Le fragilità

(Eugenio Borgna)

“Le fragilità riconosciute, le fragilità accolte pesano infinitamente meno

che non quelle ignorate,  o rifiutate.”

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(Dal diario di Cesare Pavese – 1935/1950)

“Viene la primavera ed io da troppo tempo me ne sto inerte.

Il cielo limpido, le brezze nuove e i profumi ebbri di giovinezza non fanno

che abbuiare sempre più il mio sconforto.”

“Quanto tempo è passato senza parole e senza arte.

Il mio cuore è anelante d’attesa,

tanto anelante che ne è stanco, stanco.”

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Papa Francesco

“Lo spirito di curiosità genera confusione e ci allontana dallo spirito della sapienza che, invece, ci dà pace.”

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Mamma!

LA BUONA MADRE E’ QUELLA CHE DIVENTA INUTILE

“La buona madre è quella che diventa inutile col passare del tempo.
È giunto il momento di reprimere l’impulso naturale materno di voler mettere il piccione sotto l’ala, protetto da tutti gli errori, tristezze e pericoli. È una battaglia difficile, lo confesso. Quando comincio a indebolirmi nella lotta per controllare la super-madre che tutte abbiamo dentro, mi ricordo la frase del titolo. ” La buona madre è quella che diventa inutile…”
Se ho fatto il mio dovere di madre correttamente, devo diventare inutile. E prima che una madre mi accusi di disamore, spiego cosa significa. Essere “inutile” è non lasciare che l’amore incondizionato di madre, che esisterà sempre, provochi vizio e dipendenza nei figli, come se fosse una droga, a tal punto, che loro non siano in grado di poter essere autonomi, fiduciosi e Indipendenti. Devono essere pronti a tracciare la loro rotta, a fare le loro scelte, a superare le loro frustrazioni e a commettere i propri errori anche con ogni fase della vita, una nuova perdita è un nuovo traguardo; per entrambe le parti: madre e figlio.
L’amore è un processo di liberazione permanente, e quel legame continua a trasformarsi nel corso della vita. Fino al giorno in cui i figli diventano adulti, costituiscono la loro famiglia e ricominciano il ciclo. Quello che hanno bisogno è di avere la certezza che saremo con loro, fermi, nell’accordo o nella divergenza, nel trionfo o nel fallimento, pronte e presenti, l’abbraccio stretto, e il conforto nei momenti difficili. I genitori e le madri, in sostanza, allevano i loro figli affinché siano liberi e non schiavi delle nostre paure. Questa è la più grande sfida e la missione principale.
Quando impariamo ad essere “inutili”, ci trasformiamo in un porto sicuro dove possono attraccare.

A Chi Ami Dai:
– Ali per volare.
– Radici per tornare.
– Motivi per restare.

Facciamo figli indipendenti e sicuri di se stessi per vivere una vita piena e onesta. “Quando una madre ama davvero educa i suoi figli per imparare a volare”.

Annalisa Pintus

(tratto dal web)

AUGURI MAMMA!

Festa del Lavoro 2020

1° maggio 

Il Presidente della Repubblica SERGIO MATTARELLA, in questo giorno senza celebrazioni, dice che IL LAVORO se l’è portato via il COVID-19.

Papa FRANCESCO ci ricorda il LAVORO DI DIO e la MISSIONE affidata all’uomo, invitandoci a pregare…

Il Parroco del mio Paese si è inscritto alla Protezione Civile come Volontario, consegnando, tra l’altro, la spesa agli anziani ammalati.

Il MONDO intero è in fibrillazione per i milioni di persone rimaste senza lavoro.

I POPOLI dell’Africa temono più la fame che il Coronavirus.

Un estremo improvviso capovolgimento di ogni Organizzazione Locale e Mondiale ha minacciato l’intera UMANITA’.

Persino tanti CAPI DI STATO sono sopraffatti dalla paura, si contraddicono, parlano a sproposito.

Eppure la primavera, la NATURA sembra più bella, più trasparente, più organizzata e libera,  e ci invita più che mai a rispondere alla VITA!

Rispondiamo TUTTI allora, al richiamo saggio del canto e del profumo di nostra MADRE NATURA!

Con FIDUCIA, ENTUSIASMO, RESPONSABILITA’, SPERANZA…diciamo SI’ ALLA VITA!

UNIAMOCI in coro e diciamo:

AUGURI UMANITA’!

AUGURI PER UNA CORAGGIOSA, INTELLIGENTE, FECONDA RINASCITA!

LIVIO BERTOLA (Imprenditore)

Stupore e inquietudine

GIOVANNI PASTORINO

“Sotto la neve ogni vita sembra scomparsa. Eppure milioni di gemme e di semi sono lì nel buio, in attesa della primavera. Ed è proprio la neve che li salva dal gelo inesorabile. Senza di esso, i nostri prati non si coprirebbero di fiori al ritorno della primavera: o, perlomeno non di quelli più belli e delicati.

La stessa cosa accadde per l’anima umana. La sofferenza i drammi, il buio tempo della prova sono condizione della nostra fecondità interiore. “Ad un selvaggio che non sapesse nulla di fotografia, parrebbe irragionevole che le negative si dovessero sviluppare al buio”. Il dolore e la sofferenza sono la camera oscura di Dio.

