Posts Tagged ‘STORIA’

TU, SIRIA

REGINA ORFANA

(di Asmae Dachan)

“DIMORI NEL MIO CUORE

O SIRIA

COME UNA REGINA ORFANA DI POPOLO.

REGNI SULLE MACERIE

DI PENSIERI INTERROTTI SUL NASCERE

DI DESIDERI SOFFOCATI IN PETTO

DI PASSI INCOMPIUTI NELL’IMMENSITA’

DI ECHI NEL VUOTO DI VOCI MUTE.

DIMORI NEL MIO ANIMO

COME UNA SCULTURA

MENTRE IO VAGO SENZA UNA META

ALLE PENDICI DEL MONDO.”

CANTO DI VITA

(Di Yara Al Zaitr)

“Dalla distruzione riemerge sempre un’anima libera che lotta intrepida per trasmettere al mondo un canto di vita. Un canto che si batte instancabile per ridare voce a coloro che sono stati condannati al silenzio, a coloro che son stati derubati della parola. Un canto che inutilmente la disumanità ha cercato di sopprimere sotto le macerie; una disumanità inutile nella sua illusa forza ha cercato di ammutolirne il grido. Inutilmente, poiché la voce di un uomo libero s’innalza sempre dove c’è un cuore oppresso, per essere della sua prigionia una sincera testimone, e della sua libertà una fedele compagna.”

Voglio ancora…

“Domani, figlio mio, tutto sarà diverso.

L’angoscia uscirà per la porta di fondo

e la chiuderanno, per sempre,

le mani di uomini nuovi.

Regnerà il contadino sulla sua terra

-piccola ma sua-

fiorita al bacio del suo lavoro gioioso.

Non finiranno prostitute le figlie dell’operaio,

né quelle del contadino;

pane e vestito riveleranno il loro lavoro onorato;

le lagrime della famiglia proletaria si asciugheranno.

Domani, figlio mio, sarà tutto diverso.

Senza frusta, senza carcere,

né fucile che sopprimono le idee.

Camminerai per le vie della tua città,

senza paura, con i figli, la mano nella mano,

come ora io posso fare per te.

Non sarà il carcere né la guerriglia

a chiudere i tuoi anni giovanili come ha chiuso i miei;

non morirai in esilio con gli occhi spaventati,

anelando di rivedere i paesaggi felici della tua patria,

come è morto mio padre.

Domani sarà tutto diverso, figlio mio!

(E. Castro – Nicaragua)

Fenice Fenice

 “Immobile gigantesca

ai margini della laguna,

la Fenice muore e risorge

nel suo nido

di piante e d’incenso,

più bella del pavone più splendido,

il piumaggio rutilante di luce:

rosso fuoco, blu chiaro, porpora, oro.

Nel teatro

un crepitio silenzioso

di pietre preziose,

faville all’orlo del sipario:

frange dorate anneriscono.

Particelle senza massa

senza peso

macerano i velluti

compattano i cristalli:

materia oscura che cammina.

Bagliori intermittenti

tra pertugi e fessure,

raggi stellanti

nell’opacità dell’umido.

Tutt’intorno

un clamore di urla

di invocazioni rabbiose,

il rumore sordo

continuo dell’elicottero,

scrosci violenti

di acqua senza mèta,

finché il turbine

sgretola il tetto

sale al cielo,

quale cratere

di fiaccola immensa.

Dal grande palco

bisbigli, mormorii, sussurri:

Rossini Wagner

Strawinski Verdi

confabulano ammoniscono.

La musica rifluisce

infiltra gli spazi dell’armonia:

l’arguzia travolgente del Barbiere,

la violenta passione

di Tristano e Isotta,

il ritmo frenetico e ruggente

della Sagra della Primavera,

i desideri della Traviata

le speranze inappagate.

Nascoste, in agguato,

i capelli intrecciati

di serpenti,

fruste e torce nelle mani,

le Erinni della vendetta,

custodi implacabili

dell’ordine sociale,

chi colpiranno e quando?

La lunga Assenza

degli dei corrucciati

ormai volge al tramonto.

Il fuoco ha sconfitto

il sortilegio del Nulla

ed essi stanno ritornando

sui loro cocchi di atomi.

La gracile delicata

Venezia non si arrende,

erge le barriere dell’incanto

incrollabili trasparenti:

cirri, solitudini di barene,

palazzi sospesi nell’aria,

sillabe di poesia.”

