questo GIORNO DELLA MEMORIA, rendo omaggio a quell’unico VALOROSO SUPERSTITE  presente stamattina, alla consegna della MEDAGLIA D’ONORE.

E ringrazio di cuore il mio Papà, umile contadino, che ha saputo tenersi informato, unirsi a persone che rispondevano ai suoi ideali, ha saputo scegliere coraggiosamente…con la consapevolezza  di fare solamente il suo dovere di uomo soldato, responsabile e innamorato!

Oggi il mio Papà mestamente sorriderà, ma non alla medaglia d’onore al valor militare, bensì al “risveglio dall’oblio” di una parte importante della STORIA, che ha contribuito alla nascita della nostra meravigliosa COSTITUZIONE ITALIANA!

VIVA GLI  I.M.I!

(Nives)

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Internati Militari Italiani

http://www.lager.it/imi_italiani.html

GRAZIE PAPA’

Grazie per il tuo “no”.

Grazie per la coraggiosa Resistenza non violenta.

Grazie per la tua Fede, Lealtà e Amor patrio.

Grazie per il Lavoro compiuto 

fino allo stremo delle forze…

in favore della Libertà della nostra ITALIA!

Non ti sei mai sentito un’eroe

Ma fiero sì!

Per aver compiuto fino in fondo

il tuo Dovere!

Grazie…a nome mio e dei miei Figli!

(8 Settembre 1943 – 25 Aprile 1945)

rosa rossa

Indro Montanelli…profeta?

 

(….piazza, democrazia, regali, vaccino…)

Caro Indro Montanelli, forse avevi ragione!

MATTARELLA Presidente!

Caro Presidente MATTARELLA,

disse un giorno GANDHI:

– diventiamo ciò che ammiriamo –

Di tutto cuore Le Auguro semplicemente

– la bellezza e il valore della nostra COSTITUZIONE 

Gandhi

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