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Mezz’ora

“Mezz’ora…. sono trenta minuti;

e trenta minuti al giorno voglion

dire, in fin della settimana, senza

contare la domenica, tre ore di vita

di più; e in fin del mese, dodici ore;

ed in fine dell’anno, centoquaran-

taquattro ore guadagnate.

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Che cos’è una mezz’ora? E chi

non la perde?

Ma sempre nella vita, il tempo

che si perde è momento, il momento

presente; poiché nessuno può perdere

né il passato né l’avvenire;

nessuno può perdere ciò che non ha,

ciò che non possiede più o non

possiede ancora.

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Chi vuol fare buon uso della vita,

deve fare buon uso dei momenti;

non deve permettere che siano spre-

cati mai nemmeno i ritagli di tempo,

nemmeno le mezz’ore.”

M.P.PASCOLATO

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(Da – CORSO DI LETTURE PER GLI ALUNNI DELLA SCUOLA ELEMENTARE – 1966)

Quanto costa il tempo?

il tempo vola

“Quanto costa il tempo? Nessuno sa dirlo, anche se tutti siamo pronti a lamentarci di averne sempre poco e a giurare sul suo valore, da bene scarso che si rispetti. Eppure, per due studiosi americani di marketing non siamo affatto capaci di spenderlo come moneta.

il tempo vola

Lo dimostra una ricerca pubblica sul Journal of Consumer Research, secondo cui il valore attribuito al tempo è comunque inferiore a quello del danaro.  A un campione di studenti universitari è stato chiesto di immaginare di acquistare un prodotto scegliendo se pagarlo con 4 ore di lavoro o con 50 dollari, e di ipotizzare che l’acquisto fosse più o meno soddisfacente.

il tempo vola via

Ebbene, quando il prodotto si rivelava deludente, i ragazzi dimostravano di essere molto più soddisfatti se l’avevano  pagato in danaro, mentre erano più disposti ad accontentarsi quando il prodotto era stato barattato con il tempo. Come se l’unica reale perdita si avesse quando si buttano via dei soldi.

Strano meccanismo: forse nasce dall’illusione che con il danaro sprecato si sarebbe potuto fare di tutto, anche comprare il tempo.” (Riccardo Spagnolo)

il tempo

Il Cantico dell’acqua

Vita nel fiume Sile

“Sono la stessa che tenne insieme due miliardi di anni fa le prime molecole generate dai fulmini, dai vulcani, dal ribollire delle rocce fuse all’alba della vita. Sono la stessa che fu nei cacciatori Cro-Magnon venticinquemila anni fa; e prima ancora, nei grandi sauri, nei primi pesci, nelle prime conchiglie, mezzo miliardo di anni prima che gli uomini alzassero le spalle.

Fiume Sile

Sono in te come ero in tua madre e tuo padre, prima che nascessi. Sono stata il veicolo per lo spermatozoo che si è fuso con l’uovo di tua madre. Hai vissuto immerso in me i primi mesi della tua vita, nel liquido amniotico, la tua personalissima laguna, che ti ha cullato come un mare in bonaccia al battere di cuore di tua madre.

Sponde del Fiume Sile

Sono il veicolo degli alimenti che bruciano in te per darti l’energia per correre, pensare, parlare, amare. Ho guidato il dividersi ritmico delle tue cellule che in progressione geometrica, sono cresciute di numero miliardi di volte, componendo i mattoni della vita: aminoacidi, zuccheri, molecole complesse, tutte ricreate al momento dell’uso…solo io sono sempre la stessa.

Fiume Sile

Sono il fiume che smaltisce gli scarti del tuo metabolismo con l’urina, l’eccesso di calore di una giornata d’estate con il sudore. Sono l’ambiente dove gli ioni del sodio, del potassio, del calcio e del magnesio, instancabili staffette, portano alle cellule i segnali del mondo esterno.

Acque di Cison di Valmarino

Sono il torrente pulsante che diffonde l’ossigeno nei tuoi tessuti, e ne porta indietro l’anidride carbonica.  Anche nei tessuti più compatti del tuo corpo sono presente, legata ai sali di calcio dell’osso, anche nello smalto dei denti. Diluisco gli alimenti che mastichi con la saliva, e consento ai tuoi enzimi di prepararli alla digestione.

Bosco di Cison di Valmarino

Sono negli alimenti stessi: nella frutta, nelle verdure, nelle carni e poi in te…Io sono il ciclo primordiale, compiutosi miliardi di volte, sempre diverso, sempre uguale. Guiderò ancora una volta la tua discendenza, fino a quando potrò farlo. Non potrai mai distruggermi. Io sono ciò che è più vicino al tuo concetto di immortalità. Puoi solo deviare il mio fluire, puoi sprecarmi, puoi mettermi nella condizione di non esserti madre.

Fiume Sile

Ma non sono tua madre. Non sono la vita, non sono la tua struttura portante, non sono la tua eredità. Tu non mi sei necessario. Basto a me stessa. La tua specie può utilizzare per vivere solo una mia molecola  ogni diecimila. Non sono diversa se mescolata a molecole che per te sono velenose: non mi alterano; ma quanta fatica dovrai sciupare per liberarti da esse senza fare a meno di me.

Fiume Sile

Tu esisti perché io sono in te per il 60% del tuo peso e non un singolo fenomeno che avviene in te potrebbe avvenire senza di me.  E quando morirai, come è avvenuto infinite altre volte, io passerò in qualcun altro ancora vivo, a ripetere un ciclo sempre uguale e sempre un poco diverso. (Riccardo Arisio – patologo)

Fiume Sile

Mezz’ora

“Mezz’ora…son trenta minuti; e trenta minuti al giorno voglion dire, in fin della settimana, senza contare la domenica, tre ore di vita di più; e in fin del mese, dodici ore; ed in fine dell’anno, centoquarantaquattro ore guadagnate.

Che cos’è una mezzora? E chi non la perde?

Ma sempre nella vita, il tempo che si perde è momento, il momento presente; poi nessuno può vedere né il passato né l’avvenire; nessuno può perdere ciò che non ha, ciò che non possiede più o non possiede ancora.

Chi vuol far buon uso della vita, deve far buon uso dei momenti; non deve permettere che siano sprecati mai nemmeno i ritagli di tempo, nemmeno le mezz’ore.”

(M.P. PASCOLATO)

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