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Carezza di Rugiada

rugiada

La carezza è la fisicità di una benedizione.

(Jean-Paul Hernàndez)

rugiada

Nella carezza sillabo la lingua sconosciuta del tatto.

(Christos Yannaras)

rugiada

Lasciarsi sfuggire la tenerezza è lasciarsi sfuggire la vita.

(Lino Pedron)

rugiada

Cos’è la preghiera? E’ lasciare che il Signore ci accarezzi, così come siamo fatti.

(Jean-Paul Hernàndez)

rugiada

Il mondo non è comprensibile ma abbracciabile.

(Martin Buber)

rugiada

Basta una inutile carezza a capovolgere il mondo.

(Alda Merini)

rugiada

Se visione e abbraccio si uniscono, si colmano di grazia.

Se pensi di non riuscire a ottenerle tutte e due,

cerca l’abbraccio dell’amato.

(Gilberto d’Hoyland)

rugiada

Questo è il miracolo da implorare sempre: qualcuno che sappia

toccare il cuore.

(Ermes Ronchi)

Brani scelti dal Calendario 2016 della Fraternità di Romena 

Foto primaverili 2016 del Giardino di Nives/Rita

Madre Terra…

…AUGURI!

“Non c’è nulla di quanto Dio ha fondato

su una causa naturale costante,

e che perciò avviene ogni giorno,

che non ci sembrerebbe un miracolo

degno di ammirazione

se avvenisse una sola volta.”

(John Donne)

Il profumo del mirto

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“V’è chi dona gioia.

E’ come il mirto laggiù nella valle,

che sparge il suo profumo.

Dio parla attraverso le mani di costoro

e dietro i loro occhi egli sorride.” 

(Gibran Kalil)

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Detto con franchezza donare e donarsi non è di moda. Sembra un cedimento, una pericolosa scivolata quasi autolesionista. In un mondo di lupi, gli agnelli fanno una brutta fine! Se però si supera lo stato di intimidazione conformista che ci attanaglia, si riesce ad entrare in un altro pianeta, il pianeta della generosità e dell’altruismo, e si diventa altro da quelli che si era prima,decisi, semplificati, attenti, liberi dal potere altrui e dall’altrui riconoscenza, più seri e più ottimisti.

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E’ come aver piantato le radici di un albero nuovo, un albero che cresce dando ossigeno e vita e persino profumo. Questi nuovi “alberi” sono una benedizione di Dio per l’umanità. Egli infatti porta se stesso attraverso quel profumo di dolcezza e di tenerezza, uno dei tantimiracoli poco notati dalla massa, ma un miracolo di cui usufruiscono tutti.

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Cosa sarebbe l’esistenza senza quei mirti profumati?

Fa paura solo pensarci. Perché allora non tentare di diventare un po’ di più dei mirti profumati? Perché facciamo tanta fatica ad essere il sorriso di Dio per gli uomini? Dalla risposta a queste decisive domande dipende spesso la nostra e l’altrui felicità.” (da Vita Nuova -Trieste-)

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Beatitudini

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SANTI DEL MIO PAESE

(V. Cardarelli)

“Ce ne sono di chiese e di chiesuole,

al mio paese, quante se ne vuole!

E santi che dai loro tabernacoli

son sempre fuori a compiere miracoli.

Santi alla buona, santi famigliari,

non stanno inoperosi sugli altari.

E chi ha cara la subbia, chi la pialla,

chi guarda il focolare e chi la stalla,

chi col maltempo, di prima mattina,

comanda ai venti, alla pioggia, alla brina.

E San Francesco, giullare di Dio,

è pure un santo del paese mio.

Ce ne sono tanti dei santi al mio paese,

per cui si fanno feste, onori e spese!

Hanno tutti un lumino e ognuno ha un giorno

di gloria, con il popolino intorno.”

Hagiologion Calendar Icon Sinai XIII sec

Rita da Cascia

Quand’ero ancora in grembo, mamma ha avuto un grande spavento, e temeva per me. Era molto giovane la mamma… aveva solo 17 anni, ed era devotissima alla Santa degli Impossibili. Genoveffa, la sorella maggiore, ha pregato tantissimo assieme a lei e, quando mi hanno avuto tra le braccia…mi accarezzavano chiamandomi….RITA! Mamma era gracile e magrissima, mentre io pesavo 4 kg, avevo tanti capelli neri e ricci, ed’ero sanissima e rosea come un fiore di pesco. Papà, che desiderava un maschio e non conosceva la devozione di mamma…..vedendomi, non ha saputo che sorridere, chiamandomi GINA LOLLOBRIGIDA….e più grandicella CIRO….forse a causa del mio intraprendente carattere, e delle speranze su di me.

rosa di santa Rita

Non ho mai preso in considerazione seriamente, la devozione di mamma a SANTA RITA, nonostante che,  la mattina del 22 maggio mi arrivi da parte sua, un mazzo di boccioli di rose, preferibilmente bianche e rosa pallido.

rose

Un tempo, arrivava a casa mia col CIAO  (scouter di mio fratello), ma da un po’ d’anni, il 22 di maggio, quel mazzo di rose sono sul tavolo della vecchia casa… che mi aspettano.

statua Santa Rita

Nel mese di luglio del 1996, in un giorno molto caldo e afoso, abbiamo visitato i luoghi dove RITA è vissuta, e i luoghi della fede e dei miracoli: il convento, la basilica che custodisce il Suo corpo a CASCIA…e poi ROCCAPORENA, dov’è nata e cresciuta. Quando siamo arrivati in questa “culla” tra i colli, era mezzogiorno, e nell’aria  c’era un silenzio come d’attesa. Il sole ardente sembrava fare un “decotto” delle erbe aromatiche, che rigogliose  crescevano spontanee in questo luogo di grande pace. Dopo il pranzo consumato al fresco di una pergola di una tipica locanda….abbiamo pensato di avventurarci in quella stradina in mezzo al bosco, che porta al famoso SCOGLIO…per cercare un po’ di refrigerio e aspettare che aprissero la CASA della Santa.

farfalle nere e bianche

In quel bosco, lungo la stradina, sentivamo solo il rumore dei nostri passi…eppure l’aria era colma di vita che aleggiava sui fiori, sulle foglie, sull’erba…. In quel silenzio magico e colmo di desiderio delle api, dei mosceri ma sopratutto delle farfalle nere e bianche che, in intere famiglie, si posavano delicatamente estasiate….camminevamo come incantati, e ci siamo trovati su, su…a toccare il cielo.

farfalle

Pensavamo a RITA, quando sola, percorreva questi luoghi col cuore colmo di apprensione e preghiera. Cercavamo di intuire i Suoi stati d’amino, nel sentirsi parte di tanta semplice bellezza…. di creatura creata.

farfalla

ROCCAPORENA sembrava un luogo magico….ma piano piano dentro di me, una sensazione dolce e preziosa, mi faceva percepire…d’essere capitata in un luogo santo ed eccelso, disposto ad accogliere la PRESENZA divina, alla quale…NIENTE E’ IMPOSSIBILE!

rose di Santa Rita

INVERNO

“L’uomo ammira tante bellezze nella natura,

ma egli stesso è un grande miracolo.”

(Agostino d’Ippona)

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