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Presidente della Repubblica?

LUIGI CIOTTI

 

“A partire dal momento in cui ci immergiamo nella dimensione della passione,

possiamo spostare le montagne.

E qualcosa dentro di noi lo sa.”

(Chistiane Singer)

Quirinale_Roma

P.S.  – Lo so di essere egoista e crudele nel desiderare DON LUIGI CIOTTI  al Quirinale! Lo so che dentro quel Palazzo soffocherebbeLo so che pochi lo eleggerebbero ma….oggi, secondo me, c’è povertà e miseria anche al COLLE! …E Don CIOTTI, se non sbaglio, è la Persona che più assomiglia a PAPA FRANCESCO!

Francesco e Ciotti

 P.P.S. – Però… voglio così bene a DON LUIGI CIOTTI, che preferisco rimanga là, dov’è amato e più felice! Là, tra i Suoi…dove la Sua passione e i Suoi Sogni brillano, sono condivisi e…diventano Realtà per il Futuro!

Riparte il Futuro 

Perché avete paura?

INSIEME…per non aver più Paura…e fare FESTA!

A…GIOVANNI FALCONE

GRAZIE!

Giovanni Falcone

PERCHE’ HAI SAPUTO RESISTERE!

Giovanni Falcone

PER NON AVER AVUTO PAURA DI DIRE LA VERITA’!

Giovanni Falcone

PER LA TUA ONESTA’ E GENEROSITA’!

Giovanni Falcone

PER AVER OSTACOLATO IL SILENZIO, LE BUGIE, LE MEZZE VERITA’, I DUBBI, L’IPOCRISIA!

Giovanni Falcone

PER AVER DIFESO LE REGOLE MORALI DELLA CIVILTA’!

Giovanni_Falcone un uomo

GRAZIE… PER NON AVUTO PAURA NEMMENO DELLA MORTE!

mistero della Vita

“Nella guerra tra la falsità e la verità,

la falsità vince la prima battaglia,

la verità l’ultima!

(Mujibur Rahman)

Nonni

Nonni

“Amare per essere amati è umano; amare per amare è virtù degli angeli.”

(Alphonse de Lamartine)

nonna e nipoti

“Amare per amare”….secondo me….è grande gioia!

RIPARTE IL FUTURO

“Sono tenuto non già a vincere,

ma ad essere sincero.

Sono tenuto non ad avere successo,

bensì a seguire le ispirazioni del cielo.

Devo stare dalla parte di chi agisce rettamente:

stare con chi segue la via giusta,

lasciare chi da essa devia.”

Abraham Lincoln

(1809 – 1865)

“Quando un governo perde l’onestà, sono tempi tristi.

Quando un popolo accetta tale perdita,

son tempi disperati.”

(Pam Brown)

due risate sotto l’ombrellone

due risate

quando i bambini....

I bambini cominciano ben presto a parlare con parenti e estranei.

Andrea, a 6 anni, stava attraversando la fase dei “perchè”:

faceva domande a raffica a tutti e su qualunque argomento,

domande alle quali bisognava rispondere per forza,

anche perchè dimostravano un  notevole interesse culturale.

Un giorno si recò con sua madre a Vacallo,

a trovare una signora di nome Teresa;

mentre passeggiavano nel giardino della villa della signora

Andrea, indicando degli alberi, chiese alla mamma:

“Che cosa sono?”

“Pioppi”

“Di chi sono?”

“Di Teresa”

“A cosa servono?”

“A fare la carta”

“Chi ha inventato la carta?”

“Boh…credo gli Egizi”

“Il Faraone?”

E via di seguito. Dopo due o tre giorni,

la mamma di Andrea ricevette una telefonata dalla maestra di suo figlio:

“Signora, lunedì ho fatto fare un temino in classe dal titolo

“Come ho trascorso la domenica”.

Lei ora mi dovrebbe spiegare ciò che ha scritto Andrea:

“Ho trascorso la domenica passeggiando con la mia mamma

in un campo di carta.

La carta era di Teresa,

il Faraone di Vacallo.”

Invece, Maria Camilla, 4 anni, è dotata di un grande senso dell’onestà.

