Se amo il mondo

Se amo il mondo, già con questo lo sto cambiando.” (Petru Dimitriu)

“Dio che vede tutto, conosce certo tanti misteri di obbrobio e di bassezza, tanti delitti di tante forme, sconosciuti ai più scaltri poliziotti, tante abbiezioni non sospettate né da analisti né da moralisti.

Ma quante anime innocenti e delicate , allo stesso tempo, egli scorge; quanti palpiti di anime prese dalla sua bellezza, quanti propositi di castità, di sacrificio, di rinuncia; quante preghiere, ancor più nascoste, più profondamente sepolte nei cuori.

Poiché il pudore è tanto più abile della paura a nascondere quello che vuole. Spesso io penso a tanti milioni di fiori che sbocciano senza testimoni, figura appunto di un tale mistero nelle anime.”  (Renè Bazin)

L’ultimo nato

Arrivato col Natale,

l’ultimo “stupore” della Famiglia riparte!

OLIVER BENJAMIN,

ha  sette mesi e già due passaporti!

Fra qualche giorno ritorna in Australia, dov’ è nato!

Sì, in Terra Australe è germinato il nostro nuovo “seme” !

Lì, un’esplosiva intensità di vita, colori, armonia, festa, fantasia…

l’ha nutrito e plasmato!

L’ ultimo nostro “gioiello” di Famiglia,

dall’altra parte del mondo è nato…

ed ora vi ritorna!

E’ il Cerchio della Vita!

Ciao nostro “cucciolo d’uomo”!

…………..

Vai, tenero “cittadino” del mondo!

Vai, nuova creatura “primizia” di Vita!

……………

Semina Tu, ovunque,

Innocenti sorrisi di Speranza sempre Nuova!

Nonna Tua, innamorata,

Ti accompagna e benedice!

(Nives)

Nascere di nuovo

“La speranza è fame di nascere del tutto, di

portare a compimento ciò che portiamo

dentro di noi solo in modo abbozzato. In questo

senso la speranza è la sostanza della nostra vita, il

suo fondo ultimo; grazie a essa siamo figli dei

nostri sogni, di ciò che non vediamo e non possiamo

verificare.

Affidiamo così il compimento della nostra vita a

qualcosa che non è ancora, a un’incertezza.

Per questo abbiamo tempo, siamo nel tempo: se

fossimo già formati del tutto, se fossimo già nati

interamente e completamente, non avrebbe senso

consumarsi in esso.

La speranza da alla vita umana un carattere angoscioso,

le trasmette la sua ansia sempre insoddisfatta,

il suo sforzo illimitato, dato che nessuna fatica è

sufficiente per colmare quella speranza che geme.

Perciò è necessario nascere sempre di nuovo: non

si finisce mai di nascere, e non è dato una volta

per sempre il proprio mondo, il proprio luogo:

ciascuno deve incessantemente partorire se stesso

e la realtà che lo ospita.”

(Maria Zambrano)

fiorisce la speranza

Petali bianchi di Speranza

Omaggio alle Vittime di Tutte le Guerre e all’Umanità Ferita

La figura di Enea

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“Per sintetizzare con un’immagine il senso vivo della Tradizione,

ho fatto ricorso alla figura di Enea.

Davanti alla città che brucia, c’è chi pensa solo a mettere in salvo se stesso,

ritenendo che il mondo coincida con sé.

E c’è chi pensa di morire con la città, come fece la sentinella di Pompei

di cui narrava Oswald Spengler.

Il primo è l’idiota globale, il secondo è il tradizionalista eroico ma sterile.

Enea fugge da Troia in fiamme

Davanti a Troia in fiamme, Enea porta in salvo il suo vecchio padre, Anchise,

caricandoselo sulle spalle mentre il suo genitore stringe i penati,

sacro simbolo di continuità; e conduce fuori il suo piccolo figlio Ascanio,

con cui andrà a fondare la nuova città secondo il mito.

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 In quell’immagine scolpita da Gianlorenzo Bernini e nel travaglio della polis che brucia,

si riassume magnificamente il senso della Tradizione vissuta di padre in figlio. (Marcello Veneziani)

Sentirsi amati

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“Una pioggia ti ristora il cuore

quando una mano ti accarezza

e ti dice: “Per me sei importante”

amore di mamma

Sembra che la strada in salita

perda l’ansia e l’affanno del tempo,

e tutto intorno senti vibrare il creato,

creato

quasi si fosse accesa una luce

e le cose hanno nuovi e vari colori.

Amare è creare la novità del cuore,

sentirsi amati è trovarsi nuovi dentro!

amore

E guardi le cose con occhi diversi

e tutto ti sembra intorno cantare!

Davvero una grande forza è l’amore!

E davvero sentirsi amati è il regalo più bello!”

(p. Pierluigi Mirra)

gioia del cuore

Soglia

inquinamento

Senza limite non c’è la possibilità di giocare, lo sanno bene i bambini,

il desiderio sorge dall’incontro con una soglia.” 

