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Obbedire e Studiare

Torna il piccino dalla sua scuola; sono i primi giorno che la frequenta. E’ una scoletta di un bellissimo paese di alta montagna. Tutt’intorno sono piante e cime maestose già coperte di candida neve. La mamma aspetta il suo piccolo scolaro che arriva a passo lento, sicuro, da montanaro che non corre mai in salita. “Ebbene?” chiede la mamma. “Tutto bene, siamo nella stessa aula dell’anno scorso, con la stessa maestra. Presto si accenderà la stufa…”E che cosa ti ha detto la maestra?”. “Che devo obbedire e studiare.”

 

Un bambino dalla pelle molto scura, vestito di bianco, va alla piccola scuola della Missione, in un paese semi-selvaggio. E’ una scoletta aperta da buoni frati, accanto ad una chiesetta. Lo scolaretto va a piedi nudi; passa sotto palme altissime sulle quali saltano le scimmie e gridano i pappagalli. A scuola siede su una stuoia. Quando ritorna, lo aspetta suo padre: “Ebbene, come è questa scuola?””Bella! Ci sono tanti bambini. I padri sono buoni; mi hanno dato da mangiare”. “E che cosa ti hanno detto?”“Che devo obbedire e studiare”.

 

L’ascensore arriva al quinto piano e si ferma. La porta si apre e ne esce un bambino. Insieme si apre l’uscio di un alloggio elegante, l’alloggio di una grande casa, in una grande città di questo mondo. Si affaccia una mamma. “Ebbene?” chiede. “Eccomi” dice il piccolo che si sente atteso. “Com’è la nuova scuola?”. “Bella! Molto bella! Stanze grandi, calde, con finestroni e tante piante sui davanzali. Abbiamo la radio in classe, la sala per le proiezioni e il teatrino, una bella palestra per la ginnastica…”. “E che cosa ti ha detto il maestro?”. “Che devo obbedire e studiare”.

(Brano tratto da “Bosco fiorito” – Corso di Letture per gli alunni di 5* Classe Elementare – anno1965/66?)

(Immagini tratte dal web)

Elevare l’esistenza

“Obbedire solo alla felicità

non ha niente a che fare con

l’egoismo o con l’edonismo;

implica la scelta di elevare

l’esistenza sino a ciò che la

rende autentica e la trasforma

in un dono per gli altri.”

(Roberto Mancini)

Scrutare l’ignoto

bocciolo di margherita

“Si ha come paura di mille cose, dei dolori, dei giudizi, del proprio cuore, del risveglio, della solitudine, del freddo, della pazzia, della morte…specie di questa, della morte. Ma tutto ciò è maschera e travestimento. In realtà c’è una cosa sola della quale si ha paura: del lasciarsi cadere, del passo incerto.

pratolina

Io sono un parto della natura lanciato verso l’ignoto, forse verso qualcosa di nuovo o forse anche verso il nulla, e il mio compito consiste unicamente nel lasciare che quel parto si evolva dal profondo, nel sentire dentro di me la sua volontà e nel farlo mio.

capolino di margherita

Chi una volta sola si è donato, chi una volta sola si è affidato alla sorte, questi è libero. Egli non obbedisce più alla legge terrena, è caduto nello spazio universale e partecipa alla ridda delle stelle.”

(Hermann Hesse)

prato di margherite

durante il cammino….

ordine di trasferimento

viaggio indimenticabile

“Quando arriva l’ordine di trasferimento,

il guerriero della luce,

guarda tutti gli amici che si è fatto durante il cammino.

Ad alcuni ha insegnato a udire le campane di un tempio sommerso,

ad altri ha raccontato storie intorno al fuoco.

Il suo cuore si rattrista,

ma egli sa che la sua spada è sacra,

e che deve obbedire agli ordini di Colui

al quale ha offerto la sua lotta.

Allora il guerriero della luce ringrazia i compagni di viaggio,

trae un profondo respiro e va avanti,

portando con sè i ricordi

di un viaggio indimenticabile.”

(Paulo Coelho)

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