Posts Tagged ‘mare’

Nei solchi del silenzio

………..

l’ANIMA AFFIORA

“L’anima affiora

su un mare infinito

cristallo di sale, conchiglia

filo d’erba o uomo

incede nell’eco

frantumata del tempo

con passo di canto

cerca pregando

il primo fratello

cristallo di anima e sale

in uno specchio d’acqua

infinito

di mare.”

………..

……….

PIEGO

“piego

sottili veli di senso

e apro

conchiglie vaghe di mare

ardo

incerte fronde di tempo

nel focolare inerme

del mio silenzio

la parola stormisce

ciottoli d’anima

sull’acqua indugia

un mormorio di canto

è l’incedere sacro

del tempo.”

……………

OLTRE OGNI CERTEZZA

“oltre ogni certezza

nella gemma schiusa

del silenzio

mi scelgo cammino

nell’imbrunire del vento

fra radici immerse

nel suono dei torrenti

attenderò

il nome dell’alba

fino a quando

dal deserto di ogni terra

emergerà la parola attesa

allora

ogni gesto avrà suono

di sponda che sorge

lungo acque terse

d’anima.”

………..

( NEI SOLCHI DEL SILENZIO – Raccolta di Poesie di CRISTINA MORANDI)

Fiume Sile

Mediterraneo

“Ritornare a Dio significa rispondergli.”

(Abraham Heschel)

“Festa è dare vento alla vita.”

(Angelo Casati)

Guccione

EMOZIONI SU TELA

..Quarantacinque anni di pittura indagano il mistero del mondo a partire dalla sua bellezza.

Riflessi sulla spiaggia

Riflessi sulla spiaggia

opera di Guccione

…Una bellezza che Guccione non ricerca nella straordinarietà, nel maestoso, nel fuori dal comune, ma in quel paesaggio dal sapore quotidiano che allo sguardo distratto dà l’impressione della calma piatta. Guccione è grande perché nella tavola del mare, nel volo delle rondini, nel cielo sereno ci mostra come la bellezza ci sfiori in ogni istante. “Il semplice vedere è già creare”, dice Gesualdo Bufalino.

Movimenti del mare

Movimenti del mare

Cielo sul mare

Cielo sul mare

E Dino Buzzati: “Il mistero indispensabile perché l’arte sussista, è di vari gradi e qualità…C’è un mistero di più difficile percezione, perché più sottile e profondo…L’importanza di Guccione è nel sentire i misteri, magari piccoli, delle giornate di sole. Non si sentono rumori. Tutto è quieto. La gente passa e non si ferma. Che cosa dovrebbe fermarsi a guardare? Eppure Guccione si ferma, dipinge la cosa, riesce a catturare quel sentimento meridiano delle periferie domenicali dentro cui sono confuse le amare risonanze della nostra vita quotidiana.”

Macchina nel paesaggio

Macchina nel paesaggio

L’arte di Guccione coglie l’uomo non nel suo profilo ma nella sua profondità, nella capacità di vedere e quindi di emozionarsi e di emozionare, di commuoversi e di commuovere. “A Guccione interessa l’assoluto” scrive Vittorio Sgarbi, che sbaglia quando lo identifica nella “percezione dello zero, il sapore del vuoto, la mancanza di finalità preordinate, versione aggiornata della natura romantica.” L’assoluto  di Guccione non è uno zero, ma l’invisibile che nella natura si manifesta e la natura sostiene. ….

Amore amore assai lungi volasti dal petto mio...

Amore amore assai lungi volasti dal petto mio…

….L’invisibile che sfugge alla macchina si offre all’occhio di chi guarda e lo appaga di stupore e gratitudine. Di sé dice Guccione: “Sono un pittore visivo non concettuale: tutto è registrato dall’occhio e l’occhio si fa tramite non solo del cuore ma dell’inconscio. Con il paesaggio ho un rapporto bruciante, eppure un’immagine può rimanermi dentro per anni, come è accaduto per il mare.” (testo di Giovanni Gazzaneo)

Grande riflesso sul mare

Grande riflesso sul mare 

Il grido della luna

Il grido della luna

Storia del Mediterraneo

STORIA DI UN BACINO.