Ero a cena a casa sua e, poichè avevo elogiato le lasagne al forno

servite in tavola, sua madre mi disse:

“Eh sì, sono la mia specialità, ma sapessi che lavoro!

Le faccio a mano, poi preparo le polpettine, poi il ragù,

poi la besciamella…”

A questo punto Maria Camilla l’ha fissata con sguardo severo dicendole:

“Ma che bugiarda che sei!”

e poi, rivolta a me: “Non le ha mica fatte lei, sai;

le abbiamo conprate oggi in rosticceria!”

L’ultima, accaduta poco tempo fa a un fastoso matrimonio:

gli sposi erano giovani rampolli dell’alta società nobiliare,

nipoti di vescovi e papi, estremamente religiosi,

facenti parte di Azione cattolica, San Vincenzo e gruppi scouts.

La messa era concelebrata da una decina di prelati,

tutti amici di famiglia, e la predica ebbe come punto cardine

la purezza e la castità, ben simboleggiata dalla sposa

avvolta in un turbinìo di pizzo valencienne

e dal buoquet di candidi gigli;

e di candidi gigli era addobbata tutta la cattedrale.

Al momento della lettura delle “intenzioni”,

molte persone sfilarono sull’altare leggendo al microfono il loro cristiano augurio agli sposi.

E arrivò anche Laura, 8 anni, sorellina della sposa,

dolce bimba che, di fronte a trecento invitati

declamò commossa, con una vocetta squillante:

“E per il bambino che tra cinque mesi nascerà, preghiamo”.

(Mitì Vigliero)

Dove abita la sincerità

dalla quale sgorga acqua pura

Pagine ispirate dalla meditazione delle regole dello Zend-Avesta per il governo della parola. Il libro: “L’ARTE del SILENZIO e l’uso della PAROLA”, racchiude la saggezza millenaria dell’antica Persia.

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“L’invito alla sincerità è invito a una purificazione interiore, a cacciar via ciò che potrebbe nuocere per primo a colui che conserva in sé ciò che è guasto.

L’esigenza di essere sinceri, cioè dire quello che si ritiene per vero, è un’esigenza morale che risponde ad un imperativo di ordine superiore per cui ognuno deve essere se stesso, in purezza, senza infingimenti o coperture ingannevoli.. Non è senza incovenienti perchè ciò che viene fuori è certamente sgradevole. Ma è anche vero, che all’aperto certe cose perdono della loro virulenza e svaniscono. Il sole è il migliore antisettico e molti germi, microbi, miasmi che nel chiuso prolificherebbero, vengono sterilizzati dalla luce solare.

Ogni tecnica di liberazione comincia dallo svuotamento da tutto ciò che è guasto. Questo in chirurgia come in psicoterapia. E’ l’operazione preliminare. Ma, sembra, che non a molti piaccia fare questo. Quanti, chiusi in loro stessi, soffrono, per nulla. Basterebbe che si aprissero un po’ per far svanire la carica negativa che li tormenta.

Sulla sincerità umana esiste un pessimismo generale. Comincia la Bibbia a dire che tutti gli uomini sono menzogneri; i moralisti affermano altrettanto. Scrittori e poeti sono dello stesso parere nel dire che gli uomini sono falsi e mendaci. Nelle Reflexions, Vauvenargues sentenzia solennemente che gli uomini nascono sinceri e muoiono bugiardi.

Ogni giorno si ascoltano discorsi, si leggono libri, articoli, si fanno conversazioni, discussioni; si scambiano idee, si partecipa alla vita attiva degli uomini fatta sopratutto di parole, di scritti. In mezzo a questo diluvio di pensieri, nel groviglio intricato di espressioni, bisogna imparare a sceverare il vero dal falso, la menzogna dalla verità, l’inganno e la bugia dalla sincerità.

Non è cosa tanto facile!

Beato il cuore dell’uomo nel quale abita la sincerità: egli è come sorgente cristallina alla quale sgorga acqua pura.”   (Vico di Varo)

“Opera naturale è ch’uom favella; ma, così o così, natura lascia poi fare a Voi, secondo che v’abbella.”  (DANTE, Paradiso XXVI, 130)


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