O Febbraio piccino

“Se ridi, o febbraio piccino,

col sole sia pure di un dì,

è un riso che dura pochino,

pochino, pochino così.

Appena quel tanto che basta

a far cantare le gronde

dell’acqua mutevole e casta

che lascia la neve che fonde.

Ma basta quel primo turchino,

quel po’ d’intravista speranza,

a dare una nuova fragranza

al cuore e al destin.”

(RENZO PEZZANI)

“Nugoli, vento, neve, acqua, tempesta!….

E’ arrivato Febbraio, Febbraretto! – Ah, Febbraretto, corto e maledetto –

gli gridan tutti: – Vattene alla lesta! –

Corre via Febbraretto e sembra dire:

– Allegri, che l’inverno è per finire -.

E allegro, per il colle e per il piano,

ora pota le viti il buon villano,

mentre le vie, le piazze cittadine,

empie un gaio vociar di mascherine.”

(U.GHIRON)

potatura

 

Acquerello

è mite il giorno
l'occhio ridente

“Gioca una schiera

di bambini sul prato. E’ mite il giorno.

Piena di luce e di carezze, intorno

aleggia Primavera.

Ridono i cieli

e l’erbe nuove; senza fronde, pura,

biancheggia la virginea fioritura dei mandorli e dei meli.

A le finestre

schiuse a la gioia de l’aria e del sole,

portano i venti olezzi di viole,

di timo e di ginestre.

Svolano canore

le rondini, che amor tutte conduce;

salutano coi freschi inni la luce,

il nido, il bimbo, il fiore.

e sono belli

I bimbi, e v’è fra lor la mia piccina

che, incerta ancor di passo, una manina

tende ai grandicelli.

Timidamente

coglie primule d’oro, e poi pispiglia;

e le brilla d’ingenua meraviglia

il bruno occhio ridente.”

(A. Negri)