(Ugo Stefanutti)

Teatro "La Fenice" VE

L’isola che non c’è

“Nel profondo, è una nuova umanità che vuole farsi,

è il moto irresistibile della storia.

Di contro a sconcertanti e forse transitorie esperienze

c’è quello che solo vale ed al quale bisogna inchinarsi,

un modo nuovo di essere nella condizione umana.

E’ l’affermazione di ogni persona,

in ogni condizione sociale, dalla scuola al lavoro,

in ogni luogo del nostro Paese,

in ogni lontana e sconosciuta regione del mondo;

è l’emergere di una legge di solidarietà,

di eguaglianza, di rispetto

di gran lunga più seria e coerente

che non sia mai apparsa nel corso della storia.”

(Aldo Moro)

“La giustizia cammina con la pace e sta con essa in relazione costante e dinamica.

Giustizia e pace mirano al bene di ciascuno e di tutti, per questo esigono ordine e verità.

Quando una è minacciata, entrambe vacillano; quando si offende la giustizia,

si mette a repentaglio anche la pace.”

(Giovanni Paolo II)

L’ombra di un sogno fuggente

“C’è un solo modo per conoscere Dio,

per conoscere una donna, un ragazzo, una città…

         – inginocchiarsi e guardarli da vicino” –

(Angelo Casati) 

“Se non puoi illuminare la notte con la conoscenza,

cerca di illuminarla con le delizie.”

(Gilberto d’Hoyland)

 

“Siamo migranti, senza riposo, senza sosta, sempre in cammino.

Esiliati, costruiamo i nostri nidi negli alberi del futuro.”

(Rubem Alves)

 

“….che è mai la vita?

E’ l’ombra di un sogno fuggente.”

(Giosuè Carducci)

10 FEBBRAIO – Giorno del Ricordo

FOIBE

ESODO E CENTRO RACCOLTA PROFUGHI

LAGHER

Domenica 14 Febbraio 2016

assieme ad altre duecento persone,

sotto una pioggia scrosciante che sembrava benedire e lenire,

ho visitato LUOGHI della nostra recente STORIA ITALIANA.

LUOGHI DIMENTICATI

che urlano

alla coscienza di ogni cuore che si considera “umano”.

——-

purezza d'animo

Medaglia d’onore

Oggi . 27 GENNAIO 2016,

alla Presenza delle massime Autorità di Treviso,

è stata consegnata alla Mamma,

una Medaglia d’onore

alla Memoria di mio Padre,

schiavo di Hitler.

Dopo la vergogna  dell’8 settembre 1943, che ha visto la fuga del Re Vittorio Emmanuele III… di Badoglio…molti ministri…. e del capo di stato maggiore (responsabile della sorte di milioni di soldati italiani in mezza Europa).

Dopo il cambio degli alleati….

i Militari Italiani, (abbandonati a se stessi e confusi)  si sono trovati obbligati a fare una scelta di vita:

  • Imboscarsi
  • Restare con Mussolini
  • Scegliere la Resistenza

Il 16 Settembre 1943, Mussolini annunciava la Costituzione del Partito Fascista Repubblicano.

Nello stesso mese di Settembre 1943, nasceva a Padova il Comitato di Liberazione Nazionale (Cln), formato da uomini di ogni fede politica:

De Gasperi, Togliatti, Pertini, Nenni, Parri, Valiani, Luigi Longo, Lombardi, Saragat, LaMalfa, Mattei, Silvio Trentin, Tonolo, Lombroso, Giorgio Amendola,  Concetto Marchesi che scrive ai suoi studenti:

“In queste ore d’angoscia, tra le rovine di una guerra inplacata,

in nessuno di voi manchi, o giovani,

lo spirito della salvazione.

Quando tutto questo ci sia,

tutto risorgerà quello che fu malamente distrutto,

tutto si compirà quello che fu giustamente sperato.”

Benedetto Croce scrive:

“La libertà deve essere negli animi una religione,

la più sublime delle religioni col loro rigore e i loro scrupoli…

E se questa religione, per effetto dell’oppressione sofferta

metterà un tempo più lungo e più profonde radici che non avesse in passato,

quell’aggressione non sarà stata invano.”

 Silvio Trentin lancia il suo appello al popolo veneto “guardia avanzata della nazione” per l’insurrezione armata:

“Ognuno sa quale sia stata la sorte degli altri……O risorgere o sparire…

…L’ora cioè in cui ad esso è dato,  per l’ultima volta,

di decidere se la schiavitù sia meglio che la libertà…

Ormai il popolo italiano non ha che se stesso su cui contare.”

