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Biodiversità e Monoculture

 

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Brano tratto dal Libro di Vandana Shiva:

MONOCOLTURE DELLA MENTE – Biodiversità, biotecnologia e agricoltura “scientifica”

(Pagina 64/67 della Prima edizione del 1995)

La crisi della diversità

“La diversità è il carattere distintivo della stabilità ecologica. Diversi ecosistemi danno luogo a forme di vita e culture diverse. La coevoluzione delle culture, delle forme di vita e degli habitat mantiene intatta la diversità biologica del pianeta. Diversità culturale e diversità biologica si tengono.

Le comunità, dovunque nel mondo, hanno sviluppato un proprio sapere e hanno trovato il modo di ricavare i mezzi di sussistenza dai doni ricevuti dalla diversità della natura, sia nella sua forma selvatica sia in quella addomesticata. Le comunità di caccia e raccolta usano migliaia di piante e di animali per procurarsi, cibo medicine e riparo. Anche le comunità pastorali, agricole e di pescatori hanno sviluppato i saperi e le attitudini necessarie per ricavare il sostentamento dalla diversità vivente della terra, dei fiumi, dei laghi e dei mari. La loro conoscenza ecologica approfondita e sofisticata della biodiversità ha fatto nascere regole culturali di conservazione, che si riflettono in nozioni di sacralità e tabù.

Oggi, tuttavia, la diversità degli ecosistemi, delle forme di vita e dei modi di vivere delle comunità è minacciata dal pericolo di estinzione. Gli habitat sono stati privatizzati e distrutti; la diversità è stata impoverita e i mezzi di sussistenza derivanti dalla biodiversità sono a rischio.

Le foreste umide tropicali coprono ormai solo il 7 per cento della superficie della Terra, ma in esse vive almeno il 50 per cento delle specie viventi. La deforestazione va avanti a un ritmo sostenuto: stime molto prudenti suggeriscono tassi del 6,5 per cento in Costa d’Avorio, e dello 0,6 per cento all’anno (pari a 7,3 milioni di ettari), in media, per tutti i paesi tropicali. A questo tasso netto che tiene conto sia della riforestazione sia della crescita naturale, tutte le foreste tropicali indivise scompariranno entro 177 anni. Raven ha stimato che il 48 percento circa di tutte le specie di piante del mondo sono nelle foreste o in areee limitrofe, il 90 per cento delle quali sarà disboscato nei prossimi venti anni, con la perdita di circa il 25 per cento di tutta la specie. Wilson ha stimato che il saggio di estinzione attuale è di mille specie all’anno. Negli anni novanta questo valore è destinato a salire a diecimila specie all’anno (una ogni ora). Nei prossimi trent’anni, un milione di specie potrebbe essere cancellato.

La diversità biologica degli ecosistemi marini è anch’essa notevole; tavolta le barriere coralline sono paragonate alle foreste tropicali, sotto il profilo della diversità. Gli habitat e la vita del mare sono però gravemente attaccati; con la distruzione della diversità, la pesca locale è sull’orlo del disastro nella maggior parte delle regioni costiere.

L’erosione della diversità è molto avanzata anche negli ecosistemi agricoli. La varietà dei raccolti è scomparsa: nel periodo della Rivoluzione verde, la coltivazione di centinaia e migliaia di raccolti si è ridotta a quella del grano e del riso, tratti da una ristretta base genetica. I semi di grano diffusi in tutto il mondo dallo International Centre for Maize and Wheat Improvement, attraverso Norman Borlaug e gli “apostoli del grano”, sono il risultato di nove anni di sperimentazione sul grano giapponese Norin. Il Norin, brevettato nel 1935, è un incrocio tra il grano nano giapponese denominato Daruma e quello americano denominato Faltz, cheil governo giapponese aveva importato dagli Usa nel 1887. Il Norin fu introdotto negli Usa nel 1946 dal dottor D.C. Salmon – un agromono che operava in Giappone come consigliere militare degli Usa – e dopo fu incrociato con semi americani della varietà chiamata Bevor, ad opera del dottor Orville Vogel, ricercatore del Dipartimento dell’Agricoltura. Negli anni cinquanta Vogel inviò questa varietà in Messico, dove fu usata da Borlaug . un dipendente della Rockefeller Foundation – per sviluppare le sue ben note varietà messicane. Delle migliaia di semi nani creati da Borlaug, solo tre furono impiegati per creare piante di grano della Rivoluzione verde, poi diffuse in tutto il mondo. La disponibilità di cibo di miloni di persone dipende ora precariamente da questa base genetica ristretta e straniera.

Nell’ultimo mezzo secolo, in India, sono cresciute probabilmente 30.000 diversità indigene – o ceppi locali – di riso. La situazione è cambiata radicalmente negli ultimi quindici anni, e il dottor H.K. Jain, direttore dello Agricultural Research Institute di New Delhi, ritiene che in questi quindici anni questa enorme varietà di specie si ridurrà a non più di 50, con le prime dieci che coprono tre quarti del terreno coltivato a riso nell’intero subcontinente.

Anche le popolazioni di bestiame sono state omogeneizzate e la loro diversità è andata perduta irrimediabilmente. Le razze pure di bovini, formatesi nel tempo in India, sono in via di estinzione. Sahiwal, Red Sindhi, Rathi, Tharparkar, Hariana, Ongole, Kankreji e Gir sono razze bovine sviluppatesi in specifiche nicchie ecologiche, dove ciascuna di esse poteva sopravvire e soddisfare i bisogni di comunità locali. Oggi esse sono sistematicamente sostituite dalle razze incrociate Jersej e Holstein Cows.

