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Canta Poeta

Calicantus

“Nella luce di questo lussureggiante giorno

di primavera, canta, poeta,

di chi passa oltre e non si ferma,

di chi ride correndo via,

senza guardare indietro…

Non sedere in silenzio, a recitare

la litania delle tue lacrime

e dei tuoi sorrisi passati,

Calicantus

non fermarti a raccontare i petali dispersi

nell’ultima notte, non andare in cerca

delle cose che ti sfuggono,

per conoscere significati oscuri,

entra nel giardino della vita,

nel sentiero fiorito dei tuoi giorni

dove la musica può nascere dalla loro profondità…”

(Rabindranath Tagore – Da Palataka)

Calicantus

“Sono ormai stinti, bagnati e logori

i primi petali profumati

di Primavera.

Presto,

col primo raggio di sole

e alito di vento,

voleranno ad abbracciare le sorelle

viole mammole

che,

timide,

 fanno capolino dalla vecchia

coperta di foglie secche…

per sorridere,

(anch’esse),

alla vita!

(Nives – Il mio giardino)

le rose

 ROSE IN FIORE DA 35 MILIONI DI ANNI

“La scoperta di alcuni frammenti fossili

nelle zone rocciose dell’Oregon e del Colorado,

ha permesso di stabilire

la data di nascita della rosa:

35 milioni di anni fa.

Da quell’epoca antichissima e ormai perduta nella notte dei tempi

le Rose hanno continuato a fiorire con lentissima, costante evoluzione

pur mantenendo intatti i caratteri essenziali di alcune specie.

Infatti le Rose a cinque petali,

che ancora oggi fioriscono spontaneamente

in quasi tutti i continenti,

sono simili alle prime specie apparse

nel periodo miocenico

ed idealizzate poeticamente

da antiche leggende.

Non soltanto poeti e cantori hanno chiesto alla Rosa funzioni di simbolismo

ma ancora tremila anni prima di Cristo egiziani e cinesi, greci e persiani

usavano offrire le prime Rose a fiore doppio a sacerdoti e guerrieri come segni di particolare distinzione.

Persino gli antichi finnici, i Tchoudes, mostrarono di prediligere la grazia perfetta e leggera

di questo fiore per coniare le loro monete imprimendovi un segno di rara stilizzazione.” (Gigliola Magrini)

gli agrumi

agrume d'oro

agrume d'oro

“Durante l’inverno, quando gli alberi, nudi e tristi, sembrano privi di vita, l’arancio conserva intatta la sua chioma:

e dalle fronde, di verde smalto, pendono i frutti maturi come globi rossi, i globi d’oro dell’albero di Natale.

Interi boschi di aranci ornano la nostra terra, che è tutta un bel giardino sul mare.

E nel giardino crescono rigogliosi anche il limone, il cedro, il mandarino: gli agrumi insomma, dalle foglie che non cadono.

Cadono, invece, i fiori o, meglio, i petali candidi; cadono come falde di neve, e ricoprono di un lieve mantello profumato

i prati intorno. Quella parte del fiore che rimane sui rami, diviene a poco a poco il frutto, dalla buccia grossa,

vivamente colorata, dalla polpa succosa, divisa in numerosi spicchi.

il sole d’Italia matura questi frutti meravigliosi…per la tua gioia, bambino!”

(Conosci il luogo ove il limon fiorisce,

splendon fra oscure foglie arance d’oro,

dal cielo azzurro lene vento spira,

placido il mirto ed alto sta l’alloro?)

…W. Goethe….

agrumi

globi rossi

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