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Francesco…come Francesco

 

“Come si può salvare questo pianeta?

Come lo si può rigenerare?

E’ tutto scritto nella “Laudato si'” di Francesco.

Non solo un’enciclica verde,

ma un’autentica visione del mondo.”

(Grazia Francescato)

Luigi Settembrini

costituzione

Cittadino e maestro esemplare Luigi Settembrini fu uno dei più puri patrioti del Risorgimento.

Nato a Napoli il 17 Aprile 1813, vi studiava legge quando a 17 anni, già orfano di madre, perdette il padre da cui ebbe in eredità l’amor di patria insieme con la povertà e cinque fratelli minori da mantenere. Ciò nonostante, a 22 anni, poté ottenere per concorso la cattedra di lingua greca al liceo di Catanzaro e poté prendere per moglie la fanciulla dei suoi sogni.

Luigi Settembrini

L’affetto per la famiglia non gli fece però trascurare l’amore per la patria oppressa dai Borboni. Divenne quindi cospiratore coi seguaci di Mazzini, ma tradito per lucro da un compagno, fu arrestato l’8 maggio 1839 e tradotto nel carcere di Napoli. Tre anni dopo fu liberato per mancanza di prove,  ma privato della cattedra e tenuto d’occhio. Riuscito più tardi a rifugiarsi a Malta col figlio Raffaele, tornò a Napoli dopo la rivoluzione palermitana del gennaio 1848 e la proclamazione della Costituzione, a cui fu costretto Ferdinando II. Ma poiché subito dopo il re se ne pentì e iniziò la reazione, il Settembrini con Silvio Spaventa creò l’associazione segreta “Unità italiana”.

220px-Luigi_Settembrini

Fu tradito ancora da un tale Iervolino, spia pagata, e il 23 giugno 1849 arrestato per la seconda volta e condannato al capestro con altri due patrioti dopo un processo lungo ed iniquo. Quando gli fu comunicata in carcere la sentenza, egli disse calmo all’usciere: “Ringraziate la Corte in nome di Luigi Settembrini”. Né perse la calma e la fierezza nei “tre giorni in cappella” (riportati nelle sue celebri “Ricordanze”) che avrebbero dovuto precedere l’esecuzione della sentenza. Ma all’ultimo momento la condanna capitale fu commutata, per lui ed i compagni, in ergastolo a vita.

Dieci anni dopo il re preferì liberarsi dei prigionieri politici e li fece imbarcare per deportarli in Argentina. Se non che un audace colpo di mano del giovane Raffaele, figlio del Settembrini ed ufficiale della marina britannica, li portò in Inghilterra verso la libertà. Dopo la cacciata dei Borboni dal Regno delle Due Sicilie, il Settembrini tornò a Napoli dove riprese l’insegnamento. Nel 1873 fu nominato Senatore ed il 3 novembre 1876 chiuse in povertà la sua nobile vita.

MemoriadiLuigiSettembrini

La povertà di Gesù

“Com’era la povertà di Gesù?

Una povertà fondamentale, continua, elettiva.

Nessuno l’ha condannato a fare il povero: volle essere povero.

Gesù prese dimora nella povertà.

Gesù Bambino

Per mamma, la più povera delle mamme.

Per custode, un manovale.

infanzia di Gesù

Nasce a Betlem, fuori di casa, senza casa; una stalla al posto della

casa; una greppia al posto della culla; si fa scaldare da un bue e un asino.

L’adorano i pastori: fugge davanti al crudele e prepotente erode

come fa il povero: accetta l’esilio come i poveri.

Poi torna a Nazareth, a una casa abbandonata.

Sacra Famiglia

Vive con i poveri del paese: parla come un povero: veste come un

povero: cammina come i poveri: lavora come i poveri.

Tra i poveri inizia il suo ministero.

Poveri sono i suoi apostoli: le turbe, che lo ascoltano e lo seguono,

son di povera gente. Predica la buona novella ai poveri.

il cieco nato

I miracoli più grandi sono riservati ai poveri: le attenzioni più

delicate per i poveri.

miracolo-2

     và e non peccare più

E’ perseguitato, arrestato, giudicato, flagellato come un povero.

Condannato alla morte dei poveri, muore nudo sulla croce: il più

povero di tutti i poveri che il mondo abbia visto.”

(P. MAZZOLARI)

il più povero dei poveri.

AMORE

“Io ti vedo in mille immagini

espressa con grazia, O Maria,

ma nessuna ha la forza di raffigurarti

come ti scorge l’anima mia.

Questo so, che il tumulto terreno

da allora per me come un sogno si disperde,

e un ineffabile, soave cielo,

nell’anima è fisso, per sempre.”

(NOVALIS)

a modo mio….

“Mi chiamo Julie e sono appena uscita dalla clinica Mangiagalli di Milano.

Purtroppo appena nata sono stata operata (benissimo) ed accudita dolcemente

dalle infermiere del reparto di patologia neonatale.

Nell’Italia delle escort, vorrei plaudire a queste ragazze (numerose!):

studiose, umane, preparatissime, che per uno stipendio nettamente inferiore alla loro bravura

svolgono una missione impagabile.”

(Julie Ferrari, Milano)

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