Grande pazienza

IL PASTORE

(di GIOVANNI PASTORINO)

 

“Pecore e pascoli,

pascoli e pecore,

e rade volte qualcos’altro,

vede il pastore.

 

S’alza con le stelle

e con le stelle si corica.

 

Col sole e con la pioggia,

con sole compagne le pecore

e il cane, va per la montagna.

 

 

Porta del cacio e del pane,

un curvo bastone

e una pazienza grande

per la giornata.

 

Lo pungono i rovi

e le grosse mosche

del bestiame; lo sfibrano

le lunghe camminate,

e il caldo, e la nebbia,

e lo smisurato silenzio.

 

Ma egli continua, tenace,

a custodire ogni giorno

la greggia.

 

Lo aiutano il cacio

e il pane,

il suo cuore di fanciullo

e la sua pazienza.”

 

 

La leggenda dell’albero di Natale

“Quando nacque Gesù Bambino, tutte le cose animate del mondo ne sentirono una gran gioia. Ogni giorno veniva gente a vedere il fanciullo e a portargli umili doni.

Vicino alla stalla dove riposava, c’erano tre alberi: un Palmizio, un Olivo e un Abete.

Vedendo passare i visitatori sotto i loro rami, furon presi dal desiderio di dare anch’essi qualcosa al Bambino Gesù. Il Palmizio disse:

  • Prenderò la mia più bella palma, e la metterò vicino alla mangiatoia, per far vento dolcemente al Bambino.
  • Ed io, disse l’Olivo, spremerò le mie olive per ungere i suoi piedini.
  • Che cosa posso offrire io al Bambino? Domandò l’Abete.
  • Tu! Risposero gli altri, tu non hai nulla da offrire. I tuoi aghi aguzzi pungerebbero il Bimbo, e le tue lacrime sono resinose.

Il povero Abete si sentì molto infelice e disse:

  • Avete ragione, non ho niente che sia degno d’essere offerto al Bambino.

Un angelo si trovava lì vicino, e udì quelle parole. Ebbe pietà dell’Abete così umile e decise di aiutarlo.

In alto, nel cielo, le stelle cominciavano a brillare. L’angelo chiese ad alcune di scendere e di posarsi sui rami dell’Abete. Esse obbedirono ben volentieri; e il grand’albero ne fu tutto illuminato. Dal cantuccio ov’era coricato, il Bambino poteva vederlo; i suoi occhi brillarono alla vista di quelle belle luci, e l’Abete ne fu tutto felice.

Molti anni dopo, le persone che conoscevano questa storia, presero l’abitudine di far brillare in ogni casa, la vigilia di Natale, un abete carico di candele accese, come quello che aveva brillato davanti al presepio.

Così l’abete fu ricompensato della sua umiltà.”

Leggenda tedesca – vers. di F. BESSAC (da: “Racconti di tutti i paesi” – S.E.I. Torino)

 

Cari Amici del Blog, vogliate gradire i miei più sinceri Auguri di Buone Feste!

Che la gioia del Natale sia vera e profonda dentro al cuore!

Nives

 

Scrutare l’ignoto

bocciolo di margherita

“Si ha come paura di mille cose, dei dolori, dei giudizi, del proprio cuore, del risveglio, della solitudine, del freddo, della pazzia, della morte…specie di questa, della morte. Ma tutto ciò è maschera e travestimento. In realtà c’è una cosa sola della quale si ha paura: del lasciarsi cadere, del passo incerto.

pratolina

Io sono un parto della natura lanciato verso l’ignoto, forse verso qualcosa di nuovo o forse anche verso il nulla, e il mio compito consiste unicamente nel lasciare che quel parto si evolva dal profondo, nel sentire dentro di me la sua volontà e nel farlo mio.

capolino di margherita

Chi una volta sola si è donato, chi una volta sola si è affidato alla sorte, questi è libero. Egli non obbedisce più alla legge terrena, è caduto nello spazio universale e partecipa alla ridda delle stelle.”

(Hermann Hesse)

prato di margherite

Considero valore

“Considero valore ogni forma di vita,

la neve, la fragola, la mosca.

ape

Considero valore il regno minerale,

l’assemblea delle stelle.

cosmo

Considero valore il vino finché dura il pasto,

un sorriso involontario, la stanchezza di chi

non si è risparmiato, due vecchi che si amano.

vero-amore-coppia_anziani

Considero valore quello che domani non varrà più niente

e quello che oggi vale ancora poco.

