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Castelli in aria

“Guardate come il vento, con le sue carezze ora lievi ora affannose, consola la prigionia degli alberi, come dolcemente muove foglie e fiori e rami per far dimenticare la perpetua schiavitù che lega il tronco al suolo con le funi forti delle radici. L’aria crea nelle piante l’illusione di moto e della negata libertà.

 

 

 

 

 

 

 

L’aria non è così fievole, cedevole, sfuggevole come i semplici credono. Sopra il solido terreno dell’aria noi tutti fabbrichiamo le più ospitali abitazioni del mondo, le più umane e sovrane architetture. Sono i “castelli in aria” unica proprietà inalienabile e inalterabile dei poveri. I “castelli in aria” son fatti della stessa preziosa materia dei sogni, dunque eterni e, talvolta, divini. Non sarebbero più saldi se fossero fondati sulla roccia.

 

Le nuvole si smagliano, i cumuli si sfaldano, i cirri son mangiati dal sole ma i nostri castelli s’innalzano assai più su, nella purezza libera dell’aria superiore, con torri che toccano le stelle, con porte che si spalancano sull’infinito.”

 

 

(Da”La Badia”, a cura di Nicola Lisi, Pietro Parigi, Giorgio La Pira. Ed. Fiorentina, Firenze, 1992, p. 176)

La bellezza

“La gioia è un fatto spirituale  perché è consapevolezza di possedere un bene e soddisfazione nel suo possesso. Se il bene caduco è limitato, altrettanto lo è la gioia. E, se il bene è materiale e solo materiale, non  può rispondere appieno alle esigenze dell’uomo che è anche spirito.”

(Luigi Borzone)

 “Un’idea di bellezza deve entusiasmare l’uomo per tutta la vita.”  

(Franz Schubert)

Questione di occhi

“Cesare Pavese parla del “mestiere di vivere”, che è cosa terribilmente importante e raffinata: mestiere che si impara giorno per giorno, che non si trasmette in eredità, che soprattutto non si è mai sicuri di aver appreso una volta per tutte. Il più difficile tra tutti i mestieri. Si comincia ad impararlo da piccoli, con la soddisfazione dei primi passi e la delusione delle prime cadute, con le carezze morbide e le sgridate amare: ci si allena un po’ alla volta, ma mai abbastanza e mai come nella giovinezza sembra aspro e incerto. O immediato e sicuro. Come la stella, che c’è e non c’è, si verifica una coincidenza di stati che nel suo sovrapporsi forse rendono possibile la luce.

E brilla in noi, anche quando quell’età è passata da un pezzo, la tenue speranza di non aver perso la prospettiva di un futuro, di poter capovolgere la sorte, di possedere uno sguardo che fa vedere nuove tutte le cose. Mi convinco che è una questione di occhi, solo di occhi, che riescono a trovare la vita, tutta la vita, nelle cose che guardano. Allora decido: la mia stella è viva.” (Maria Teresa Albignente)

 Brano tratto dal Giornalino della FRATERNITA’ DI ROMENA – dedicato ai GIOVANI – Anno 2015)

Io non ho bisogno

 

Poesia di Alda Merini

ALBARO DE NADAL

pino per l'albero di Natale

El 

gera lù

el me sogno

de Nadal: un pin.

Non importa se picinin

o grando.

La mama lo meteva

Su un canton de la cusina

el più distante che se podeva dal fogher,

par farlo durar de più.

El spandeva un odor tanto dolse de bosco,

ed faseva s-giosar qualche lagrema de resina biancaissa

che me faseva credar che el fusse drio patir e piansar

par aver lassà la so foresta.

Alora caressavo la so scorsa ruspia, le so ramette,

E no ghe badavo se me sponciavo le manine co i so aghi.

Che emossion, che trepidassion

co picavo balete de vero, lustrini, candelete rosse e de oro

che dormiva par tuto l’ano incartae dentro ‘na scatola de carton,

dove le sognava de essar tirae fora e de poder slussegar.

Su la sima inpiravo un angeo co la stela cometa in testa,

E metevo qua e là fiocheti de candido bombaso, par far la neve.

Albaro de Nadal,

contame anca sto ano

‘na storia

de speransa

distante nel tenpo,

e fame trovar soto le to rame

un sogno che me dura un ano intero.

abete

(Poesia di Annalisa Pasqualetto)

pino nel bosco

….”Questa sera!” esclamarono tutti “questa sera deve splendere!” ‘Fosse già sera’ pensò l’albero ‘se almeno le 

candele fossero accese presto! Che cosa accadrà? Chissà se verranno gli alberi del bosco a vedermi? E chissà se i

passerotti voleranno fino la finestra?

(Hans Christian Andersen)

albero di Natale

ERCOLE…

……EROE DELLA MIA INFANZIA….

fai qualcosa anche per l’ITALIA….non solo per TEBE!

 

Cari Amici, in questo primo giorno di PRIMAVERA, sento prepotenti i sentimenti di quand’ero bambina. E come una bambina, voglio credere che i sogni non sono chimere, perchè i sogni, se davvero lo vogliamo, possono diventare progetti di vita e mete da raggiungere ad ogni costo! Occorre solo DECIDERE CIO’ che si vuole che sia, e decidere di RIUSCIRCI!

Ma Amici mei…che ne pensate dell’idolo della mia infanzia? All’epoca del Film in questione, io avevo solo 9 anni…eh!

steve reeves

STEVE REEVES

steve-reeves-

Che MITO!!!!

i miei 15 anni

 

A scuola studiavo francese, ma non ero brava. Forse a causa della mia voce che….alla prof. non piaceva! I miei idoli da imitare in tutto, erano Francoise e Silvie. Ma anche Mina, Caterina, Orietta, Nada, Romina…..ecc.

Il mio primo amore aveva i capelli lisci e biondi, e gli occhi azzurri…Il secondo aveva gli occhi verdi e i capelli ricci biondo scuro. Vivevano sul Montello e li vedevo d’estate, quando andavo in vacanza dalla zia Elena. Li conoscevo già dall’età di 3 anni….ed erano per me, dei veri amici. Di notte li sognavo tutti e due, e non sapevo chi scegliere, perciò….immaginatevi  Voi le avventure, le lacrime, i silenzi, le emozioni e le confidenze……le gelosie per il primo bacio, gli scontri e gli addii…

Ma voi Amici, cosa ricordate dei Vostri 15 anni?

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