Il 14 novembre 1943 nasce la Repubblica Sociale Italiana RSI (Sociale non fascista specifica Mussolini)

Giuseppe Bottai scrive:”Questa non è la Repubblica degli italiani, è la Repubblica di Mussolini. Una monarchia, cioè, di cui Mussolini s’è nominato duce, anziché re”.

Leo Valiani denuncia “l’inferocimento degli animi” e il “pericolo della guerra civile”. E’ una guerra che vede da una parte fascisti e tedeschi che occupano insieme mezza Italia e dall’altra italiani chevogliono liberarla. Veneti controveneti, friulani controfriulani,talvolta persino guerra dentro la stessa famiglia,fratelli contro fratelli, figli contro padri. I giorni che seguono sono i peggiori della nostrastoria, certo i più drammatici, i più affollati di vendette.

Le “S.S. italiane” sono formate da militari italiani che accettano di agire alle dirette dipendenze di ufficiali germanici. Giurano in pubblico fedeltà al nazismo e alla Germania, non all’Italia.

“Davanti a Dio, presto questo  giuramento:

  • che nella lotta per la mia Patria italiana contro i suoi nemici
  • sarò in maniera assoluta obbediente ad Adolfo Hitler,
  • supremo comandante dell’esercito tedesco
  • e quale soldato valoroso
  • sarò pronto in ogni  momento
  • a dare la mia vita per questo giuramento.”

 

Il mio Papà, dopo l’Armistizio dell’8 Settembre 1943, assieme a migliaia di altri Soldati Italiani, fu fatto prigioniero e deportato nei Lager nazisti in Germania. E lì  sono rimasti fino alla Morte. I più fortunati fino alla Liberazione del maggio 1945. (Il mio Papà e  tre zii materni, sono tra questi fortunati!)

Declassati a I.M.I ( Internati Militari Italiani) – (Status illegale creato da Hitler e non previsto dalle convenzioni perché detenuti in uno stato belligerante (Terzo Reich), con uno stato tutore non neutrale ma belligerante coinvolto (RSI), senza assistenza della Croce Rossa Internazionale (CICR) ma dalla Croce Rossa fascista della RSI).

VOLONTARI-SCHIAVI, essendosi rifiutati di sottoscrivere il suddetto Giuramento, che li costringeva a tradire i loro semplici valori legati alla FEDELTA’ alla parola data al loro re, alla loro terra, alla patria, a se stessi e alla famiglia.

AGLI IDEALI DI LEALTA’ – LIBERTA’- GIUSTIZIA – VERITA’- DIGNITA’- RISPETTO -DEMOCRAZIA

Il mio Papà, come tanti alti IMI, sono stati costretti al Lavoro coatto, in condizioni di vita disumane, nelle Gallerie e Miniere dove si producevano armi per la Germania. Non sono mai stati pagati e risarciti. E così pregavano:

PREGHIERA DEL RIBELLE

“Signore che fra gli uomini drizzasti la Tua Croce, segno di contraddizione…

Dio che sei Verità e Libertà,  facci liberi e intensi:

alita nel nostro proposito, tendi la nostra volontà,

moltiplica le nostre forze, vestici della tua armatura….

Quanto più incupisce l’avversario,

facci limpidi e dritti.

Nella tortura serra le nostre labbra.

Spezzaci, non lasciarci piegare…

Liberaci dalla tentazione degli affetti:

veglia tu sulle nostre famiglie.”

In questo GIORNO DELLA MEMORIA, rendo omaggio a quell’unico VALOROSO SUPERSTITE  presente stamattina, alla consegna della MEDAGLIA D’ONORE.

E ringrazio di cuore il mio Papà, umile contadino, che ha saputo tenersi informato, unirsi a persone che rispondevano ai suoi ideali, ha saputo scegliere coraggiosamente…con la consapevolezza  di fare solamente il suo dovere di uomo soldato, responsabile e innamorato!

Oggi il mio Papà mestamente sorriderà, ma non alla medaglia d’onore al valor militare, bensì al “risveglio dall’oblio” di una parte importante della STORIA, che ha contribuito alla nascita della nostra meravigliosa COSTITUZIONE ITALIANA!

VIVA GLI  I.M.I!

(Nives)

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