Internati Militari Italiani

http://www.lager.it/imi_italiani.html

GRAZIE PAPA’

Grazie per il tuo “no”.

Grazie per la coraggiosa Resistenza non violenta.

Grazie per la tua Fede, Lealtà e Amor patrio.

Grazie per il Lavoro compiuto 

fino allo stremo delle forze…

in favore della Libertà della nostra ITALIA!

Non ti sei mai sentito un’eroe

Ma fiero sì!

Per aver compiuto fino in fondo

il tuo Dovere!

Grazie…a nome mio e dei miei Figli!

(8 Settembre 1943 – 25 Aprile 1945)

rosa rossa

Auguri al nuovo Presidente della Repubblica

Sergio Mattarella

Sergio Mattarella

Caro Presidente, Le auguro dal profondo del cuore, di essere… ERETICO!

“Eresia viene dal greco e vuol dire scelta.

Eretico è la persona che sceglie e, in questo senso

è colui che più della verità

ama la ricerca della verità.

E allora io Le auguro di cuore questo coraggio dell’eresia.

Le auguro l’eresia dei fatti prima che delle parole,

l’eresia che sta nell’etica prima che nei discorsi.

Le auguro l’eresia della coerenza, del coraggio, della gratuità,

della responsabilità e dell’impegno.

Oggi è eretico chi mette la propria libertà al servizio degli altri.

Chi impegna la propria libertà per chi ancora libero non è.

Eretico è chi non si accontenta dei saperi di seconda mano,

chi studia, chi approfondisce, chi si mette in gioco in quello che fa.

Eretico è chi si ribella al sonno delle coscienze,

chi non si rassegna alle ingiustizie.

Chi non pensa che la povertà sia una fatalità.

Eretico è chi non cede alla tentazione del cinismo e dell’indifferenza.

Chi crede che solo nel noi, l’io possa trovare una realizzazione.

eretico è chi ha il coraggio di avere più coraggio.”

(da    “Vi auguro di essere eretici”    di Luigi Ciotti)

Tricolore

Ancora AUGURI caro PRESIDENTE SERGIO MATTARELLA!

Luigi Settembrini

costituzione

Cittadino e maestro esemplare Luigi Settembrini fu uno dei più puri patrioti del Risorgimento.

Nato a Napoli il 17 Aprile 1813, vi studiava legge quando a 17 anni, già orfano di madre, perdette il padre da cui ebbe in eredità l’amor di patria insieme con la povertà e cinque fratelli minori da mantenere. Ciò nonostante, a 22 anni, poté ottenere per concorso la cattedra di lingua greca al liceo di Catanzaro e poté prendere per moglie la fanciulla dei suoi sogni.

Luigi Settembrini

L’affetto per la famiglia non gli fece però trascurare l’amore per la patria oppressa dai Borboni. Divenne quindi cospiratore coi seguaci di Mazzini, ma tradito per lucro da un compagno, fu arrestato l’8 maggio 1839 e tradotto nel carcere di Napoli. Tre anni dopo fu liberato per mancanza di prove,  ma privato della cattedra e tenuto d’occhio. Riuscito più tardi a rifugiarsi a Malta col figlio Raffaele, tornò a Napoli dopo la rivoluzione palermitana del gennaio 1848 e la proclamazione della Costituzione, a cui fu costretto Ferdinando II. Ma poiché subito dopo il re se ne pentì e iniziò la reazione, il Settembrini con Silvio Spaventa creò l’associazione segreta “Unità italiana”.

220px-Luigi_Settembrini

Fu tradito ancora da un tale Iervolino, spia pagata, e il 23 giugno 1849 arrestato per la seconda volta e condannato al capestro con altri due patrioti dopo un processo lungo ed iniquo. Quando gli fu comunicata in carcere la sentenza, egli disse calmo all’usciere: “Ringraziate la Corte in nome di Luigi Settembrini”. Né perse la calma e la fierezza nei “tre giorni in cappella” (riportati nelle sue celebri “Ricordanze”) che avrebbero dovuto precedere l’esecuzione della sentenza. Ma all’ultimo momento la condanna capitale fu commutata, per lui ed i compagni, in ergastolo a vita.

Dieci anni dopo il re preferì liberarsi dei prigionieri politici e li fece imbarcare per deportarli in Argentina. Se non che un audace colpo di mano del giovane Raffaele, figlio del Settembrini ed ufficiale della marina britannica, li portò in Inghilterra verso la libertà. Dopo la cacciata dei Borboni dal Regno delle Due Sicilie, il Settembrini tornò a Napoli dove riprese l’insegnamento. Nel 1873 fu nominato Senatore ed il 3 novembre 1876 chiuse in povertà la sua nobile vita.

MemoriadiLuigiSettembrini

congedo

“Ormai sei un piccolo uomo e fa proprio piacere discorrere con te. Il tuo sguardo chiaro e leale che non sfugge e non trema, e la tua stretta di mano ferma e vigorosa, rivelano l’animo tuo. Così, giovanissimo amico, ora vorrei confidarti una di quelle cose che ci diciamo fra noi, uomini già avanti negli anni, e maturi di esperienza. E anche se scuoti il capo, ascoltami ugualmente.

Forse ti hanno già insegnato che ogni uomo ha tre doni da custodire: la giustizia, la verità e la libertà. Non dimentichiamo che per difendere questi tre doni preziosi, molti uomini hanno sofferto e moltissimi sono morti. E nulla sembra più bello a te, come è stato per tanti anni prima di te, riparare un’ingiustizia, combattere la menzogna e liberare la schiavitù. Tutto questo nel nome della dignità umana di cui molte volte avrai sentito parlare.

Ma col tempo capirai sempre meglio e di più. E con gli anni, giorno per giorno, nascerà in te il senso di responsabilità delle parole e delle azioni. E vedrai che divenire adulto è proprio acquistare coscienza della propria responsabilità e della propria dignità.

Sii sicuro che l’uomo è sopratutto un cuore, un pensiero, una volontà.”

(il tuo maestro elementare)