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Cosa ti manca per essere felice?

SIMONA ATZORI

simona atzori

“Perché ci identifichiamo sempre con quello che non abbiamo,

invece di guardare quello che c’è?

Spesso i limiti non sono reali, i limiti sono solo negli occhi di chi ci guarda.

E’ nostra responsabilità darci la forma che vogliamo,

liberarci di un po’ di scuse e diventare chi vogliamo essere,

manipolare la nostra esistenza perché ci assomigli.

http://www.simonarte.net/ctmxef.html

Non importa se hai le braccia o non le hai,

se sei lunghissimo o alto un metro e un tappo,

se sei bianco o nero, giallo o verde.

La diversità è ovunque, è l’unica cosa che ci accomuna tutti.

Io credo nella legge dell’attrazione:

quello che dai ricevi.

Se trasmetti amore, attenzione, serenità,

se guardi alla vita con uno sguardo costruttivo,

se scegli di essere attento agli altri e al loro benessere;

se conservi le cose che ami e lasci scivolare via quelle negative,

la vita ti sorriderà.

Se avessi avuto paura sarei andata all’indietro, invece che avanti.

Se mi fossi preoccupata mi sarei bloccata, non mi sarei buttata,

avrei immaginato foschi scenari e mi sarei ritirata.

Invece ho immaginato.

Adesso sono felice, smodatamente,

spudoratamente felice.

Ed è una gioia raccontarla,

questa mia felicità.

(Simona)

Nebbia

(Richard Bach da – ILLUSIONI-)

“Mai

ti si concede un desiderio

senza che inoltre ti sia concesso

il potere di farlo avverare.

Può darsi

che tu debba faticare per questo,

tuttavia.”

Nebbia

Satinato calice

Ombre…

…che si sfiorano appena

Pianura

Bacio fugace

Treno

Ora

Mare

Voglia di Silenzio

“Ogni atomo

di silenzio

è la probabilità

di un frutto maturo.”

(Paul Valéry)

Sogni

Kandinskij

“Un sogno sembra un sogno fino a quando non si incomincia da qualche parte,

solo allora diventa un proposito,

cioè qualcosa di infinitamente più grande.”

(Adriano Olivetti)

Kandisky

“Dimmi come vivi un giorno ordinario, un giorno qualsiasi

e ti dirò quanto vale il tuo sogno del domani.”

(Pedro Casaldaliga)

Kandinskij

Scrutare l’ignoto

bocciolo di margherita

“Si ha come paura di mille cose, dei dolori, dei giudizi, del proprio cuore, del risveglio, della solitudine, del freddo, della pazzia, della morte…specie di questa, della morte. Ma tutto ciò è maschera e travestimento. In realtà c’è una cosa sola della quale si ha paura: del lasciarsi cadere, del passo incerto.

pratolina

Io sono un parto della natura lanciato verso l’ignoto, forse verso qualcosa di nuovo o forse anche verso il nulla, e il mio compito consiste unicamente nel lasciare che quel parto si evolva dal profondo, nel sentire dentro di me la sua volontà e nel farlo mio.

capolino di margherita

Chi una volta sola si è donato, chi una volta sola si è affidato alla sorte, questi è libero. Egli non obbedisce più alla legge terrena, è caduto nello spazio universale e partecipa alla ridda delle stelle.”

(Hermann Hesse)

prato di margherite

“COR HABEO”

cuore amore

“La cartolina trova spazio nell’unica fessura di quel vagone piombato.

Lo percorre all’inverso volando, quasi per salutarlo, poi scivola verso terra finché trova l’appoggio di un prato.

Qualche giorno dopo un contadino la intercetta per caso nella scia di una falce. La spedisce così al mittente, pensando che l’abbia perduta. Ma Etty Hillesum non potrà rileggerla. Morirà ad Auschwitz pochi giorni dopo aver affidato al vento quel suo ultimo pensiero: “Abbiamo lasciato il campo cantando”. 

