Fede Poeta

“Padre guardami

e resta accanto ai miei occhi

dimmi cosa nasconde la bellezza

cosa geme sotto quello che tocchi.

Padre

di misericordia che scioglie

e di tenerezza che avvolge

di silenzio che calma

e di amore che sveglia

di silenzio che calma.

Padre alzami

e rincalza il mio fuoco

scorra nelle mie vene

nuova dolcezza

capriole di bimbi al tramonto

segnino la via.

Padre toccami

sfiora il mio viso

cadano semi dalle mie mani

senza paura

per ogni vita e ogni cosa che

cresce.

Padre abbracciami

da respirarti a fondo

come vento gentile

come sole che scalda

sii per me alba nuova di luce. “

(Luigi Verdi)

campagna

Arcobaleno

arcobaleno

“Arcobaleno, bandiera del cielo,

fanfara di sette colori,

arcobaleno

nunzio del sereno,

vorrei passare trionfatore

sotto il tuo arco multicolore.

arcobaleno

Arcobaleno, mirabile seta,

vorrei cucirmi un vestito di gala,

sottile come un velo,

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per camminare stasera

lungo le strade del cielo.

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Arcobaleno, che festa

quando appari nuovo e lucente

dopo la nera tempesta!

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Sembri un ponte giocondo

gettato a un dolcissimo mondo.”

(Graziella Ajmone)

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Piccole “oasi” di Solidarietà

poveri della città

“Guardare la città con gli occhi dei poveri è un’esperienza strana. Lo sguardo non si lascia catturare dalle vetrine ammiccanti, ma scruta gli angoli in cerca di un posto dove posare i cartoni per la notte. Le altre persone non sono un fastidio, per il traffico, per la folla nello shopping, ma una risorsa quando si fermano a dare una mano o scambiare una parola, oppure un pericolo quando alzano la voce per insultare, per giudicare, per scacciare. E la città dei poveri è un luogo spesso inospitale, dove è difficile orientarsi. Un deserto, in cui oasi di aiuto sono rare come un miraggio.

fraternità

Ed è proprio per aiutare chi affronta momenti di difficoltà ad orientarsi tra i luoghi di aiuto e solidarietà genovesi che la Comunità di sant’Egedio ha pubblicato la quindicesima edizione della guida “Dove mangiare, dormire, lavarsi”, un’agile pubblicazione che qualcuno, con gioco di parole ironico ma efficace, ha chiamato “La guida Michelin dei poveri”

poveri

…Sfogliando il libretto, ci si imbatte nella galassia ampia e variegata della solidarietà a Genova, scoprendo come, in tempi di crisi del volontariato, la nostra città “tiene”, perché le strutture e il personale sono evidentemente più numerosi che in altre città italiane. Si trova chi a Genova offre cibo, accoglienza, posti per lavarsi e cure mediche alle persone in difficoltà, ma anche importanti informazioni su temi quali la detenzione, la tossicodipendenza, l’immigrazione, l’accesso alla casa, alla pensione e al lavoro.

pasto per i poveri

Ma è sopratutto la nutritissima sezione dei centri di ascolto, oltre ottanta, che disegna la mappa di una città solidale, che anche in tempo di crisi non dimentica chi è povero, in modo particolare grazie alle parrocchie e ai vicariati. “La povertà cresce con la crisi, ed è ormai forse inutile distinguere tra nuovi e vecchi poveri” afferma Roberta Graffione, che per la Comunità di sant’Egidio coordina le attività del Centro Genti di Pace, “quando ormai al nostro centro si intrecciano storie di stranieri, di anziani, di disagio psichiatrico e di povertà. e chi è aiutato a sua volta, appena possibile, aiuta altri”.

disagio

 Il problema è che la povertà aumenta e cambia e le risposte di oggi non possono essere le stesse di ieri. Il boom di persone aiutate nei centri sant’Egidio, mostra che le necessità crescono più dell’aiuto: se nel 2007 le persone che si recavano in via Vallechiara per ricevere il pranzo al sacco erano circa venti ogni giorno, oggi sono centocinquanta. Una domanda chiara, per i volontari della Comunità: “Questo dimostra che a Genova c’è bisogno di una nuova mensa” spiegano, “che fornisca invece che panini, un pasto caldo, che fa più piacere e ha un costo minore. Noi ci attendiamo che le istituzioni ci diano un locale, poi al personale e all’organizzazione, possiamo pensarci noi.” SERGIO CASALI  (Da “Guida sant’Egidio per i senza dimora”) 

pasto per i poveri