I quattro mestieri…

I quattro mestieri più antichi e più sacri

Contadino

“Quelle del contadino, del muratore, del fabbro, del legnaiolo sono, tra l’arti manuali, le più compenetrate colla vita dell’uomo, sono le più innocenti e religiose. Il guerriero degenera in predone, il marinaio in pirata, il mercante in avventuriero; ma il contadino, il muratore, il fabbro, il legnaiolo non tradiscono, non possono tradire, non si corrompono.  Maneggiano le materie prime più famigliari e debbono trasformarle agli occhi di tutti, per servizio di tutti, in opere visibili, solide, concrete, vere. Il contadino rompe la zolla e ne cava il pane che mangia, il muratore squadra la pietra ed innalza la casa, la casa del povero, la casa del re, la casa d’Iddio; il fabbro arroventa e torce il ferro per dar la spada al soldato, il vomere al contadino, il martello al falegname; il legnaiolo sega ed inchioda il legno per costruire la porta che protegge dai ladri, per fabbricare il letto sul quale ladri ed innocenti moriranno.

Queste semplici cose, ordinarie; comuni, usuali, tanto usuali, comuni e ordinarie che non le vediamo più, che passano ormai disavvedute sotto i nostri occhi avvezzi a più complicate meraviglie, sono le più semplici creazioni dell’uomo, ma più meravigliose e necessarie di tutte l’altre inventate dopo.”

(GIOVANNI PAPINI)

(Brano tratto dall’Antologia Italiana – LA PRORA – Editore Nicola Zanichelli – Edizione 1961)

 

1° MAGGIO 2019 – FESTA DEL LAVORO

AUGURI!

“Se ami quello che fai, non sarà mai un lavoro.” (CONFUCIO)

 

(Immagini tratte dal web)

Sana e Robusta COSTITUZIONE

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AL SICURO, GRAZIE ALLA COSTITUZIONE

(a cura di Duccio Facchini, giornalista di Altreconomia)

“Un punto che è importante definire è il cambiamento nello statuto politico dei cittadini e del popolo, che era un tempo il depositario della sovranità. Nello Stato di sicurezza si assiste a una tendenza inarrestabile verso una depolicizzazione progressiva dei cittadini, la cui partecipazione alla vita politica si riduce ai sondaggi elettorali. Questa tendenza è tanto più inquietante, in quanto era stata teorizzata dai giuristi nazisti, che definivano il popolo come elemento essenzialmente impolitico cui lo Stato doveva garantire protezione e crescita.” 

(Giorgio Agamben, 23 dicembre 2015)

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“PERCHE’ SIAMO PREOCCUPATI”

(Appello di 56 costituzionalisti)

Siamo anzitutto preoccupati per il fatto che il testo della riforma – ascritto ad una iniziativa del Governo – si presenti ora come risultato raggiunto da una maggioranza (peraltro variabile e ondeggiante) prevalsa nel voto parlamentare (“abbiamo i numeri”) anziché come frutto di un consenso maturato fra le forze politiche; e che ora addiritura la sua approvazione referendaria sia presentata agli elettori come decisione determinante ai fini della permanenza o meno in carica di un Governo. La Costituzione, e così la sua riforma, sono e debbono essere patrimonio comune il più possibile condiviso, non espressione di un indirizzo di Governo e risultato del prevalere contingente di alcune forze politiche su altre. La Costituzione non è una legge qualsiasi, che persegue obbiettivi politici contingenti, legittimamente voluti dalla maggioranza del momento, ma esprime le basi comuni della convivenza civile e politica……

….si è configurato un Senato estremamente indebolito, privo delle funzioni essenziali per realizzare un vero regionalismo cooperativo: esso non avrebbe infatti poteri effettivi nell’approvazione di molte leggi più rilevanti per l’assetto regionalistico, né funzioni che ne facciano un valido strumento di concertazione fra Stato e Regioni. In esso non si esprimerebbero le Regioni in quanto tali, ma rappresentanze locali inevitabilmente articolate in base ad appartenenze politico-partitiche…

….configurazione di una pluralità di procedimenti legislativi differenziati a seconda delle diverse modalità di intervento del nuovo Senato…con rischi di incertezze e conflitti.

L’assetto regionale della Repubblica uscirebbe da questa riforma fortemente indebolito…Si è rinunciato a costruire strumenti efficienti di cooperazione fra centro e periferia. Invece di limitarsi a correggere alcuni specifici errori della riforma del 2001, promuovendone una migliore attuazione, il nuovo progetto tende sostanzialmente, a soli quindici anni di distanza, a rovesciarne l’impostazione, assumendo obbiettivi non solo diversi ma opposti a quelli allora perseguiti di rafforzamento del sistema delle autonomie.

