Posts Tagged ‘persona’

Per “amico” un Robot

 

Sono sincera, non ho mai avuto simpatia per i robots,  nemmeno quelli “buoni” che aiutano le persone a stare meglio.

Privo di personalità ed emozioni, il robot non ha cuore, anima,  autonomia, energia ed intelligenza propria! Occorre sempre guidarlo, animarlo…gestirlo…stare con lui!

Lo so, è stato sempre un mio problema, lo ammetto ora più che mai, e Vi spiego il perché!

Dovete sapere che da quando mi è stato detto che per forza di cose avrei dovuto conoscere un Robot di nome “da VINCI Xi” …….mi sono trovata costretta ad aggiornarmi e, in quattro e quattr’otto, a guardare in faccia la realtà, il robot da VINCI Xi…e l’astrusità del credere che un Robot si sarebbe preso cura di me, come umano non avrebbe potuto mai!

Hanno avuto un bel da fare, medici e famigliari, nel convincermi ad accettarlo, studiarlo, rimirarlo, rendermelo “amico” al punto tale… da consegnarmi a LUI e alle sue minuscole manine!

Abbiamo “viaggiato” insieme, ho “dormito” tra le sue “braccia”, ho cercato di “raggiungere” con LUI  l’agognato sogno…e???? Udite, udite care amiche e amici….Oggi, umilmente, devo ammettere di ritenermi addiritura privilegiata e fortunata di averlo conosciuto!!!!…

Credetemi, non è uno scherzo!… E volete sapere perché?

Da quando il pregevole Dottor BONARIOL del Reparto Quarta Chirurgia dell’Ospedale Ca’ Foncello di Treviso, si è presentato e mi ha informata del SUCCESSO dell’incredibile nostro Viaggio, mi sono davvero commossa!

In quel preciso momento, con stupore, ho realizzato tutta la sapiente arte nell’ orchestrare inverosimili “note” di:

passione – tecnologia – professionalità  – umanità – chirurgia – creatività – scienza – medicina – emozioni –

per un’unica fantastica “sinfonia”…dedicata per qualche ora esclusivamente a me… e al mio miglior Benessere!

Per questo oggi, rendo referente Omaggio a…

ROBOT DA VINCI Xi, magico AMICO!

Inventato, Creato, Animato da MENTI UMANE DAVVERO GENIALI!

A tutti loro un GRAZIE DI CUORE…

e a ROBOT “da VINCI Xi” 

 un calorosissimo

EVVIVA…!!!

 

 

Persuadersi

“Deporre l’io accentratore, così come si depone il tiranno, il sovrano assoluto.” (Emanuel Levinas)

………………..

“La festa è l’ingresso magico in un tempo non tempo e in uno spazio non spazio, il sogno

 dell’età dell’innocenza dove niente e nessuno fa paura a nessuno.” (Giancarlo Bruni)

…………………

(RICHARD BACH l’autore de “Il Gabbiano Jonathan Livingston”)

Papiro di Artemidoro

Guardare al passato per migliorare il presente.

papiro_artemidoro

 

“Quando una persona va dallo psicanalista perché ha un disagio,

lo psicanalista che cosa fa?

Lo fa tornare indietro, al suo passato,

lo porta a scavare nei suoi strati profondi, sepolti.”

“…senza il passato nulla si può guarire dei mali della società e del mondo.”

“Il passato è l’impalcatura del presente”

Il Lavoro più duro del Mondo

BUONA FESTA DEL LAVORO

A CHI E’ SENZA LAVORO…A CHI OGGI LAVORA…

A CHI, SENZA STANCARSI, FA IL LAVORO PIU’ DURO DEL MONDO!

AUGURI!

L’anelito a salpare

di Roberto Mussapi

 

“Desiderio di cose leggere”

“Giuncheto lieve biondo

come un campo di spighe

presso il lago celeste

e le case di un’isola lontana

color di vela

pronte a salpare.

Desiderio di cose leggere

nel cuore che pesa

come pietra

dentro una barca.

Ma giungerà una sera

a queste rive

l’anima liberata:

senza piegare i giunchi

senza muovere l’acqua o l’aria

salperà – come le case

dell’isola lontana,

per un’altra scogliera

di stelle.”

