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Il teorema dei 4 cantoni

“Per poter leggere i segni dei cambiamenti sociali di questi ultimi anni che ci trovano completamente spiazzati, specie di fronte ai giovani, occorrono delle chiavi di lettura ….”

“Anch’io ho le mie teorie. Non sono importanti e scientifiche come quelle di Galileo, ma hanno un loro dignitoso spessore. Una di queste si intitola: “Teorema dei quattro cantoni”.  In sintesi vorrei dimostrare, deducendo da esperienze molto convissute, quali sono i profondi cambiamenti che hanno caraterizzato gli ultimi trenta o quarant’anni della vita italiana. La chiave di lettura non è politica, sociologica, economica, ma pedagogica.

Annuncio i quattro cantoni:

4 –

La donna

Dalla seconda guerra mondiale in poi, è passata da angelo del focolare a persona investita a 360° nella vita e nelle vicende quotidiane. Le donne nella civiltà contadina erano sopratutto madri, partorienti infaticabili ed esaurivano tutta la loro vita attorno alle facende domestiche. Negli anni ’70 con le battaglie sui diritti e sulle pari opportunità la donna è passata dalle periferie sociali al centro, con tutte le conseguenze che comporta.

1 –

La televisione

E’ entrato pesantemente dentro le nostre case un ospite inquietante che nel giro di pochi anni da ospite si è trasformato in padrone. Ne stiamo dicendo peste e corna. E’ stata forse una delle scoperte più interessanti del secolo scorso, ma non riusciamo a collocarla negli spazi giusti, nei tempi giusti e con il giusto peso. Urge una riflessione generale, no viscerale e tanto meno ideologica. Nei dintorni della televisione, nel frattempo, ha preso piede tutto quello che oggi chiamiamo informatica: dal telefonino ad Internet, dal computer ai videogiochi. Arrivano segnali preoccupanti proprio dal computer. Renderebbero patologicamente dipendenti ragazzi, stregandoli o immergendoli full time nel mondo virtuale. Sarebbe molto più facile da vivere e molto meno impegnativo da affrontare. Vedi gli ultimi fenomeni denominati hikikomori.

2 –

L’adolescenza

E’ esploso da poco tempo questo fenomeno trasformando l’adolescenza dei nostri ragazzi da periodo breve ed elitario alla stagione più strategica. Se vogliamo fare un paragone di tipo naturalistico-ecologico: l’adolescenza è la primavera della vita. E’ entrata così a far parte delle nuove morfologie vitali la quinta stagione: infanzia, adolescenza, giovinezza, adultità, vecchiaia (cosidetta terza età). Ripeto : è un fenomeno nuovo e ancora non sufficientemente esplorato. Noi educatori abbiamo sempre parlato di seconda nascita senza applicarne le straordinarie e positive conseguenze. Oggi, facendoci del male, siamo più portati a discutere di branchi, di bullismo, droghe, discoteche, pornografia, violenza, strafottezza invece che goderci i figli come torrenti in piena, aquiloni coloratissimi, puledri scatenati, alberi giganteschi alla ricerca del loro pezzo di cielo e del loro sentiero centenario.

3 –

La crisi dei padri

E’ un mio pallino sul quale vado ogni volta picchiando la testa. Purtroppo trova sempre più conferme nelle cronache e nelle storie dei nostri giorni. Dentro la crisi dei padri non voglio dimenticare la terribile fragilità nella quale sopravvive l’intera famiglia. Se i padri fossero meno mammi, amanti, peter pan, babbi (non è un errore), padri part-time, ma capissero che l’adolescenza è il loro tempo e che la seconda nascita dei figli deve trovare sopratutto loro come protagonisti, ci sarebbero meno problemi e più serenità nell’intero quadro politico, sociale e scolastico, ricreativo e religioso. Ho usato un giochino dei miei tempi per farvi capire come sta cambiando il tessuto nel quale noi, senza accorgerci, collochiamo le vicende quotidiane. Se partiamo dai quattro cantoni per leggere quanto accade nella scuola, nella politica, nel tempo libero e nella famiglia abbiamo alcuni riferimenti in più non per spaventarci ma per progettare meglio il nostro domani.”

(Don Antonio Mazzi – 2009)

Il Ritmo che guida il mondo

Appartiene alla DONNA!

“La funzione della Donna è quella passiva del suolo, che non solo aiuta l’albero a crescere, ma mantiene la sua crescita entro certi limiti. L’albero deve provare l’avventura della vita, innalzare e allargare i suoi rami da ogni parte, ma i suoi più profondi legami sono con la terra, e ciò l’aiuta a vivere. Anche la nostra civiltà deve avere il suo elemento passivo, una base larga e stabile; non dev’essere solo crescita, ma crescita armonica. Essa deve avere tempo, una misura di tempo. Il tempo non è un ostacolo; è ciò che le sponde sono per il fiume: esse guidano la corrente che altrimenti si perderebbe nella palude. E un Ritmo, il Ritmo che guida il mondo, nei suoi movimenti, verso la verità e la bellezza.”

(Rabindranath Tagore – da “Il mondo della personalità)

matrioske

 TANTI AUGURI AD OGNI DONNA 2016!

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