Vorrei seguire con voi la scia di questa cartolina per provare a dire qualcosa sul coraggio.

Mi aiuta una riflessione di Giovanni VannucciIn un suo incontro il monaco di Stinche utilizza le leggi della fisica per spiegarci come si muove la vita.

sasso cuore

Prendete una pietra, ci dice, e poi lasciatela. Cade a terra, naturalmente, per effetto della legge di gravità.

Araucaria_Excelsa_Seeds

Guardate invece una pianta. Ha un peso simile a quello di un solido, ma un movimento contrario: non scende giù, ma sale, indirizzando verso l’alto i rami e le foglie: è la vita che ha dentro che fa la differenza. Ciò che è inanimato si muove verso il basso, ciò che è vivo segue direzioni diverse: “la vita – ci dice Vannucci – consiste in una prodigiosa violazione di tutte le leggi del mondo fisico”.

attraverso il cuore

Nella nostra realtà quotidiana la forza di gravità è rappresentata da mille motivi che ciascuno di noi ha per scivolare giù: pesantezza, limiti, paure, destini avversi. Un pool di forze che, con concentrazioni diverse, ci invitano a mollare, a lasciarci cadere. Questa corrente dal pollice verso, specie quando le cose non vanno, ci sembra la più naturale, inevitabile come una legge della fisica.

cuoricino

Eppure,  se ci guardiamo intorno, ci accorgiamo che non è tutto così scontato, anzi notiamo spesso che proprio dove il peso delle situazioni negative cresce, sale anche la spinta ad opporvisi, che dove sembra inevitabile la disperazione, trova spazi imprevisti la speranza.

Ecco il coraggio : il coraggio consiste nell’ostinata scelta della direzione contraria a quella che ci viene impacchettata dalla sorte, nell’opposizione coriacea alla forza di gravità dell’appiattimento, del realismo cupo, dell’apatia.

sguardo sul mondo

il coraggio segue la vita sempre, anche quando farlo sembra inutile. A chi scrive quel biglietto Etty, durante il trasferimento dal campo di Westerbork al lager polacco? Lo scrive a chiunque possa raccoglierlo, lo scrive per piantarlo nella vita di chi resterà. “Abbiamo lasciato il campo cantando”  non sono le parole di un addio, è la frase di chi vuol far presente che non si può arrestare mai il movimento di ascensione dell’uomo.

sassi cuore

Non è una questione di eroismo. Al contrario: se notiamo poco coraggio intorno a noi è perché il coraggio è così sparso nel nostro vivere quotidiano, che spesso non lo riconosciamo.

Il coraggio è quello di chi affronta a viso aperto una malattia sua o di un famigliare, di chi ha perso tutto ma ricomincia, di chi, se vede un’ingiustizia, la denuncia.

E’ un coraggio che opera forse di più in dimensioni intime che pubbliche, ma che c’è, esiste, tutti ne possiamo disporre.

cuore d'acqua

La radice etimologica della parola coraggio è “COR HABEO” – “ho cuore” . Se ci pensate è proprio il cuore l’organo che, primo, marca la differenza tra ciò che è inanimato e ciò che è vivo.

Davanti alle analisi più cupe del nostro presente e delle sue crisi, ricordiamoci che abbiamo a disposizione una risorsa fatta di cuore, per questo capace da sola di ribaltare tutto. persino la forza di gravità.”  (Massimo Orlandi)

cuore di cielo

Filastrocca

FILASTROCCA NEL CESTELLO…

filastrocca del cestello

…quel ch’è buono quel ch’è bello!

Buono è il latte zuccherato

latte zuccherato

e il miele profumato

miele profumato

Le albicocche e le susine

cestello di frutta

Le ciliegie porporine

ciliegie porporine

Fresche fragole e lamponi

fresche fragole e lamponi

Tanti frutti tutti buoni

frutta

Per la gioia dei bambini

stupore e meraviglia

anche due cioccolatini.”

cioccolatini-tea-time

BUON APPETITO!!!

DA ZIA GENOVEFFA

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