Il sabato del villaggio

 

“La donzelletta vien dalla campagna,

in sul calar del sole,

col suo fascio dell’erba; e reca in mano

un mazzolin di rose e di viole,

onde, siccome suole,

ornare ella si appresta

dimani, al dì di festa, il petto e il crine.

Siede con le vicine

su la scala a filar la vecchierella,

incontro là dove si perde il giorno;

e novellando vien del suo buon tempo,

quando al dì della festa ella si ornava,

ed ancor sana e snella

solea danzar la sera intra di quel

che’ebbe compagni dell’età più bella.

Già tutta l’aria imbruna,

torna azzurro il il sereno, e tornan l’ombre

giù da colli e da’ tetti,

al biancheggiar della recente luna.

Or la squilla dà segno

della festa che viene;

ed a quel suon diresti

che il cor si riconforta.

I fanciulli gridando

su la piazzuola in frotta,

e qua e là saltando,

fanno lieto romore:

e intanto riede alla sua parca mensa,

fischiando, il zappatore,

e seco pensa al dì del suo riposo.”

(GIACOMO LEOPARDI)

albero di mele quadro 1

Cari Amici, buon sabato dalla vostra Nives!

 

 

 

 

L’allegria della mente

 

“Il riposo vivo è veglia.

C’è un senso di freschezza, di rinnovamento e

come di rinascita in atto nel riposo vivo, nel riposo

che ricrea. Il riposo è libertà dalla pressione del

dover rispondere, è lo stato nascente del ricordo.

Riposo vivo è l’attualità di un vivere che resta in sé

pur riposando in altro.

Da altro – profili di paesaggio, espressioni di un

altro volto – è come portato e condotto, accogliendo

in sé ogni dato nuovo.

Allargandosi allarga anche il respiro, e insieme lo

calma.

Nei migliori di questi momenti di riposo vivo viene

spontaneo sentirsi come un porto o una baia,

un luogo di approdo, sosta e riposo di tutto ciò

che naviga, un porto che accoglie e registra come

un’acqua chiara anche la rotta o il senso, la direzione

di ciò che naviga.

Questo è ciò che si può intendere per “allegria

della mente”, e forse anche “dono dello spirito”.”

(Roberto De Monticelli)

Biblioteche per bambini

biblioteca

“In Giappone, conosciuto come il paese dello stress e della competizione,

 del rendimento ad ogni costo, il paese che corre veloce, le piccole biblioteche

per bambini, le “bunko”, create a fine guerra per supplire alla carenza

delle biblioteche pubbliche,vanno anch’esse, fortunatamente, contro corrente.

Dei volontari, quasi sempre madri di famiglia,ospitano nella loro casa,

spesso minuscola, i bambini del vicinato, e la stanza del soggiorno,

diventa all’occasione una biblioteca.

biblioteca per bambini

Il sabato pomeriggio in generale, in un clima di distensione e libertà, i bambini

possono gustare il piacere di leggere, di ascoltare fiabe,

di prendere libri in prestito. Si ritrovano come in famiglia; nessuna preoccupazione

per i compiti, per la preparazione, per la valutazione delle loro conoscenze.

Si viene per il solo piacere di gustare il libro.

bibliolandia

In tale ambiente di scambi e di emozioni si fa amicizia, cosa che per la maggior

parte dei fanciulli giapponesi presenta delle difficoltà. Anche se i piccoli

debbono continuamente studiare e le case sono spesso così minuscole che non c’è

la possibilità di incontrarsi. Nella “bunko”, invece, gli incontri hanno un sapore

particolare perché avvengono intorno al libro e alla storia, al di là dell’utilitarismo,

ma attorno a qualcosa di intimo, di essenziale, di bello,

quella bellezza di cui non possiamo fare a meno.”  (Geneviève Patte)

biblioteca

Acquerello

primule

“Gioca una schiera

di bambini sul prato. E’ mite il giorno.

Piena di luce e di carezze, intorno

aleggia Primavera.

cicogna

Ridono i cieli

e l’erbe nuove; senza fronde, pura,

biancheggia la virginea fioritura

dei mandorli e dei meli.

mandorlo in fiore

A le finestre

schiuse a la gioia de l’aria e del sole,

portano i venti olezzi di viole,

di timo e di ginestre.

violette selvatiche

Svolan canore

le rondini, che amor tutte conduce;

salutano coi freschi inni la luce,

il nido, il bimbo, il fiore.

rondini sotto il tetto

E son belli 

i bimbi, e v’è fra lor la mia piccina

che, incerta ancor del passo, una manina

tende ai più grandicelli.

primule selvatiche

Timidamente

coglie primule d’oro, e poi pispiglia;

e le brilla d’ingenua meraviglia

il bruno occhio ridente.”

(A.NEGRI)

BUON RISVEGLIO VITA!