Il dolore, scrive il Sacchetti, fa nell’anima quello che fa nella terra l’aratro: la ferisce, la strazia, la rivolta sottosopra: ma, con ciò stesso, le dona la vita, vigore, fecondità.”

(Tratto da “Il seme è per sempre” – p. 69)

Teneramente…l’eternità

 

 

“Teneramente l’eternità

diffonde l’amore

come la luna riversa i suoi raggi

sul mandorlo in fiore.

Teneramente l’eternità

porta la speranza

quando i nostri occhi

cercano nei suoi

una rotta sicura,

quando ti parla

con parole indifese

dal silenzio incantato.

 

Teneramente l’eternità

nutre la vita,

donando la luce di un’alba intatta

ai primi occhi che la guardano.

(Luigi Verdi)

 

La storia ha bisogno di noi

Riflessioni di LUIGI CIOTTI

La rabbia e il coraggio

Sant’Agostino diceva che la speranza ha due bei figli: la rabbia e il coraggio. La rabbia nel vedere come vanno le cose, il coraggio di vedere come potrebbero andare.

Dobbiamo animare la speranza di rabbia e di coraggio. Una rabbia sana, sia ben chiaro. La rabbia per me è un atto di amore: ci si arrabbia per le cose che ci stanno a cuore, ci si arrabbia quando ci si sente impotenti di fronte a certe ingiustizie, all’arroganza, alla sopraffazione. Ma accanto alla rabbia, per Sant’Agostino c’è anche il secondo figlio della speranza, il coraggio. Coraggio deriva da “cor habeo”, ho cuore. Abbiamo bisogno oggi di mettere più cuore, amici, di più! La prima prova di coraggio è quindi guardare dentro la propria coscienza, ribellandosi all’impotenza. Il Padreterno ci chiede di graffiare ancora di più la realtà perché le situazioni d’impoverimento, di sofferenza, di fatica intorno a noi impongono uno scatto delle coscienze. Il cambiamento, per potersi realizzare, ha bisogno di un “di più” da parte di ciascuno di noi.

Ho un sogno

Ho un sogno. Sogno che un giorno il volantariato diventi superfluo. La solidarietà non può essere la virtù di qualcuno, non può essere l’eccezione. Deve essere la regola di tutti. Nessuno può considerarsi un vero cittadino se non si guarda attorno e se non comincia a risolvere i piccoli problemi che man mano gli si presentano. E nessuno può considerarsi un vero cristiano se non è solidale. Il cittadino è tale se è volontario: è troppo comodo considerare il volontariato come un’eccezione. Com’è ovvio, resta necessario mantenere delle forme organizzate di solidarietà, in modo da poter affrontare le questioni in maniera più efficace, ma il vero obbiettivo è quello di lavorare tutti insieme in modo da migliorare il proprio quartiere, la propria scuola e le condizioni di vita di coloro che ci circondano. Il volontariato non deve essere confuso con l’impegno sociale in specifici settori. Il vero volontariato è dono, gratuità, spontaneità, passione, messa in gioco. Dovrebbe essere prerogativa di tutti.

Non dobbiamo fermarci

“Se dovrai attraversare le acque sarò con te, i fiumi non ti sommergeranno” dice un passo del Libro di Isaia” (XLIII,2). E’ un versetto che ci conforta, ma non impedisce di sentirci, in certi momenti, smarriti, in crisi, pieni di dubbi, di insicurezze. Questi momenti di sfiducia esistono per tutti. Spesso mi chiedo se i 18 anni di attività con Libera sono serviti, se sono serviti i 48 anni di Gruppo Abele. Ma se è vero che ci sono problemi che sembrano insuperabili, se è vero che ci sono tante sofferenze che non siamo riusciti ad evitare, è anche vero che quei servizi, quelle comunità, quelle associazioni hanno aiutato molte persone a essere meno schiacciate, più libere. Allora, anche se l’orizzonte di una mèta ci appare lontano, anche se a volte è naturale sentirsi scoraggiati, non dobbiamo fermarci. La storia ha bisogno di noi. Nella storia c’è una pagina bianca che siamo chiamati a scrivere. E’ nostra, ci è affidata. E’ Dio che ci dice: “Scrivila tu”.

(Questi testi del fondatore del Gruppo Abele e di Libera sono estratti dal Libro “Il morso del più” – Incontri con Luigi Ciotti di Massimo Orlandi (Edizioni Romena 2013)

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Tratta…OSARE LA SPERANZA

Rita Giaretta, da più di venticinque anni è suora delle Orsoline SCM. Ha fondato con altre consorelle nel 1995 a Caserta la Comunità Rut che accoglie donne, sole o con figli, in situazioni di difficoltà e vittime della tratta degli essere umani. Ha scritto Non più schiave. Casa Rut, il coraggio di una comunità, Marlin, Cava de’ Tirreni 2006.

“La sofferenza non è che un aspetto della gioia e l’una e l’altra si susseguono immancabilmente.”

M. K. GANDHI

http://www.associazionerut.it/

“Grotta di Pietro,

Chiesa dei sandali

senza bastone

né due tuniche,

Nuda fede,

la tua, Pietro,

ombra che guarisce.

Noi,

Chiesa delle due tuniche,

lucentezza senza guarigione.”

(A. CASATI, Nel silenzio delle cose, Qiqajon, Magnano 2007, 31)