Fontane

“Ci si chiede:

– Ma come è possibile

che questa fontana Speranza scorra eternamente,

eternamente giovane, fresca, viva -.

Dio dice:

– Brava gente, ciò non è poi così difficile…

Se fosse con acqua pura

che essa avrebbe voluto fare fonti pure,

non ne avrebbe mai trovate abbastanza

in tutta la mia creazione.

Ma è proprio con le acque cattive

che essa fa le sue fonti di acqua pura.

Ed è per questo che non le manca mai.

Ma è anche per questo che essa è la Speranza…

Ed è il più bel segreto

che esista nel giardino del mondo.”

(O. Maillard)

Seducente mela,

INGANNO E POTERE

mela(di Franco Cardini)

“La maga bellissima assume le sembianze di un’innoqua vecchietta e porge all’ingenua Biancaneve (pura come la neve, appunto) un goloso frutto da mordere. mela 1

Quella vecchia incarna la natura femminile stravolta dal peccato. E’ l’Eterno Femminino orribile in quanto traduzione estetica del Male assoluto. E’ la peccatrice incanutita nel vizio e sterile, che odia la verginità purissima e pronta a divenire maternità. E’ l’orrida seduttrice, la Lilith archetipo della strega. seduzione 3

La fiaba Biancaneve dei fratelli Grimm sfrutta appieno un’immagine archetipa di seduzione che rinvia al racconto della Bibbia (Genesi 1, 16-17; 3, 1-7). Nel testo biblico non si parla di una mela, bensì genericamente del fructus de ligno scientiae boni et mali. D’altronde, il nome latino corrente per il frutto del melo era non pomum (che indica un frutto in senso generico) bensì malum (che si usava consumare alla fine dei pasti). La semiomofonia tra la parola malus (che indica l’albero delle mele) e i termini mel (“il miele”) e malum (“il male”) costituiva già nell’antichità motivo di giochi di parole e di doppi sensi, rafforzati dalla vicinanza fonetica con i termini greci melas (indicante il color nero ma anche il mistero, il segreto, l’oscurità spirituale), mèlitos (“il miele”) e melos (“il canto”). adamo ed eva

Dal groviglio lessicale greco-latino emerse, in area cristiana, un’immagine destinata a durare: il frutto dell’albero della scienza del bene e del male come immagine di seduzione anche sessuale. Dalla volgarizzazione del racconto biblico sono nate immagini tenaci: come quella che spiega il peccato originale come un peccato carnale, o quella che vede nel verme un simbolo che rinvia al serpente. The_Garden_of_the_Hesperides

La mitologia greca andò a dare man forte: creazione di Dioniso in onore di Afrodite, la mela era presso gli elleni un simbolo erotico e un augurio di fertilità; la dea della discordia aveva lanciato una mela aurea in mezzo alle dee riunite, e dal giudizio affidato a Paride su chi fosse la più bella era nata la guerra di Troia. Ancora alberi di mele si trovano nel ciclo ellenico che allude al viaggio verso Occidente come itinerario verso un Altro Mondo: Eracle lo intraprende per saccheggiare il giardino delle Esperidi, e in effetti presso i celti la mela era il simbolo della conoscenza dei segreti divini.

giardino delle Esperidi

Altro significato della mela è il potere sul mondo, raffigurato come una sfera: il globo regale è appunto in tedesco Reich-sapfel, (“mela dell’Impero”). Nella tradizione turcomongola, la mela è simbolo di potere universale: Alma Ata (“Padre Mela”) è l’ex capitale del Kazakistan,Alma Ata

mentre nei miti turchi ricorre l’immagine della “mela rossa” (o d’oro) come metafora della ricca città da conquistare: Costantinopoli, Vienna o addirittura Roma.” mela d'oro

Riflessione personale:

FRANCO CARDINI ha spiegato magistralmete il SIMBOLO che, la mela, ha assunto nel tempo.  Forse  “INGANNO E POTERE”…SEDUZIONE,  ancor oggi, si nasconde in succulente ed invitanti MELE??? IMU

tentazione 3potere

Il Mar Rosso

è blù, verde e giallo

testo di Roberto Mussapi

“L’effetto è stupefacente ma, per chi ha conoscenza della realtà del mare, non imprevedibile: sappiamo che nel fondo marino brillano capolavori di bellezza, perle e coralli. Non fermi e morti, ma vivi e in continua metamorfosi: lo racconta Shakespeare, uno affidabile, nella Tempesta, quando per bocca di Ariel, demone dei venti, soffia la melodia nelle orecchie del naufrago, alludendo ai prodigi del fondale marino. che, come suggerisce ancora Ariel (anch’egli un tipo credibile), essendo meraviglie di bellezza sono garanzia di vita e rinascita.