(Antonia Pozzi)

La poesia realizza pienamente quanto indicato dal titolo: la vista di un giuncheto si muta immediatamente in una visione di quiete e leggerezza spirituale assolute. Con prodigiosa semplicità il giuncheto appare biondo come un campo di spighe, evocando la sacralità dell’oro, del grano e del pane, il lago non ha tonalità pallide ma è subito celeste come un cielo grottesco e le case dell’isoletta lontana appaiono sospese, prive di fondamenta, come barche pronte a salpare. A lasciare il porto e la terra del dolore il cui peso grava sull’anima del poeta, che sente il cuore come una pietra nella barca, impedendole quindi o rallentandole il movimento scivolante e sereno. E la disperata aspirazione religiosa della lirica si manifesta, rafforzata, nella speranza dell’ultima strofa: l’avvento di una sera in cui l’anima liberata salperà, senza peso, quindi senza piegare nemmeno i giunchi, verso un cielo definitivo, un’alta scogliera di stelle.

E’ questa una delle molte poesie di ardente desiderio d’infinito di Antonia Pozzi, nata aMilano nel 1912, morta suicida ventisei anni dopo: Una vita che ha lasciato, pur nella sua tragica brevità, uno dei canzonieri più alti del Novecento italiano.

Qui, in queste case-barche, pronte a salpare, si configura quell’aspirazione a un mondo ulteriore e felice che è una delle grandi forze animanti e ispiratrici della poesia di ogni tempo e luogo.

Edouard Manet “Sulla spiaggia” 1873

Sogni, speranze….

“Sono convinto che l’uomo davvero forte sia quello che conosce le proprie paure e debolezze, ma le sa capire, accettare, vincere. Conosce i suoi dubbi e tuttavia opera delle scelte.  (Akira Kurosawa)

………………………………………..

“Allorchè sul far della notte veggo la moglie del castaldo che recita il rosario col suo figliuoletto più grandicello fra le ginocchia seduta accanto al fuoco che cuoce la minestra, dimenando col piede la culla in cui dorme il suo bimbo, mi pare che la preghiera di quella buona donna, calma, serena, piena di riconoscenza per la felicità prodigatele dal buon Dio, debba salire a Lui assai più pura della mia.” (Giovanni Verga)

…………………………………………………..

“Noi abbiamo conversato in francese stentato,

mangiando banane abbrustolite, quella sera ai bordi della laguna.

Abbiamo usato vecchie parole dense per tutti e due, delle stesse immagini.

Lui mi ha parlato di sua madre, la sua è bianca la mia è nera,

ma hanno lo stesso gesto per accarezzare.

Io gli ho parlato del mio villaggio il suo è di pietra, il mio in paglia,

ma gli antenati hanno gli stessi silenzi.

Mi ha parlato della sua infanzia, lui l’ha vissuta sulla neve, io sulla sabbia.

Gli ho parlato del dolore, lui l’ha conosciuto ed anch’io.

Ma abbiamo le stesse lacrime per placarlo.

Gli ho parlato dell’aldilà, c’è il sole nel suo e dell’acqua nel mio,

ma là entrambi speriamo di incontrarci ancora.

La notte discreta ha inghiottito le nostre parole,

di noi non restava ai bordi della laguna, che la luce degli occhi

e l’oro delle banane. (Jean Dodo – Poeta della Costa d’Avorio)

…………………………………………..

“Lo scopo della mia vita era di diventare come il babbo e la mamma, puro e limpido come loro, come loro ordinato e superiore, ma la strada che conduceva a questa meta era lunga ed esigeva che si frequentassero scuole, si studiasse e si dessero esami; e quella strada attraversava sempre anche l’altro mondo, quello oscuro, nel quale poteva accadere di indugiare e sprofondare: Esistevano storie che narravano di figli perduti ai quali ciò era accaduto e io le avevo lette con passione. Vi si raccontava sempre di un solenne ritorno a casa e al padre come di una redenzione; io capivo benissimo che solo in ciò risiedeva il giusto, il buono, l’auspicabile.” (Hermann Hesse)

………………………………………..

“L’educazione della scuola! Ma una mezza bricconeria indovinata in famiglia, una scenetta vista nel buco di una serratura, una pagina di un libro dimenticato dal padre, distruggono gli effetti di sei mesi di morale parlata del maestro: e questo accade tutti i giorni.