Con la scomparsa degli animali – che sono una componente essenziale dei sistemi di coltivazione – e la sostituzione del loro contributo alla fertilità agricola da parte dei fertilizzanti chimici, anche il suolo, la flora e la fauna sono andati perduti. Si sono estinti, o hanno subìto una forte riduzione della loro base genetica, i batteri azotofissatori specifici dei diversi luoghi: i funghi che in associazione favoriscono l’assorbimento dei nutrienti; i predatori d’insetti nocivi, gli impollinatori, i diffusori dei semi e altre specie coevolutesi nel corso dei secoli, dalle quali dipendeva la protezione ambientale degli agrosistemi tradizionali. Privati della flora con la quale coevolvono, sono scomparsi anche i microbi del terreno.

L’erosione della biodiversità avvia una reazione a catena. La scomparsa di una specie è connessa con l’estinzione d’innumerevoli altre specie, con le quali la prima è interrelata attraverso le catene alimentari, fatti che l’umanità ignora totalmente. La crisi della biodiversità non significa solo la scomparsa delle specie che hanno il potenziale di portare dollari alle imprese, rifornendole di materie prime industriali. E’ un problema di fondo, è una crisi che minaccia i sistemi di supporto della vita e dei mezzi di sostentamento di milioni di persone nei paesi del Terzo Mondo.”

 

 

Gli uccelli

“Gli uccelli sono la gioia della campagna:

sono fatti di verde come le foglie,

e di raggi d’oro come il sole.

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Sono i figli della terra

e la terra li nutre senza che essi

si affannino a seminare ed a mietere.

Non c’è zolla che neghi loro un chicco

o un insetto;

non c’è ramo che neghi loro almeno

una gemma, un fiore, una bacca, un frutto.

Il danno che fanno ai tuoi campi te lo ripagano.

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Tu non sai quanti insetti nocivi essi distruggono:

se ti rubano un chicco, te ne salvano cento.

Quando Gesù camminava gli uccelli scendevano

sulla via, e gli baciavano i piedi,

e gli svolazzavano intorno gorgheggiando festosi.

Quando San Francesco cantava al Signore,

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gli uccelli si posavano sulle sue spalle

e gli parlavano all’orecchio.

Quando tu zappi la tua vigna, o contadino,

e hai il cuore sgombro d’odio e d’ira,

il pettirosso ti scodinzola dalla cima di un palo,

e ti manda il suo richiamo gaio e sereno.

Risultati immagini per contadino che zappa la terra

Non uccidere gli uccelli: essi sono i tuoi primi amici

e nel loro piccolo cuore

c’è tanta vita quanto nel tuo.”

(F. LANZA)

(Immagini tratte dal WEB)

(Brano tratto dal Testo di Scuola Elementare del 1965)

Madre Terra…

…AUGURI!

“Non c’è nulla di quanto Dio ha fondato

su una causa naturale costante,

e che perciò avviene ogni giorno,

che non ci sembrerebbe un miracolo

degno di ammirazione

se avvenisse una sola volta.”

(John Donne)

Divertimento pulito

“Torniamo a guardare

come i bambini

e ad ascoltare

come gli innamorati!

(Luigi Verdi)

AUGURI RAGAZZI!

“I giovani sono come le rondini:

sentono il tempo, sentono la stagione:

Quando viene primavera

essi si muovono ordinatamente,

sospinti da un invincibile istinto vitale

che indica loro la rotta e i porti

verso la terra

ove la primavera è in fiore!”

(Giorgio La Pira)

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COMPLIMENTI ENRICO PER LA TUA FANTASTICA ALTALENA!

http://infinity.csiro.au/#

GRAZIE PER IL TUO AMORE ALLA VITA!

Il Ritmo che guida il mondo

Appartiene alla DONNA!

“La funzione della Donna è quella passiva del suolo, che non solo aiuta l’albero a crescere, ma mantiene la sua crescita entro certi limiti. L’albero deve provare l’avventura della vita, innalzare e allargare i suoi rami da ogni parte, ma i suoi più profondi legami sono con la terra, e ciò l’aiuta a vivere. Anche la nostra civiltà deve avere il suo elemento passivo, una base larga e stabile; non dev’essere solo crescita, ma crescita armonica. Essa deve avere tempo, una misura di tempo. Il tempo non è un ostacolo; è ciò che le sponde sono per il fiume: esse guidano la corrente che altrimenti si perderebbe nella palude. E un Ritmo, il Ritmo che guida il mondo, nei suoi movimenti, verso la verità e la bellezza.”

(Rabindranath Tagore – da “Il mondo della personalità)

matrioske

 TANTI AUGURI AD OGNI DONNA 2016!

Canto della Terra

Perdona i Tuoi Figli

o Madre Terra.

La Tua struggente Generosità

insegni Loro

la Bellezza dell’Amore

 la Ricchezza della Biodiversità

la Libertà dell’Autenticità

la Leggerezza della Semplicità

la Pace della Verità

la Fecondità della Gratuità

il Mistero del Tempo

il Diritto di ogni Tua Creatura

di poter Sorridere alla Vita.

(Nives)

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