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Teneramente…l’eternità

 

 

“Teneramente l’eternità

diffonde l’amore

come la luna riversa i suoi raggi

sul mandorlo in fiore.

Teneramente l’eternità

porta la speranza

quando i nostri occhi

cercano nei suoi

una rotta sicura,

quando ti parla

con parole indifese

dal silenzio incantato.

 

Teneramente l’eternità

nutre la vita,

donando la luce di un’alba intatta

ai primi occhi che la guardano.

(Luigi Verdi)

 

Nutrire il Pianeta

EXPO DEI POPOLI 2015

L.FAHSER, alla Conferenza presso la Facoltà di Scienze Forestali dell’Università di Freiburg, racconta come un progetto in Brasile, dichiaratamente rivolto all’autosufficienza e alla soddisfazione dei bisogni di base, abbia finito per distruggere sia la foresta sia la comunità che intendeva sostenere:

“Con la creazione della prima facoltà di Scienze forestali e l’istituzione di una cattedra sui moderni saperi silvicolturali, si è raggiunto un punto fermo per le foreste del Brasile. Una maggior conoscenza dell’economia ha incoraggiato gli studiosi ad andare in nuove direzioni; la foresta naturale, con le sue molte specie, è stata sostituita con imponenti piantagioni di abete e di eucalipto; i lavoratori – deboli ed inaffidabili, in quanto esseri umani – sono stati sostituiti da potenti macchinari per il taglio degli alberi; catene montane fino ad allora inviolate sono state conquistate, usando gru di corda, come elegante mezzo di trasporto.

Dal momento in cui è iniziato l’aiuto allo sviluppo delle foreste, la superficie forestale del Paranà si è ridotta dal 40% all’attuale 8%; sono aumentate la steppa, l’erosione, le inondazioni stagionali: Gli esperti più qualificati del Brasile hanno ora spostato il loro interesse sull’Amazzonia del Nord, dove c’è ancora abbondanza di foreste e dove essi sono in grado di “sperimentare” piantagioni di alberi di cellulosa (per esempio, Gmelina arborea), con periodi di rotazione di appena sei anni.

Che è successo alla popolazione locale nei vent’anni circa del progetto, a quelle persone i cui bisogni fondamentali dovevano essere soddisfatti dal progetto, che diceva di volerli aiutare ad aiutare se stessi? Il Paranà ha sostanzialmente perso tutte le sue foreste ed è ora ricoperto di agricoltura meccanizzata. La maggioranza degli Indios e degli altri lavoratori, che vivevano in quell’area a livello di sussistenza o come piccoli coltivatori, sono silenziosamente scomparsi, sono diventati poveri e sono andati ad ammassarsi nelle favelas attorno alle grandi città. Nella silvicoltura prevale ora l’unità produttiva ad alta intensità di capitale, secondo il modello meccanizzato dell’America del nord e della Scandinavia. Bastano ora gli esperti, e pochi salariati nei periodi lavorativi di punta.”

(Brano tratto dal saggio – MONOCOLTURE DELLA MENTE – “sistemi di sapere come sistemi di potere” di Vandana Shiva)

fiume-amazzonia

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