Considero valore tutte le ferite.

acqua

Considero valore risparmiare acqua,

riparare un paio di scarpe, tacere in tempo,

accorrere ad un grido, chiedere permesso prima di sedersi,

provare gratitudine senza ricordare di che.

generosità

Considero valore sapere in una stanza dov’è il nord,

qual’è il nome del vento che sta asciugando il bucato.

vento

Considero valore il viaggio del vagabondo,

la clausura di una monaca,

la pazienza del condannato, qualunque colpa sia.

capinera nido

Considero valore l’uso del verbo amare

e l’ipotesi che esista un creatore.

Molti di questi valori non ho conosciuto.”

punto blù dell'universo

(Erri De Luca)

@Cavaliereerrante

Uno spiccato Spirito Cavalleresco anima la Persona di Ser @Bruno!

Una sensibilità e fraternità nobile, un’ amore sconfinato per l’Umanità… che, incredibilmente, sembrano uscire dal mito e dalla leggenda. Infatti, l’innata generosità rafforza l’ardore e l’ardire… e si consuma in Poesia, Affetto, Vicinanza,  Amicizia e  Simpatia.

Nessuno conosce l’ età biologica di questo Cavaliereerrante moderno!

Sembra che il giorno della nascita… risalga a un 3 maggio di una splendida primavera. Si dice che il bimbo, venendo alla Luce, guardò stupito il manto stellato…quasi a cercare nostalgicamente una Fulgida Stella chiamata Amore.

L’ Amore che brucia nel cuore di questo Cavalieerrante è l’ amore Eterno, Assoluto, Infinito…i cui bagliori, giungono tenui, ma anche vividi…a illuminare la  Caducità  di ogni Creatura della terra… ma che si perdono, purtroppo, nella nebbia della fragilità e della storia.

Questo moderno Cavalierrante, il 3 di maggio ha compiuto gli Anni Biologici….ma il Suo Vagante Spirito Buono, non conosce Età!

Forse risale al Medioevo? O al tempo di Platone e Socrate? All’epoca degli Antichi Egizi? O a quello degli Indiani d’America? Al tempo di Gesù o a quello della Creazione?…..Nessuno lo sà, e forse, nemmeno @Bruno….dal momento che da se stesso si conferisce l’età della giovinezza, ossia circa 20 Anni!!!

Personalmente penso che questo Nobile Cavalierrante, chiamato @Bruno,…è un’Angelo, senza ali e senza  età! Un nostalgico simpatico Angelo, precipitato sulla Terra!  Che, innamorato soffre, gioisce e lotta, senza nulla pretendere…. per l’ignara Umanità!

Ogni tanto sosta  pure sul mio Blog, e lascia Saggezza sconfinata, di Popoli e Storia….. Gratuitamente, senza nulla pretendere!

Ecco perchè, anche se in ritardo per il COMPLEANNO… desidero esprimergli   TANTI CARI AUGURI per la Sua misteriosa ETA’, ma sopratutto, tanta riconoscenza per il DONO DELLA SUA AMICIZIA.

laghetto dei fior di loto

Caro @BRUNO….

EccoTI  un semplice, affettuoso pensiero AUGURALE

….che oggi aleggia PER TE, sul laghetto…

dei FIOR DI LOTO!

le monachine

faville fra i coppi
segno di un focolare acceso

“Siedono i bimbi attorno al focolare e pigliano diletto,

coi visi rubicondi, a riguardar le monachine mentre vanno a letto.

– O monachine, scintillanti e belle che il camin nero vi inghiotte,

volate forse a riveder le stelle?

Buona notte faville! Buona notte!

Mandano i tizzi un vago scoppiettìo,

mentre che voi partite; forse è una voce di gentil desìo

che vi prega a restar; ma voi salite…

Ma voi salite frettolose, a schiere, però che giunta è l’ora,

e vi tarda le stelle a rivedere,

e a sé vi chiama una miglior dimora.

Dove li avete i candidi lettini a cui volate in frotte?

Forse fra i coppi, accanto agli uccellini?

buona notte faville, buona notte! –

Siedono i bimbi attorno al focolare, assorti in tal pensiero;

le monachine seguono a volare

su per la cappa del camino nero.”

(E. Panzacchi)

faville frettolose
faville frettolose