Il progetto è mosso anche dal dichiarato intento (espresso addirittura nel titolo della legge) di contenere i costi di funzionamento delle istituzioni (costi sui quali è giusto intervenire…) ma… il buon funzionamento delle istituzioni non è prima di tutto un problema di costi legati al numero di persone investite di cariche pubbliche…bensì di equilibrio fra organi diversi, e di potenziamento, non di indebolimento, delle rappresentanze elettive. …questi non sono modi adeguati per garantire la ricchezza e la vitalità del tessuto democratico del paese…

Sarebbe ingiusto disconoscere che nel progetto vi siano anche previsioni normative che meritano di essere guardate con favore: tali la restrizione del potere del Governo di adottare decreti legge, e la contestuale previsione di tempi certi per il voto della Camera sui progetti del Governo che ne caratterizzano l’indirizzo politico; la previsione (che peraltro in alcuni di noi suscita perplessità) della possibilità di sottoporre in via preventiva alla Corte costituzionale le leggi elettorali, così che non si rischi di andare a votare (come è successo nel 2008 e nel 2013) sulla base di una legge incostituzionale; la promessa di una nuova legge costituzionale (rinviata peraltro ad un indeterminato futuro) che preveda referendum propositivi e di indirizzo e altre forme di consultazione popolare.

Tuttavia questi aspetti positivi non sono tali da compensare gli aspetti critici di cui si è detto. Inoltre, se il referendum fosse indetto – come oggi si prevede – su un unico quesito, di approvazione o no dell’intera riforma, l’elettore sarebbe costretto ad un voto unico, su un testo non omogeneo, facendo prevalere, in un senso o nell’altro, ragioni “politiche” estranee al merito della legge….

Per tutti i motivi esposti….l’orientamento che esprimiamo è contrario, nel merito, a questo testo di riforma.

(Aprile 2016)

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Francesco Amirante, Magistrato; Vittorio Angiolini, Università di Milano Statale; Luca Antonini, Università di Padova; Antonio Baldassare, Università LUISS di Roma; Sergio Bartole, Università di Trieste; Ernesto Bettinelli, Università di Pavia; Franco Bile, Magistrato; Paolo Caretti, Università di Firenze; Lorenza Carlassare, Università di Padova; Francesco Paolo Casavola, Università di Napoli Federico II; Enzo Cheli, Università di Firenze; Riccardo Chieppa, Magistrato; Cecilia Corsi, Università di Firenze; Antonio D’Andrea, Università di Brescia; Ugo De Siervo, Università di Firenze; Mario Doglioni, Università di Torino; Gianmaria Flik, Università LUISS di Roma; Franco Gallo, Università LUISS di Roma; Silvio Gambino, Università della Calabria; Mario Gorlani, Università di Brescia; Stefano Grassi, Università di Firenze; Enrico Grosso, Università di Torino; Riccardo Guastini, Università di Genova; Giovanni Guiglia, Università di Verona; Fulco Lanchester, Università di Roma La Sapienza; Sergio Lariccia, Università di Roma La Sapienza; Donatella Loprieno, Università della Calabria; Joerg Luther, Università Piemonte orientale; Paolo Maddalena, Magistrato; Maurizio Malo, Università diPadova; Andrea Manzella, Università LUISS di Roma; Luigi Mazzella Avvocato dello Stato; Alessandro Mazzitelli, Università della Calabria; Stefano Merlini, Università di Firenze; Costantino Murgia, Università di Cagliari; Guido Neppi, Università di Torino; Walter Nocito,Università della Calabria; Valerio Onida, Università di Milano Statale; Saulle Panizza, Università di Pisa; Maurizio Pedrazza Gorlero, Università di Verona; Barbara Pezzini, Università di Bergamo; Alfonso Quaranta, Magistrato; Saverio Regasto, Università di Brescia; Giancarlo Rolla, Università di Genova; Roberto Romboli, Università di Pisa; Claudio Rossano, Università di Roma La Sapienza; Fernando Santosuosso, Magistrato; Giovanni Tarli Barbieri, Università di Firenze; Roberto Toniatti, Università di Trento; Romano Vaccarella, Università di Roma La Sapienza; Filippo Vari, Università Europea di Roma; Luigi Ventura, Università di Catanzaro; Maria Paola Viviani Sclein, Università dell’Insubria; Roberto Zaccaria, Università di Firenze; Gustavo Zagrebelsky, Università di Torino.

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La bibliografia essenziale

AA.VV. “Costituzione bene comune” (Ediesse/Comitato per il no).

Scritti di Azzariti, Besostri, Carlassare, Ferrara, Gallo, Grandi, Pace, Rodotà, Villone, Zagrebelsky.

