Posts Tagged ‘Pianeta’

Addio 2017!…Benvenuto 2018!

“Tutte le condizioni della vita ci insegnano

qualcosa, e ci offrono l’occasione

di diventare migliori.”

(Giovanni Marchesini)

GRAZIE 2017

per gli imprevisti, le fatiche, i successi, i doni…il tempo Tuo che mi hai regalato!

Sei per me un Anno da non dimenticare!

 

Caro 2018

metà Pianeta già Ti festeggia!

Fra qualche ora arriverai anche in ITALIA…

(…. già sento botti, schiamazzi e danze!…)

Vieni…portaci tempo e occasioni per diventare migliori!

Sii TU un meraviglioso ANNO 2018

PACIFICO, PROSPEROSO, GENEROSO, LABORIOSO, SANO, VERO, GIUSTO, LIBERO, SORRIDENTE, UNICO!

BENVENUTO 2018!

AUGURI AGLI AMICI

E AGLI UOMINI DI BUONA VOLONTA’!

Nives

 

 

 

L’ombra di un sogno fuggente

“C’è un solo modo per conoscere Dio,

per conoscere una donna, un ragazzo, una città…

         – inginocchiarsi e guardarli da vicino” –

(Angelo Casati) 

“Se non puoi illuminare la notte con la conoscenza,

cerca di illuminarla con le delizie.”

(Gilberto d’Hoyland)

 

“Siamo migranti, senza riposo, senza sosta, sempre in cammino.

Esiliati, costruiamo i nostri nidi negli alberi del futuro.”

(Rubem Alves)

 

“….che è mai la vita?

E’ l’ombra di un sogno fuggente.”

(Giosuè Carducci)

La Nostra Storia

“….la Nostra Generazione Determinerà il Futuro di Questo Pianeta….”

-Riusciremo ad esserne consapevoli…in tempo?-

Nives

Nutrire il Pianeta

EXPO DEI POPOLI 2015

L.FAHSER, alla Conferenza presso la Facoltà di Scienze Forestali dell’Università di Freiburg, racconta come un progetto in Brasile, dichiaratamente rivolto all’autosufficienza e alla soddisfazione dei bisogni di base, abbia finito per distruggere sia la foresta sia la comunità che intendeva sostenere:

“Con la creazione della prima facoltà di Scienze forestali e l’istituzione di una cattedra sui moderni saperi silvicolturali, si è raggiunto un punto fermo per le foreste del Brasile. Una maggior conoscenza dell’economia ha incoraggiato gli studiosi ad andare in nuove direzioni; la foresta naturale, con le sue molte specie, è stata sostituita con imponenti piantagioni di abete e di eucalipto; i lavoratori – deboli ed inaffidabili, in quanto esseri umani – sono stati sostituiti da potenti macchinari per il taglio degli alberi; catene montane fino ad allora inviolate sono state conquistate, usando gru di corda, come elegante mezzo di trasporto.

Dal momento in cui è iniziato l’aiuto allo sviluppo delle foreste, la superficie forestale del Paranà si è ridotta dal 40% all’attuale 8%; sono aumentate la steppa, l’erosione, le inondazioni stagionali: Gli esperti più qualificati del Brasile hanno ora spostato il loro interesse sull’Amazzonia del Nord, dove c’è ancora abbondanza di foreste e dove essi sono in grado di “sperimentare” piantagioni di alberi di cellulosa (per esempio, Gmelina arborea), con periodi di rotazione di appena sei anni.

Che è successo alla popolazione locale nei vent’anni circa del progetto, a quelle persone i cui bisogni fondamentali dovevano essere soddisfatti dal progetto, che diceva di volerli aiutare ad aiutare se stessi? Il Paranà ha sostanzialmente perso tutte le sue foreste ed è ora ricoperto di agricoltura meccanizzata. La maggioranza degli Indios e degli altri lavoratori, che vivevano in quell’area a livello di sussistenza o come piccoli coltivatori, sono silenziosamente scomparsi, sono diventati poveri e sono andati ad ammassarsi nelle favelas attorno alle grandi città. Nella silvicoltura prevale ora l’unità produttiva ad alta intensità di capitale, secondo il modello meccanizzato dell’America del nord e della Scandinavia. Bastano ora gli esperti, e pochi salariati nei periodi lavorativi di punta.”

(Brano tratto dal saggio – MONOCOLTURE DELLA MENTE – “sistemi di sapere come sistemi di potere” di Vandana Shiva)

fiume-amazzonia

CONFINI CHE UNISCONO

Forse abbiamo bisogno di una conversione profonda!

“Partirono cantando, i pochi che tornarono…ancora cantavano”

La canzone del Fiume Piave

Noi crediamo

 

gentilezza

“Noi crediamo che in un mondo che tende alla disumanizzazione, abbiamo più che mai

bisogno di gentilezza. Verso noi stessi, gli altri, il pianeta.

ricerca della gentilezza

Noi crediamo che essere gentili voglia dire essere rispettosi nei confronti

di tutto quello che ci circonda: persone, animali, ambiente.

rispetto per l'ambiente

Noi siamo convinti che l’era dell’aggressività e del

“ciascuno per sé” sia tramontata.

Gentilezza

Noi crediamo che sia arrivato il momento di affrontare la vita con più dolcezza,

più comprensione, più attenzione.

cura e attenzione

Noi crediamo che essere gentili significhi essere parte attiva di un processo

di miglioramento dell’esistenza di tutti.

la-ricerca-della-gentilezza

Noi crediamo che la gentilezza sia una forza interiore e una forma alta d’intelligenza.

GENTILEZZA-RID-420x250

Noi crediamo che la gentilezza sia una capacità che si possa apprendere.

gentilezza

Noi crediamo che la gentilezza sia contagiosa e, di conseguenza, trasmissibile.

gentilezza

Noi siamo convinti che la gentilezza debba concretizzarsi in piccole azioni.

gentilezza

Noi crediamo che tanti piccoli atti di gentilezza cambieranno il mondo.”

(Anonimo)

fratellanza

antico castello

Ogni Castello (come ogni campanile), identifica una genealogia, una stirpe, una personalità, la storia di una persona, una famiglia o di un popolo.

Torri e guglie del Castello…sono come i rami dell’Albero genealogico, sono sostanza di un’appartenenza…sono volto di seme e destino…. di volontà e  alterità…

I Castelli come “Alberi secchi”…o fioriti e carichi di frutti…Piantati in giardini di vita o in deserti aridi di egoismo e morte.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: