Carlo Goldoni

Maschere

A Carlo Goldoni spetta il merito di aver portato la commedia italiana alla realtà della vita e di averle dato un contenuto umano. Le sue centocinquanta commedie, scritte in gran parte in dialetto veneziano, hanno come personaggi tipi studiati bonariamente dal vero, sotto le vesti delle celebri maschere del Teatro dell’Arte.

Inoltre, mentre in quel tempo le commedie venivano scritte in riassunto, lasciandone lo svolgimento all’abilità degli attori, egli ne fece la completa stesura.

La vita del Goldoni fu assai movimentata e difficile. Nato a Venezia il 26 febbraio 1707, sarebbe dovuto divenir medico, secondo il desiderio del padre, che poi l’avviò invece all’avvocatura. Ma il giovane Carlo, attratto fin da piccolo dal teatro, dopo essersi laureato alternò l’esercizio della professione con la stesura di commedie. Dopo alcuni tentativi poco felici, egli trovò il suo estro e iniziò la fortunata serie delle sue commedie, scrivendone persino sedici in meno di un anno e delle migliori, come la <Bottega del caffè> e il <Bugiardo>. Altre famose sono <Arlecchino servitore di due padroni>, <La locandiera>, <Sior Todaro Brontolon>, <Le baruffe chiozzotte>, <I quattro rusteghi>, ecc.

Amareggiato dagli invidiosi, lasciò Venezia, e, dopo aver peregrinato per mezza Italia seguendo le compagnie di comici, nel 1762 si recò a Parigi, dove scrisse in francese e fece rappresentare <Il ventaglio> e <Il burbero benefico>, fra le più famose. Ma anche a Parigi la sua vita non fu facile. La Rivoluzione lo privò della pensione regia di cui godeva, riducendolo in povertà, e quando la Convenzione Nazionale ne approvò la restituzione, era troppo tardi. Carlo Goldoni era morto il giorno prima (06-02-1793).

Più grandi dell’amore

amore
più grandi dell’amore

“Il libro di Dominique Lapierre: “Più grandi dell’amore” è la storia di decine di eroi del nostro tempo, alcuni celebri, altri oscuri.

La storia di suor Ananda, la piccola indiana di Benares, destinata a diventare l'”angelo” dei tossicomani di New York; la storia di un immunologo di Los Angeles che nella Primavera del 1980 si imbatte nei cinque casi più sconcertanti della medicina moderna; la storia dei medici-detective reclusi per settimane in stanze di albergo per rintracciare la pista del virus misterioso. La storia di un monaco libanese che Madre Teresa ha unito spiritualmente a una delle sue Missioni della Carità; la storia di un’équipe di biologi parigini che per primi identificano l’agente responsabile dell’AIDS; la storia di un fotografo geniale che fissa sulla pellicola l’immagine del virus. Più grandi dell’amore è anche la storia di un virologo della North Carolina che isola il primo agente attivo contro il male; la storia di Madre Teresa che convince il sindaco di New York ad affidarle i detenuti colpiti da AIDS; la storia dei passeggeri di un volo Air France, che sorvolano l’Atlantico seduti su un miliardo di virus mortali; la storia delle giovani suore indiane provenienti dalle bidonville di Calcutta.

Più grandi dell’amore ci racconta, attraverso una folla di personaggi, la fantastica sfida raccolta dai medici e dai ricercatori del passato millennio.”

Ho conosciuto personalmente Dominique Lapierre, questo grande ricercatore delle epopee dell’umanità. In solo mezz’ora ho conosciuto tutta la sua squisita e straordinaria personalità. Vendevo a Venezia, vetro di Murano, e lui è entrato in negozio per comperare un’umile ricordo per un’amica di Calcutta. Come se ci conoscessimo da sempre, abbiamo dialogato sui grandi temi dell’esistenza, sull’arte dell’uomo, sul fascino della Natura e dell’Amore, ecc. Aiutandomi a confezionare il pacchettino, tagliava la carta e il nastro parlando di Madre Teresa con un’ammirazione indicibile.  Al confronto si sentiva un nulla…eppure il calore, la semplicità e simpatia, la genuinità, la pace interiore, l’affetto per l’umanità….sono un dono speciale che ha lasciato nel mio cuore.(R.P.)