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Tratta…OSARE LA SPERANZA

Rita Giaretta, da più di venticinque anni è suora delle Orsoline SCM. Ha fondato con altre consorelle nel 1995 a Caserta la Comunità Rut che accoglie donne, sole o con figli, in situazioni di difficoltà e vittime della tratta degli essere umani. Ha scritto Non più schiave. Casa Rut, il coraggio di una comunità, Marlin, Cava de’ Tirreni 2006.

“La sofferenza non è che un aspetto della gioia e l’una e l’altra si susseguono immancabilmente.”

M. K. GANDHI

http://www.associazionerut.it/

“Grotta di Pietro,

Chiesa dei sandali

senza bastone

né due tuniche,

Nuda fede,

la tua, Pietro,

ombra che guarisce.

Noi,

Chiesa delle due tuniche,

lucentezza senza guarigione.”

(A. CASATI, Nel silenzio delle cose, Qiqajon, Magnano 2007, 31)

Grandezza d’animo

“La bellezza è il fiore,

ma la virtù è il frutto della vita.”

(Lorenzo Giustiniani)

 

Esperienza del vuoto

“impariamo ad amare ciò che non possiamo capire.”

(Albert Camus)

Pesantezza e tenerezza

“L’uomo porta in sé la pesantezza della terra di cui è fatto

e la tenerezza di Dio con cui è plasmato.”

(Ermes Ronchi)

Inno alla Speranza

“La Speranza” è quella cosa piumata

che si viene a posare sull’anima

canta melodie senza parole – e non smette mai.

E la senti – dolcissima – nel vento.

E dura deve essere la tempesta

capace di intimidire il piccolo uccello

che ha dato calore a tanti.

Io l’ho sentito nel Paese più gelido

e sui mari più alieni.

Eppure mai, nemmeno allo stremo,

ha chiesto una briciola – di me.

(Emily Dickinson)

 

 

 

Resistenza esistenziale

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ETTY HILLESUM

Il padre, Louis Hillesum, professore di lingue classiche, era direttore del ginnasio municipale di Deventer. La madre, Rebecca Bernstein,un’ebrea di origine russa, era emigrata dal suo paese natale in Olanda nel 1907 in seguito a un pogrom. Etty era la maggiore di tre fratelli. Micsha, il più giovane, dotato di un grande talento musicale che lo fece conoscere come uno dei maggiori pianisti olandesi dell’epoca e Jaap, di due anni più giovane di Etty, anch’egli molto dotato: a diciassette anni scoprì l’esistenza di una vitamina che gli consentì di frequentare i laboratori medici ancora studente, molto prima di diventare medico. Saranno tutti deportati ad Auschwitc il 7 settembre 1943.

Nella storia eccezionale di questa giovane donna ciò che colpisce e attrae innanzitutto è l’essere umano che scrive. Etty Hillesum (ha ventisette anni all’epoca dell’occupazione e muore due anni dopo) offre il raro esempio di una persona che incarna la virtù morale proprio nel momento in cui il mondo le sta crollando intorno. Nella disperazione più buia, la sua vita risplende come una gemma. Etty fa il possibile per ricreare l’armonia nell’ambiente che la circonda, dapprima occupandosi degli esseri che le sono vicini, poi andando a lavorare a Westrbork. Nonostante tutto non se la sente mai di predicare, perché prima che con gli altri è esigente con se stessa. Ha fatto suo il precetto di Marco Aurelio e scrive nel suo diario: 

“Per il momento farei meglio a tacere, e a essere”

(da “Umanità nei Lager nazisti” – L.F.Ruffato/P.Zanella)

shoah

“Anche nelle situazioni estreme, persino in un Lager, è possibile sperimentare la felicità di essere vivi” (Imre Kertész, Nobel per la letteratura, deportato ad Auschwitc a Buchenwald)

Vorrei….essere umana

lettera a Gesù Bambino

Caro Gesù,

Tu sai quanto desidero scorgere raggi di luce… e di gioia,

negli occhi della gente. Sopratutto dei bambini!

Ma sono impotente, sono umana… mio Gesù-Dio…

Anzi, sono un’umana sorda, cieca, indifferente, atona…

egocentrica, individualista, superficiale…

Sono una macchina, un robot senza cuore….

Oppure no!?

Sono un’umana dal cuore fragile.

No! No! Non sono nemmeno questo!

Perché il cuore fragile è sensibile, vibra, è attento…

mentre il mio non sente, non avverte, non si interessa!

E’ debole, è incapace…anzi è un cuore come morto!

!!!

Gesù Bambino

Caro Gesù Bambino…regalami un cuore umano

…come il Tuo!

Presepe

Gandhi si interrogava:

“CHI POTRA’ DERUBARE UN UOMO CHE DORME SOTTO IL CIELO?

…e diceva…

“Oggi ho bisogno di una ispirazione per trovare la strada.

Oggi ho bisogno di un fiume per uscire dalla foresta.

Oggi ho bisogno di una parola per sentirmi fratello.”

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