 

La poesia sapiente ricorda che nel fondo del mare si celano i segreti della bellezza e del colore, come raccontano i narratori di mare che identificano nella Balena Bianca e nel tesoro di un pirata su un’isola lontana un mondo prodigioso, precluso agli occhi del terrestre. Il mondo sottomarino, poi, ha il tempo della poesia, poichè è muto ai nostri orecchi e parla solo per forme, colori, movimenti, fluttuanti o rapidi, saettanti o di straordinaria lentezza.

 

Certo, vedere il verde, il turchese e il blù dei calami verso l’alto del pesce pappagallo del Mar Rosso significa scoprire il segreto di Matisse, intuire dove attingeva la quintessenza felice del cromatismo acquatico e della sua inscindibile vitalità.

Certo, vedere le labbra di argo, dalle macchie azzurre, la croce del sud, ventaglio corallino dei Caraibi, la cresta di drago, pesce farfalla del Mar Rosso, ci insinua il sospetto che gli uomini che anticamente decisoro di istoriare il corallo, il nobile e splendido sangue del mare, con miti, leggende e racconti, avessero scoperto quelle storie nel paesaggio del fondale  e a quel paesaggio volessero legarle per sempre. Corallo e perla, infatti, sono simboli di rinascita e vita eterna.

 Bellezza e vita coincidono”

 

Carlo Maria Martini

Dicono che l’ ultimo Suo Anelito di Speranza, sia stato rivolto alla Chiesa. …Alla “Sua” Chiesa che…sembra avere paura!

Non è un paradosso? Che proprio la Chiesa abbia paura, dal momento che lo stesso Giovanni Paolo II, gridava a tutti….”Non abbiate paura!”???

Forse Carlo Maria Martini, nella fragilità estrema dell’ultima ora, sentiva tutta la fragilità della Chiesa che si allontana dal “Fuoco dello Spirito”…rimanendo così in balìa, dell’ Umana paura che ha perso la dimensione dello Stupore.

Nel Libro “Il fuoco di Elia Profeta”, DAVID MARIA TUROLDO, al capitolo – nostalgia dell’umano, bisogno di umanità – parlando degli uomini semplici scrive:

“E difatti: avevano lo stupore e il timore. Ma il timore non è la paura! Non è tanto paura quanto il senso dell’ignoto, la volontà di conoscere. Difatti il timore è inizio della sapienza. E anche questa è una qualità che ci manca. Sono generazioni senza timore, non hanno timore, questo è!…………Ho paura che le nostre generazioni sono senza gioia………E’ la gioia che vi augurerei. Portate a casa la gioia. So che potrebbe esser stato molto pesante…ed è per questo che siamo quì a pregare.”

Cari amici e Amiche, non sembra strano pure a Voi, che pure David Maria Turoldo, parli di paura per le nuove generazioni….invitando allo stesso tempo, i semplici alla gioia?

E’ con stupore che, in questo giorno di Natale in Cielo, di CARLO MARIA MARTINI, ho scelto questa Poesia di David Maria Turoldo, per augurare alla Chiesa e alle Nuove Generazioni, la Gioia del Vero NATALE del cuore, e augurare a LUI, la Gioia della Sua NASCITA in Cielo!

“Mentre il silenzio fasciava la terra

e la notte era metà del suo corso, tu sei disceso, o Verbo di Dio,

in solitudine e più alto silenzio.

Fin dal principio, da sempre tu sei,

Verbo che crea e contiene ogni cosa,

Verbo, sostanza di tutto il creato,

Verbo, segreto di ogni parola.

La creazione ti grida in silenzio,

ma la profezia da sempre ti annuncia;

ma il mistero ha ora una voce,

al tuo vagito il silenzio è più fondo.

e pure noi facciamo silenzio,

più che parole il silenzio lo canti,

il cuore ascolti quest’unico Verbo,

che ora parla con voce di uomo.

A te, Gesù, meraviglia del mondo,

Dio che vivi nel cuore dell’uomo,

Dio nascosto in carne mortale,

a te l’amore che canta in silenzio.

in cammino con i Magi

Fin da bambina…in questo periodo dell’anno… con mamma e nonna,  si andava alla scoperta delle ragioni di un antico itinerario.

Ci mettevamo in silenzio, in compagnia dei Magi…

per capire il loro entusiasmo…

per scoprire quella serena gioia senza incanti…

la loro passione per la vita:

in ogni condizione e in ogni stagione.

Attrraverso la fatica, il buio e la luce del deserto…

 chiedevamo loro il senso di quegli scrigni,

il segreto profondo del loro andare,

il nome di quella Guida…

l’itinerario della Stella!

(Il diario di un viaggio

di Agostino Clerici,

è un vecchio libricino

che risveglia in me

una struggente noltalgia infantile.

Anche ieri.. mamma ed io, abbiamo

visitato alcune rassegne di Presepi…..

Abbiamo attraversato dune

di deserti sconosciuti…

alla ricerca dei Magi e

del loro messaggio!)