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Ninna nanna della moglie del pescatore

Ninna nanna della moglie del pescatore

“Suggi, bambino, suggi

dal petto mio la vita:

Dio non me l’ha largita

che per donarla a te.

 

Dormi, bambino, dormi;

nelle fastose sale

più tepido guanciale

di questo sen non è.

Lunge pel mare intanto

l’occhio sospeso io mando,

ov’ei ne va pescando

sul fragil navicel;

 ove l’azzurro flutto

a chi guardando pensa,

sola una cosa immensa

par con l’azzurro ciel.

(IPPOLITO NIEVO)

“Calling for Mommy”

“Mamma”, piange mia figlia quando è arrabbiata o dispiaciuta “mamma, mamma, mamma”. John Hart, blogger e scrittore gay di Toronto, proprio non riesce a capire perché sua figlia adottiva possa implorare l’aiuto della madre quando ha bisogno di “conforto e rassicurazione””. Hart, qualche giorno fa, ha affidato il suo sfogo alle pagine di uno dei più noti siti per genitori omosessuali maschi, dove spiega che la bambina sa benissimo che lui è il “daddy”, mentre il suo partner è il “papà”, e allora, si chiede “Da dove salta fuori la questione della mamma?”.

Nell’articolo dal titolo “Calling for Mommy”, il blogger riferisce che la bimba ha tre anni e ha vissuto con loro da quando aveva nove mesi e mezzo. “Immagino che non ricordi niente prima della padronanza del linguaggio, che la rende consapevole di quello che dice”.

Il papà omosessuale non riesce a darsi pace e ricorda così che anche lui da ragazzo ha potuto contare su una madre che ha incoraggiato i suoi interessi e ha provveduto a rassicurarlo quando ne aveva bisogno. “La cena può essere comprata” si legge nel pezzo, “ma queste qualità no”. Eppure, scrive convinto il blogger gay “conforto e rassicurazione non sono un monopolio delle madri, allora perché sembra chiamarne una?”

…Quello dei figli cresciuti all’interno delle coppie omosessuali è un fenomeno abbastanza recente, ma non mancano i primi studi che evidenziano tutta una serie di problematiche.

(Da “Deriva etica”; in “La Verità”, Milano,13 aprile 2017 p. 13)

 

LA MAMMA

UNA VOCE LEGGERA

(P.Bargellini)

“La mamma, stanca, dopo una giornata di lavoro, dormiva nella sua camera.

La finestra era aperta sulla strada, e dalla strada passavano veicoli di ogni specie.

Passavano motociclette scoppiettanti, ma la mamma non si svegliava.

Passavano automobili rombanti, ma la mamma non si svegliava.

Passavano autocarri rumorosissimi, ma la mamma non si svegliava.

Dalla casa vicina, usciva il rumore di una radio con l’altoparlante, ma la mamma non si svegliava.

Gl’inquilini di sopra avevano una festa in famiglia e il soffitto rintronava di tonfi,

ma la mamma non si svegliava.

Ad un tratto, in fondo al corridoio, si udì una voce leggerissima,

che diceva, come un sospiro:

– Mammina!

La donna si destò di colpo e corse al lettino del figlio, che l’aveva chiamata.”

GRAZIE MAMMA!

CIAO MAMMA, CIAO PAPA’, CIAO TUTTI

Brani del Libro di  “Willy Breinholst”

ECCOMI QUI’!

COME SONO BEATO!

“Come sto bene. Potrei vivere qui per sempre. Ho la mia propria circolazione del sangue, e tutto sommato mi sento al settimo cielo. Anche la mamma sta molto meglio. E’ molto calma, ora. E quando la mamma sta calma, anch’io sto calmo; e se mamma ed io stiamo calmi, anche papà sta calmo, e quando tutti e tre stiamo calmi, tutti stanno calmi.

Perciò, noi stiamo calmi. Che paradiso. Tutte le sere, quando la mamma va a letto, papà mi dà delle piccole pacche. Non direttamente. Batte piano sulla pancia della mamma, e mamma dice che è meraviglioso portare un piccolo essere vivente lì sotto il cuore, e papà dice che tutto questo è semplicemente fantastico. Poi le dice di star ben ferma senza parlare, e appoggia l’orecchio sul suo ventre per sentirmi…. Boh!” 

SONO SPAVENTATO

“Sono spaventato. Tutto era così calmo e piacevole, ecco che oggi è successo qualcosa che mi ha reso estremamente ansioso per il futuro. La mamma mi ha portato da una donna chiamata levatrice. State sicuri che mi ricorderò questo nome, e se mai dovesse ricomparire di nuovo farò in modo di non aver niente da spartire con lei. Le girerò la schiena se proverà a impicciarsi ancora una volta di me. Non so perché non mi piaccia, ma non mi piace, ecco tutto. Tremo ancora. Anche se non mi ha fatto niente di male. Ha preso un po’ di sangue alla mamma, poi mi ha ascoltato. Stavo quieto, quieto, osavo appena respirare. Ma quel mio stupido cuore batteva talmente forte che naturalmente lei l’ha sentito subito. Ha detto alla mamma che se avesse potuto sentirne due, di cuori che battevano, io sarei stato gemellare. Io? Gemellare? No, non mi piace proprio.”