Andrea Aurelio Di Todaro “Referendum costituzionale. 20 domande, 20 risposte” (Ediesse/Comitato per il no)

Gustavo Zabrebelsky con Francesco Pallante “Loro diranno, noi diciamo” (Laterza)

Marco Travaglio, Silvia Truzzi “Perché no”.  (PaperFirst)

V. Onida, G. Quagliarello “Perché è saggiodire no: la vera storia di una riforma che ha cambiato verso” (Rubbettino)

Arturo Carlo Jemolo “Che cos’è la Costituzione) (Donzelli)

PaoloBarile “Tra Costituzione e riforme” (Passigli)

Emilio Gentile “Il capo e la folla” (Laterza)

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I link ai materiali

Il testo della riforma costituzionale:

http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2016/04/15/16A03075/sg

Il testo dell’Italicum

http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2015/05/08/15/G00066/sg

La sentenza n. 1 2014 della Corte costituzionale sul Porcellum

http://www.cortecostituzionale.it/actionSchedaPronuncia.do?anno=2014&numero=1

Vademecum sulle ragioni del no:

http://www.libertàegiustizia.it/wp-content/uploads/2016/07/Vademecum-LeG-v.2.pdf

Brani tratti da “Le RAGIONI del NO” Guida al voto per il referendum costituzionale 

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“L’informazione corretta, non falsificata,

è premessa indispensabile per il voto consapevole

dei cittadini, e chi ha le conoscenze necessarie

devemetterle a disposizioni di tutti.”

(Stefano Rodotà)

Condividere l’amore

https://rebeccaantolini.wordpress.com/2016/02/05/condividere-lamore-award-per-te/

GRAZIE @REBECCA!

Grazie per il dolce APPELLO a CONDIVIDERE L’AMORE!

Grazie per la gentilezza del TUO AWARD!

Grazie al TUO SENSIBILE CUORE!

Chiedi di nominare QUALCUNO CHE AMMIRO

per l’AMORE che dona:

...per l’AMORE che vive:

Chiedi di nominare dei BLOGGER …INNAMORATI,

ed io vorrei nominare TUTTI quelli che seguo, perché, secondo me,

in modi diversi e personali:

AMANO, SOGNANO, SPERANO!

Fra questi ne nomino CINQUE, come chiedi:

  1. @Maria Rosaria (Marirò) per l’amore che instancabilmente dona ai bambini:http://ili6.wordpress.com/
  2.  @Rossana Morandini per la Fortezza, la Dolcezza e il Rigore Morale: http://rossanamorandini.wordpress.com/
  3. @Sara e Michele per l’Amore alla Vita e alla Famiglia: https://inviaggioversolaltro.wordpress.com/
  4. @Lucetta per la Fedeltà al Vivente: Creatore e Signore di tutte le cose: http://lucetta2014.wordpress.com/
  5. @Aquilanonvedente per l’Onestà e “l’estroversa” sete-amore di Verità e Giustizia: http://aquilanonvedente.wordpress.com/ 

Vorrei, per la FESTA DI SAN VALENTINO, continuare la LISTA dei/delle BLOGGER che parlano dell’amore umano.

Ma non vorrei dimenticare L’AMORE custodito in ogni forma di vita che…

instancabilmente fiorisce e si rinnova!

FELICE FESTA DELLA VITA!

BUON SAN VALENTINO 2016 A TUTTI GLI INNAMORATI!

 

 

 

Presidente della Repubblica?

LUIGI CIOTTI

 

“A partire dal momento in cui ci immergiamo nella dimensione della passione,

possiamo spostare le montagne.

E qualcosa dentro di noi lo sa.”

(Chistiane Singer)

Quirinale_Roma

P.S.  – Lo so di essere egoista e crudele nel desiderare DON LUIGI CIOTTI  al Quirinale! Lo so che dentro quel Palazzo soffocherebbeLo so che pochi lo eleggerebbero ma….oggi, secondo me, c’è povertà e miseria anche al COLLE! …E Don CIOTTI, se non sbaglio, è la Persona che più assomiglia a PAPA FRANCESCO!

Francesco e Ciotti

 P.P.S. – Però… voglio così bene a DON LUIGI CIOTTI, che preferisco rimanga là, dov’è amato e più felice! Là, tra i Suoi…dove la Sua passione e i Suoi Sogni brillano, sono condivisi e…diventano Realtà per il Futuro!

Riparte il Futuro 

RIPARTE IL FUTURO

“Sono tenuto non già a vincere,

ma ad essere sincero.

Sono tenuto non ad avere successo,

bensì a seguire le ispirazioni del cielo.

Devo stare dalla parte di chi agisce rettamente:

stare con chi segue la via giusta,

lasciare chi da essa devia.”

Abraham Lincoln

(1809 – 1865)

“Quando un governo perde l’onestà, sono tempi tristi.

Quando un popolo accetta tale perdita,

son tempi disperati.”

(Pam Brown)