(Massimo Recalcati)

sogno e realtà

“Solo l’incontro con la mancanza genera il desiderio come potenza generatrice.” (Jacques Lacan)

 

L’Anno Nuovo

Notte di San Silvestro

Appena fu sera, e in città si accesero i primi lumi, la mamma disse a Felicino: – Va a letto, figliuolo. A mezzanotte mamma ti sveglierà. Starai a tavola con noi. Verranno i nonni, verranno gli zii. A mezzanotte in punto s’incontreranno il vecchio e il bambino, e si diranno addio.

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Il vecchio è l’anno che se ne va, carico di tristezza e acciacchi; il bambino è l’anno che sorge, tutto sorrisi e speranze. Noi saluteremo il bimbo con battimani ed evviva, perché ci porti il bene, perché ci faccia contenti…Su, su, piccolino, va a letto…

anno nuovo

– No, mamma, io aspetterò.

– Aspetterai fino a mezzanotte?

– Fino a mezzanotte, sì. Vedrai che non mi addormenterò.

anno nuovo

Ma alle venti il sonno lo prese di colpo, e la mamma dovette metterlo a letto, sotto le coperte, perché non avesse freddo.

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Più tardi cominciarono a giungere i  parenti: i nonni, gli zii, due vecchie cugine della mamma, un amico del babbo, un amico povero che non aveva famiglia e soleva andare in quella casa due o tre volte l’anno a solennizzarvi le feste.

festa in famiglia

Tutti domandarono, appena entrati:

– E Felicino?

– Felicino è a letto – rispondeva la mamma. – Si è addormentato all’improvviso, mentre giocava. Ma a mezzanotte lo sveglieremo.

festa

Poi si parlava d’altro. E allora chi disse che per le strade c’era una gran animazione; chi assicurò che dai pasticceri non si trovava più una pasta a pagarla a peso d’oro; chi si augurò che l’anno nuovo portasse lavoro e consolazione, dopo tante angustie e sofferenze.

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In breve, la stanza ove tutti erano riuniti si riscaldò, si animò, diventò scintillante di luce, scoppiettante di brio, festosa.

auguri di tanta speranza

Il padre e la madre di Felicino si dettero a preparare la tavola per la cena. Ecco tutta distesa una bella tovaglia candida, i tovaglioli piegati in quattro, i tondini coi bicchieri trasparenti. Poi collocarono davanti al nonno, perché a tempo opportuno la tagliasse e dividesse, una grande cassata color pisello, con tanti frutti canditi al centro e un ricamo di listarelle di cedro e confettini torno torno.

buon anno 4

– E  le bottiglie? – domandò il nonno. – Pronte, pronte…E ne portarono due, quattro, sei, sulla tavola apparecchiata. Erano delle bottiglie nere, col collo dorato, col sughero coperto da un cappuccio rosso.

Che ora è? – domandò la nonna con impazienza. – Mezzanotte meno un quarto…- No, meno dodici…

orologio di capodanno

– O perché non svegliare Felicino? – Vuoi sapere la verità mamma? E’ meglio che dorma – disse la padrona di casa, come presa da una improvvisa determinazione. – Così non piglierà freddo e non mangerà dolci. I dolci sono un veleno, per quel bambino. La nonna non pronunziò parola, ma si vedeva dal viso che la decisione della figlia l’aveva un po’contrariata.

buon anno

Giù nella strada, intanto, c’era movimento. Un vocìo , un parlottìo, un chiamarsi, un rispondere. Si aprivano le porte, le finestre, i balconi.

auguri

O per questo insolito rumore, o perché il sonno era già svanito, Felicino si svegliò. Vide attraverso i vetri, dal letto, i primi fuochi di gioia; una luce vivida, abbagliante: gialla, verde, rossa.

luci di capodanno

Allora comprese, saltò giù dal letto, si avvolse ben bene nella sua copertina, i piedini nudi, i capelli arruffati, e irruppe nella stanza da pranzo.

inverno

Lo accolsero i primi scoppi dello spumante, secchi come colpi di fucile. – Felicino! Felicino!  gridarono tutti, a quell’apparizione. – Non sono Felicino. Sono l’anno nuovo, io! – Evviva l’anno nuovo! Evviva!

auguri

E accorsero tutti incontro al bambino, lo circondarono, lo sollevarono da terra, lo avvolsero meglio nella copertina, se lo passarono di braccia in braccia, baciandolo e solleticandolo.

auguri di buon anno

Più felice fu la nonna, che lo ebbe in ultimo, e se lo tenne in grembo bene accoccolato, mentre tutti brindavano coi bicchieri in alto, e dalla strada venivano gli scoppi e i riverberi dei fuochi d’artificio, il chiasso della gente in allegria…”

(Michele Mastropaolo)

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AUGURI DI BUON ANNO 2015!