ABBASSATE IL VOLUME DELLA RADIO!

“La mamma non ha molti riguardi, e il mio appartamento non è così ben isolato come credevo. Sono diventato molto sensibile ai rumori esterni, se una porta sbatte sussulto, e mi sveglio quando accendono la radio, o quando un cane abbaia. Ma la grande paura è quando la mamma, nel cuore della notte, si alza e comincia a sparare! Lo fa quasi ogni notte, e papà dice che è una pessima abitudine: le è venuta una gran voglia di mangiare una roba che si chiama pop-corn, e alle due si alza e versa una cucchiaiata di granoturco in una padella e si fa il pop-corn, perché dice che non potrebbe dormire senza pop-corn. Quando il mais esplode nella padella fa bang.bang.bang! e io mi sveglio di soprassalto. Ci vogliono dei nervi solidi, a far questa vita!”

SO PIANGERE CON VERE LACRIME

“Ecco, siamo di nuovo nei guai! La mamma piange, è depressa e fuor di sé. Papà cerca di consolarla dicendole che non deve dar retta a quelle favole da vecchie comari. Tutto è cominciato quando la mamma invitò alcune signore a prendere il tè. Parlarono quasi soltanto di me; e una delle signore disse che conosceva una signora che conosceva una signora che aveva avuto la pre-eclampsia. La mamma chiese che cos’era, e la signora disse che era la tossicosi gravidica. Allora un’altra signora disse che aveva un’amica che aveva una sorella che aveva preso la rosolia durante la gravidanza; dopo di questo ci fu un lungo silenzio nella stanza, finché un’altra signora disse che conosceva una signora che aveva sentito di una signora il cui bambino era nato col forcipe. Allora la mamma cominciò a piangere; e non ha ancora smesso.  Quando la mamma piange, ho voglia di piangere anch’io. Smettila, mamma, per favore! Anche papà dice che devi smetterla!

SIAMO PREOCCUPATI PER IL PAPA’!

“Papà è preoccupato del fatto che io e la mamma potremmo non arrivare in tempo alla maternità. La levatrice ha detto che è una faccenda di intuito: non appena i dolori compariranno a intervalli regolari di 5-10 minuti, sarà bene muoversi. La mamma ha detto e ripetuto che non manca molto, ormai; e papà è in uno stato da far pena. Mamma dice che dovrebbe stare calmo, e che lui è l’unica persona di sua conoscenza capace di fumare due sigarette contemporaneamente, mentre la terza si consuma sul portacenere. “Hai un bel dire, ” ribatte lui  “non sei mica tu che diventi padre per la prima volta.”

…………………………………..

CIAO MAMMA, CIAO PAPA’, CIAO TUTTI

P.S = Auguri a tutti i Bambini che cercano inutilmente, per tutta la vita, di ricongiungersi al cuore e alle emozioni della loro mamma e del loro papà! (Nives)

Immacolata Maria

“…Ed ecco annunciarono gli Angeli:

– O Maryam, il Dio ti comunica lieta novella di un Verbo da parte sua:

si chiamerà Al Masih, Isa (Gesù) ibn Maryam.

Famoso sarà sia in questo mondo che nell’altro, 

sarà uno degli intimi.

Alle genti parlerà sin dalla culla, e continuerà

a parlare quando sarà cresciuto,

e apparterrà alla schiera delle genti di bene.”

(Corano, Sura 3)

Dedicata al mio menestrello

GRAZIE!

a mia figlia….

…..alla mia solare DONNA: esemplare sposa e madre….
….un gioioso GRAZIE a nome MIO e della VITA!
(Stamattina, sulla posta elettronica, ho trovato una POESIA dedicata a tutte le MAMME, accompagnata da un’invito a darle VOCE E ALI…affinchè consegni, con una rosa, al cuore di ogni MAMMA….gli AUGURI e la GRATITUDINE più vera e bella, a nome dell’AMORE.)
>    Poesia per le mamme