STORIA DELLA CULLA DI GRANDI CIVILTA’.

TRISTE STORIA 

DI POPOLI FRATELLI… 

 CHE CONTINUANO AD ODIARSI

SFRUTTARSI E DISTRUGGERSI A VICENDA.

STORIA DEL MAR MEDITERRANEO,

STORIA DI UNA MADRE BUONA

CHE SEMPRE CONTINUERA’ A RINNOVARSI

E GENERARE VITA!

luce

Il Cantico dell’acqua

Vita nel fiume Sile

“Sono la stessa che tenne insieme due miliardi di anni fa le prime molecole generate dai fulmini, dai vulcani, dal ribollire delle rocce fuse all’alba della vita. Sono la stessa che fu nei cacciatori Cro-Magnon venticinquemila anni fa; e prima ancora, nei grandi sauri, nei primi pesci, nelle prime conchiglie, mezzo miliardo di anni prima che gli uomini alzassero le spalle.

Fiume Sile

Sono in te come ero in tua madre e tuo padre, prima che nascessi. Sono stata il veicolo per lo spermatozoo che si è fuso con l’uovo di tua madre. Hai vissuto immerso in me i primi mesi della tua vita, nel liquido amniotico, la tua personalissima laguna, che ti ha cullato come un mare in bonaccia al battere di cuore di tua madre.

Sponde del Fiume Sile

Sono il veicolo degli alimenti che bruciano in te per darti l’energia per correre, pensare, parlare, amare. Ho guidato il dividersi ritmico delle tue cellule che in progressione geometrica, sono cresciute di numero miliardi di volte, componendo i mattoni della vita: aminoacidi, zuccheri, molecole complesse, tutte ricreate al momento dell’uso…solo io sono sempre la stessa.

Fiume Sile

Sono il fiume che smaltisce gli scarti del tuo metabolismo con l’urina, l’eccesso di calore di una giornata d’estate con il sudore. Sono l’ambiente dove gli ioni del sodio, del potassio, del calcio e del magnesio, instancabili staffette, portano alle cellule i segnali del mondo esterno.

Acque di Cison di Valmarino

Sono il torrente pulsante che diffonde l’ossigeno nei tuoi tessuti, e ne porta indietro l’anidride carbonica.  Anche nei tessuti più compatti del tuo corpo sono presente, legata ai sali di calcio dell’osso, anche nello smalto dei denti. Diluisco gli alimenti che mastichi con la saliva, e consento ai tuoi enzimi di prepararli alla digestione.

Bosco di Cison di Valmarino

Sono negli alimenti stessi: nella frutta, nelle verdure, nelle carni e poi in te…Io sono il ciclo primordiale, compiutosi miliardi di volte, sempre diverso, sempre uguale. Guiderò ancora una volta la tua discendenza, fino a quando potrò farlo. Non potrai mai distruggermi. Io sono ciò che è più vicino al tuo concetto di immortalità. Puoi solo deviare il mio fluire, puoi sprecarmi, puoi mettermi nella condizione di non esserti madre.

Fiume Sile

Ma non sono tua madre. Non sono la vita, non sono la tua struttura portante, non sono la tua eredità. Tu non mi sei necessario. Basto a me stessa. La tua specie può utilizzare per vivere solo una mia molecola  ogni diecimila. Non sono diversa se mescolata a molecole che per te sono velenose: non mi alterano; ma quanta fatica dovrai sciupare per liberarti da esse senza fare a meno di me.

Fiume Sile

Tu esisti perché io sono in te per il 60% del tuo peso e non un singolo fenomeno che avviene in te potrebbe avvenire senza di me.  E quando morirai, come è avvenuto infinite altre volte, io passerò in qualcun altro ancora vivo, a ripetere un ciclo sempre uguale e sempre un poco diverso. (Riccardo Arisio – patologo)

Fiume Sile

Sinfonie della vita

“Il mondo non ha alcun fiore in nessuna regione,

ed alcuna perla in nessun golfo di mare,

simile ad un bambino sulle ginocchia d’una madre.”

(Charles Swinburne)

dove canta la vita

CARI SALUTI DALL’AUSTRALIADSCN0759DSCN0749DSCN0730DSCN0755DSCN0756 DSCN0743DSCN0733

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