Che serve che sentano di discorrere di virtù un’ora al giorno, se sentono, vedono, fiutano delle brutture da tutte le parti per le altre undici ore! Caro professore, una generazione non ne educa un’altra che con quello che fa, non ne otterrà mai nulla con quello che dice.” (Edmondo de Amicis)

“Il ragazzo che fin da principio comprende che il lavoro è la legge della vita, colui che sa, di buon’ora, che il suo pane non potrà essere guadagnato se non con il sudore della fronte, precetto della Bibbia, che è la regola dell’umanità, è probabilmente predestinato a grandi cose, perchè avrà un giorno, con la volontà, la forza di compierle.” (Jules Verne)

…………………………………………..

“Bisogna considerare che, in ciascuno di noi sono due i principi che ci governano e ci guidano, e ai quali andiamo dietro dovunque ci conducano; l’uno, innato, che è il desiderio dei piaceri, e l’altro, acquisito, che è l’opinione avente di mira il meglio.

Questi due principi in noi sono talvolta concordi, talaltra in lotta; e talvolta vince l’uno e talaltra l’altro. Quando dunque l’opinione, che mediante la ragione ci guida verso il meglio, prende il sopravvento, a tal sopravvento si dà il nome di equilibrio; quando invece il desiderio ci trascini, contro la ragione, ai piaceri e sia diventato in noi dominante, esso prende il nome di sfrenatezza.” (Platone)

………………………………………………

  “Sii volontariamente quello che l’albero è involontariamente” (Goethe).

……………………………………………….

chi è Gesù?

E’ questo un volantino di invito, consegnato a mano dai Testimoni di Geova,   durante la Settimana Santa celebrata dai fedeli cattolici.

Non ho partecipato a questo incontro di “scuola di pensiero”….comunque ho accettato la provocazione e mi sono personalmente interrogata, sulla Persona di Gesù e sulla relazione che ho con Lui. Non sull’immagine, convinzione, pensiero, o storia di un Uomo Misterioso, vissuto tanto tempo fa,….. ma su Colui che vive, mi ascolta e consola, tutti i giorni della mia vita.

Confesso che non ho un sereno rapporto con i “Capi” o “Maetri” della Congregazione dei Testimoni di Geova, sopratutto in questo periodo di dolore,  per la sofferenza e la perdita del caro cugino Graziano….(di fede agnostica).

La sorella di Graziano invece, è una fervente sostenitrice e una brillante studiosa…..che segue alla lettera ogni indicazione proclamata, per non sentirsi…..(addiritura)… un’IMPURA!

Per questo ha scelto per suo fratello, il funerale Geoviano. Ossia, l’accompagnamento della salma  dall’obitorio al cimitero, e la semplice lettura e sermone da parte di un loro “Maestro”, di un passo della loro Bibbia.

Pure per la mamma (credente-praticante della fede cattolica), aveva scelto il funerale Geoviano! Ossia.. la più pura e vera risposta di fede, ai comandamenti di Geova.

Mia cugina Lilli, vive nella tristezza, nella paura, nell’ansia dell’attesa dell’Apocalisse……non festeggia niente: né compleanni, anniversari, Natale o Pasqua o carnevale o ferie….Si è affidata ai “fratelli”, in caso di ricovero ospedaliero, bisogno di sangue, lettura del testamento delle sue volontà, dopo la  morte. Mia cugina attende la resurrezione dei corpi, quì sulla Terra, come “schiavi felici” di un potente Re.

Con lei non è possibile  un sereno dialogo, una comunicazione, un reciproco rispetto di un leggittimo pensiero. La “predicazione” è un suo dovere…per salvare il più possibile persone dannate, e in balìa dell’Angelo del Male.

Cosa ne pensate Voi, cari Amici, di questa Congregazione e di questa “Fede” dei Testimoni di Geova?

Ho bisogno di qualche consiglio….per il bene di mia cugina Lilli, rimasta sola e depressa…

Che si allontana dai parenti di altre confessioni, sempre di più. ….dicendo che anche Gesù, quand’era in vita, ha fatto così!

Purtroppo, il suo cuore è colmo di tristezza….non conosce la  gioia del cuore di San Francesco…..e non se ne accorge!!!!

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: