Costanza

vecchia barca

“Un pescatore si lamentava perché la sua barca era troppo vecchia. -Non mi arrischio ad andare al largo, e prendo poco pesce. Per di più, perdo tempo e fatica a vuotare continuamente acqua.

vecchia barca

– Che cosa dovrei dire io? – osservò Martino. – La mia barca ha cinque anni più della tua, e un giorno o l’altro mi si sfascerà in mezzo al mare. Ce ne vorrebbe una nuova…

lire

– E chi ci dà i denari? – ribattè Natale. – Siamo due disgraziati. (Per dimenticare le disgrazie, Natale fumava tutto il giorno, e di sera, quando non era in mare, andava all’osteria.)

pescatore

Là, in quello stambergone, si ritrovavano molti pescatori a bere e a giocare. Anche Martino per molto tempo aveva frequentato quella compagnia, ma poi non lo videro più. Il padrone della vecchissima barca incontrava Natale sulla riva o in mare.

– Quanto hai speso ieri sera? – gli domandava.

– Duecento lire di vino, e trecento perdute a scopone.

– E per il fumo?

– Duecento lire i  tutto il giorno. Faccio economia.

lire italiane

La moglie di Natale, qualche volta, si sfogava con Martino a proposito di quelle economie. – In casa ci manca tutto, – diceva – e a lui non bastano sette o ottocento lire al giorno per i vizi. ( Povera donna! Aveva un viso sparuto da far pietà.) Passarono due anni.

barca da pesca

In una luminosa mattinata di maggio, si è radunata una folla sulla spiaggia per godersi lo spettacolo di una bella barca nuova che scendeva in mare. Era grande, verniciata di azzurro e di bianco. Toccò felicemente le onde, si risollevò, dondolò beata; a bordo stava il padrone: Martino. Il ragazzo spiegò la vela, e la barca si allontanò dolcemente: sul fianco spiccava il suo nome: COSTANZA.

moneta d'oro

Quando si incontrarono in mare, Martino rideva, e Natale sulla sua barcaccia sconquassata non finiva di meravigliarsi. – Ma come hai fatto? – Ho fatto con i tuoi soldi, – rispose Martino – e perciò ti devo ringraziare! Mi spiego: giorno per giorno, ho messo da parte tutto quello che tu spendevi in fumo, in vino, in giuoco. Ci è voluta della pazienza e ho dovuto fare dei sacrifici…Caspita! Che vita dura bisogna sopportare per divertirsi come fai tu! Basta! Ci sono riuscito; e senza guastarmi la salute all’osteria, ho raggranellato quanto occorreva per comprare questa bella barca.

monete anticchissime

Natale sospirò. Guardava la barca nuova con ammirazione. Lesse il suo nome e disse: – E’ proprio quello che ci vorrebbe a me: la costanza! – Prova! ribattè Martino. – Se non si comincia, non si finisce mai!

Fortitude

La Bayadère

Opera scelta dal CENTERSTUDYBALLET

per il Saggio di fine anno di Danza Classica.

Presso il TEATRO TONIOLO di Mestre- Venezia, il 2 giugno 2014

ANITA  ha interpretato una baiadera della DANZA DEI VENTAGLI.

(Musiche di LUDWIG MINKUS)

PRIMO ATTO (Prima scena)

Solor incarica il fachiro di comunicare a Nikia che l’attenderà al tempio. Intanto le baiadere ballano per il rito dell’adorazione intorno al fuoco. Le baiadere, tra cui la bella Nikia, eseguono le danze sacre.

Il Gran Brahmino dichiara a Nikia il proprio amore, giurando di deporre ai suoi piedi tutte le ricchezze dell’India, ma ottiene il fermo rifiuto della ragazza. Intanto, quando è scesa la notte, Solor e Nikia, si ritrovano al tempio. Nonostante la sorveglianza del fedele fachiro, che veglia sul loro incontro, il Grande Brahmino riesce di nascosto ad ascoltare la loro conversazione, il giuramento di fedeltà eterna di Solor, la proposta di fuggire insieme.

(Seconda scena)

Il mattino seguente il Rajah annucia alla figlia Gramzatti  che oggi potrà finalmente vedere l’uomo da lui sceltole come promesso sposo: il coraggioso Solar. Il Rajah presenta i due giovani e li dichiara ufficialmente fidanzati.

Solor è colpito dalla bellezza di Gamzatti, ma il ricordo di Nikia e del giuramento fattole lo tormenta. Il Rajah decide che Solor e Gamzatti si sposeranno e la baiadera dovrà morire…Intanto, Gramzatti convoca Nikia per comunicarle che dovrà danzare alla sua festa di nozze e le mostra il ritratto del fidanzato. Alla vista di Solor, Nikia si rifiuta di danzare, grida che Solor ama solo lei, rifiuta sdegnosamente i regali che Gamzatti le propone perché rinneghi il proprio amore, afferma che preferisce morire piuttosto che rinunciare a Solor e, in un impeto di disperazione, cerca di pugnalare Gamzatti.

 

 

SECONDO ATTO

Nel giardino del palazzo del Rajah si sta celebrando la festa nuziale.

Nikia deve intrattenere gli ospiti danzando, ma non riesce a nascondere il dolore e la delusione. Quando una damigella le consegna un cesto di fiori a nome di Solor, la danza della baiadera si colma di incontenibile gioia ma, all’improvviso, viene morsa da un serpente, nascosto tra i fiori. Morendo, Nikia intuisce l’inganno e comprende che ad ucciderla è la vendicativa Gamzatti. Il Grande Brahmino le promette guarigione, ma la baiadera rifiuta, fedele al suo amato Solor. Mentre Nikia muore, Solor va via con Gamzatti.

TERZO ATTO

Inconsolabile e tormentato dal rimorso, Solor prega il fachiro di distrarlo dai suoi tetri pensieri. Sotto l’effetto dei fumi del narghilé, Solor sprofonda nel mondo dei sogni e vede Nikia. Per Solor il mondo reale cessa di esistere e l’ombra della splendida Nikia lo trascina con sé…

OPERA GRANDIOSA

CONSIGLIATA!