“Guard rail morale”

Gino Covili mangia la mela

Giacomo Samek Lodovici

“Le norme negative assolute enunciano le esigenze morali minimali e rappresentano come una sorta di “guard rail morale”: come un conducente si danneggia fisicamente se oltrepassa il guard rail, così l’essere umano che si autoconduce a trasgredire queste norme negative si danneggia moralmente, e talvolta anche fisicamente (se si droga, se si suicida, ecc). Dal canto loro le norme affermative esprimono le esigenze morali più alte: ciò vale in particolare per le norme relative all’amore. E, ancora, se già le norme affermative hanno il primato nella vita umana, perché le norme non sono fini a se stesse, bensì indicano all’uomo come raggiungere la sua fioritura, il suo compimento: se sono valide e non infondate, sono come dei segnali stradali, perciò non sono la destinazione dell’umano cammino verso il proprio compimento, né sono sufficienti per giungerci, comunque indicano la direzione per arrivarci. Solo che la indicano a grandi linee:  per comprendere più precisamente le tappe del viaggio e pervenire sia alle varie tappe sia al fine ultimo dell’uomo, abbiamo bisogno delle virtù etiche, della saggezza (imprescindibile per sapere come agire moralmente bene in una situazione concreta), della grazia soprannaturale, a volte anche della filosofia morale, dell’educazione buona e di altri fattori.”

(Da “Filosofia-Formazione”; in “Il Timone”, Milano, marzo 2017, p. 42)

Virtù

 

(Le immagini sono tratte dal Web)

Il risparmio

Poesia di  M.DANDOLO

Risultati immagini per salvadanaio

“Dice la sabbia fine in riva al mare

– Unisci granellino a granellino,

e avrai la spiaggia immensa

dove l’occhio si perde a riguardare. –

Dice una stella in cielo: – Che sono io?

Un lumicino. Ma con le sorelle

divento il firmamento,

lodo in eterno la bontà di Dio. –

E la formica dice: – Non è tutto

questo chicco che porto a casa mia!

Ma insieme ad altri chicchi

è la provvista per il tempo brutto. –

E in cuor all’uomo la saggezza dice:

– Tu spendi oggi la piccola moneta,

che un giorno, unita a mille,

potrà bastare a renderti felice.

Frena adesso un capriccio e un giorno avrai

un bene vero; chiudi nella terra

oggi un chicco soltanto,

e una spiga domani troverai.”

Risultati immagini per spiga di grano


 

 

Chiamati dal futuro

“Il fiume comincia con la prima goccia d’acqua,

l’amore con il primo sguardo,

la notte con la prima stella,

la primavera con il primo fiore.”

(Primo Mazzolari)

Coppia di cigni

“Il futuro entra in noi molto prima che accada”

(Simone Weil)

“Il tempo vitale, il tempo vissuto,

non parte dal passato verso il presente

ma parte dal futuro verso il presente.

Il seme che cresce nei nostri campi

perché sviluppa ora le sue radici?

Perché c’è il tempo vivente

che lo chiama dal futuro,

e il grano che cresce

“sogna” la figura, la spiga,

che un giorno riuscirà a raggiungere

nella sua maturazione.

Il presente è una risposta

nella vita concreta, nel reale,

agli appelli che ci vengono dal futuro.”

(Giovanni Vannucci)

Nuova vita sul fiume Sile

Brani scelti dal libro:

“Il futuro ha un cuore di tenda”

di Ermes Ronchi

 

Io sono libero

 

“Quando l’abitudine

ci fa perdere la libertà,

lasciamo che le nostre unghie

graffino le pareti di cemento

in cui ci siamo rinchiusi

per trovare il cielo

e aprirci ad un libero sguardo.

Chi ha salde radici

non soffre la gravità,

non si vergogna

di andare con il vento,

riesce a cantare nella notte.

In quei momenti

è come se una scintilla divina

tagliasse le vene della libertà

e tutto si riempisse di luce.”

(Luigi Verdi)

Non voglio più andare

 

 

“Signore, non voglio più andare alla loro scuola.

Fa, te ne prego, che non ci vada più.

Voglio seguire mio padre tra i sentieri della foresta,

dove si muovono gli spiriti che ogni alba viene a cacciare.

Voglio camminare a piedi nudi

attraverso i sentieri della terra rossa.

Voglio fare la mia siesta appoggiato ad un mango

e svegliarmi quando, laggiù, fischia la sirena dei bianchi.

Signore, non voglio più andare alla loro scuola.

Fa,te ne prego, che non ci vada più.

Dicono che è necessario che un piccolo africano ci vada

perché diventi uguale ai signori della città,

a quei signori “come si deve”.

Preferisco…ascoltare nella notte

la voce rauca di un vecchio che, mentre fuma,

racconta le storie di Zamba e di compare Coniglio

e molte altre che non sono nei libri…

E poi, è troppo triste la loro scuola…

triste come quei signori della città,

quei signori “come si deve”

che non sanno più danzare la sera,

che non sanno più camminare a piedi nudi,

che non sanno più narrare i racconti durante le veglie.

Signore, non voglio più andare alla loro scuola.”

Guy Tirolien

(di Lakota, Costa d’Avorio)