>
>    Questo è per le madri che stanno alzate tutta la notte tenendo in
>braccio i loro bambini ammalati dicendo “è tutto a posto tesoro, la
>mamma è qui con te”. Per quelle che stanno per ore con i loro bambini
>che piangono in braccio cercando di dare loro conforto.
>
>    Questo è per tutte le madri che vanno a lavorare con il rigurgito
>nei capelli, macchie di latte sulla camicia e pannolini nella loro
>borsetta.
>    Per tutte le mamme che riempiono le macchine di bimbi, fanno torte
>e biscotti e cuciono a mano i costumi di carnevale.
>
>    E tutte le madri che NON FANNO queste cose.
>    Questo è per le madri che danno la luce a bambini che non vedranno mai.
>    E quelle madri che hanno dato una casa a quei bambini. Per le
>madri che hanno perso i loro bambini durante quei preziosi 9 mesi e
>che non potranno mai vederli crescere sulla terra ma un giorno
>potranno ritrovare in Cielo!
>
>    Questo è per le madri che hanno collezioni d’arte di valore
>inestimabile appesi in cucina.
>
>    Per le madri che si sono gelate al freddo alle partite di calcio
>invece di guardare dal caldo dalla macchina così quando il bimbo le
>chiede “Mi hai visto, Mamma?” potranno dire “Certo! Non me lo sarei
>perso per niente al mondo !” pensandolo veramente.
>
>
>    Questo è per tutte le madri che danno una sculacciata
>disperatamente ai loro bambini al supermercato quando urlano facendo i
>capricci per il gelato prima di cena. E per tutte le mamme che invece
>contano fino a 10.
>
>    Questo è per tutte le mamme che si sono sedute con i loro figli
>per spiegare come nascono i bambini. E per tutte le madri che
>avrebbero tanto voluto farlo, ma non riescono a trovare le parole.
>
>    Questo è per tutte le mamme che fanno la fame per dare da mangiare
>ai loro figli.
>    Per tutte le madri che leggono la stessa favola due volte tutte le
>sere e poi la rileggono “ancora una volta”.
>
>    Questo è per tutte le madri che hanno insegnato ai loro bambini di
>allacciarsi le scarpe prima che iniziassero ad andare a scuola.
>
>    E per tutte quelle che hanno invece optato per il velcro.
>
>    Questo è per tutte le madri che hanno insegnato ai loro figli
>maschi a cucinare e alle figlie come si fa a ad aggiustare un
>rubinetto che perde.
>
>    Questo è per tutte le madri che girano la testa automaticamente
>quando sentono una vocina chiamare “mamma!” in mezzo a una folla,
>anche se sanno che i loro figli sono a casa – o anche via
>all’università …
>
>    Questo è per tutte le mamme che mandano i loro figli a scuola con
>il mal di pancia assicurandoli che una volta a scuola staranno meglio,
>per poi ricevere una chiamata dall’infermeria della scuola chiedendo
>di venirli a prendere. Subito.
>
>    Questa è per tutte le madri di quei ragazzi che prendono la strada
>sbagliata e non trovano il modo di comunicare con loro.
>
>    Questo è per tutte le matrigne che hanno cresciuto i figli di
>altre madri donando a loro tempo, attenzione e amore.. e che non
>vengono apprezzate !
>
>    Per tutte le madri che si mordono le labbra fino a farle
>sanguinare quando le loro quattordicenni si tingono i capelli di
>verde.
>    Per le madri delle vittime delle sparatorie nelle scuole, e per le
>madri di chi ha sparato.
>
>    Per le mamme dei sopravissuti, e le madri che guardano con orrore
>la TV abbracciando i loro figli che sono ritornati a casa sani e
>salvi.
>    Questo è per tutte le mamme che hanno insegnato ai loro figli di
>essere pacifisti ed ora pregano per i loro di tornare a casa dalla
>guerra sani e salvi.
>
>    Cos’è a fare una brava Madre ? La pazienza? La compassione? La
>determinazione? La capacità di allattare, cucinare e ricucire un
>bottone di una camicia nello stesso momento? O è nel loro cuore ? E’
>il magone che senti quando vedi tuo figlio o figlia scomparire giù per
>la strada mentre va a scuola a piedi per la primissima volta? Lo
>scatto che ti porta dal sonno al risveglio, dal letto alla … alle 2
>di notte per appoggiare una mano sul tuo bambino che dorme ? Il panico
>che ti viene, anni dopo, sempre alle 2 di notte quando non vedi l’ora
>di sentire la chiave nella serratura e sapere che è tornato a casa
>sano e salvo? O sentire il bisogno di correre da dovunque tu sia per
>abbracciare i tuoi figli quando senti che c’è stato un incidente, un
>incendio o un bimbo che è morto?
>
>    Le emozioni della maternità sono universali, le stesse sono per le
>giovani madri che barcollano fra i cambi di pannolini e mancanza di
>sonno… e le madri più mature che imparano a lasciarli andare.
>
>    Per le madri che lavorano e quelle che rimangono a casa.
>
>    Per le madri single e quelle sposate.
>
>    Madri con soldi, madri senza soldi.
>    Questo è per tutte voi.
>
>    Per tutte noi.
>
>    Tenete duro. Alla fine possiamo fare solo del nostro meglio. Dire
>a loro tutti i giorni che li amiamo.
>    E pregare.
>
>    Passa questo a tutte le mamme che conosci. Se lo manderai anche
>solo ad una persona, dovrebbe fare il giro del mondo entro il giorno
>della Festa della Mamma


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