Medaglia d’onore

Oggi . 27 GENNAIO 2016,

alla Presenza delle massime Autorità di Treviso,

è stata consegnata alla Mamma,

una Medaglia d’onore

alla Memoria di mio Padre,

schiavo di Hitler.

Dopo la vergogna  dell’8 settembre 1943, che ha visto la fuga del Re Vittorio Emmanuele III… di Badoglio…molti ministri…. e del capo di stato maggiore (responsabile della sorte di milioni di soldati italiani in mezza Europa).

Dopo il cambio degli alleati….

i Militari Italiani, (abbandonati a se stessi e confusi)  si sono trovati obbligati a fare una scelta di vita:

  • Imboscarsi
  • Restare con Mussolini
  • Scegliere la Resistenza

Il 16 Settembre 1943, Mussolini annunciava la Costituzione del Partito Fascista Repubblicano.

Nello stesso mese di Settembre 1943, nasceva a Padova il Comitato di Liberazione Nazionale (Cln), formato da uomini di ogni fede politica:

De Gasperi, Togliatti, Pertini, Nenni, Parri, Valiani, Luigi Longo, Lombardi, Saragat, LaMalfa, Mattei, Silvio Trentin, Tonolo, Lombroso, Giorgio Amendola,  Concetto Marchesi che scrive ai suoi studenti:

“In queste ore d’angoscia, tra le rovine di una guerra inplacata,

in nessuno di voi manchi, o giovani,

lo spirito della salvazione.

Quando tutto questo ci sia,

tutto risorgerà quello che fu malamente distrutto,

tutto si compirà quello che fu giustamente sperato.”

Benedetto Croce scrive:

“La libertà deve essere negli animi una religione,

la più sublime delle religioni col loro rigore e i loro scrupoli…

E se questa religione, per effetto dell’oppressione sofferta

metterà un tempo più lungo e più profonde radici che non avesse in passato,

quell’aggressione non sarà stata invano.”

 Silvio Trentin lancia il suo appello al popolo veneto “guardia avanzata della nazione” per l’insurrezione armata:

“Ognuno sa quale sia stata la sorte degli altri……O risorgere o sparire…

…L’ora cioè in cui ad esso è dato,  per l’ultima volta,

di decidere se la schiavitù sia meglio che la libertà…

Ormai il popolo italiano non ha che se stesso su cui contare.”

Il 14 novembre 1943 nasce la Repubblica Sociale Italiana RSI (Sociale non fascista specifica Mussolini)

Giuseppe Bottai scrive:”Questa non è la Repubblica degli italiani, è la Repubblica di Mussolini. Una monarchia, cioè, di cui Mussolini s’è nominato duce, anziché re”.

Leo Valiani denuncia “l’inferocimento degli animi” e il “pericolo della guerra civile”. E’ una guerra che vede da una parte fascisti e tedeschi che occupano insieme mezza Italia e dall’altra italiani chevogliono liberarla. Veneti controveneti, friulani controfriulani,talvolta persino guerra dentro la stessa famiglia,fratelli contro fratelli, figli contro padri. I giorni che seguono sono i peggiori della nostrastoria, certo i più drammatici, i più affollati di vendette.

Le “S.S. italiane” sono formate da militari italiani che accettano di agire alle dirette dipendenze di ufficiali germanici. Giurano in pubblico fedeltà al nazismo e alla Germania, non all’Italia.

“Davanti a Dio, presto questo  giuramento:

  • che nella lotta per la mia Patria italiana contro i suoi nemici
  • sarò in maniera assoluta obbediente ad Adolfo Hitler,
  • supremo comandante dell’esercito tedesco
  • e quale soldato valoroso
  • sarò pronto in ogni  momento
  • a dare la mia vita per questo giuramento.”

 

Il mio Papà, dopo l’Armistizio dell’8 Settembre 1943, assieme a migliaia di altri Soldati Italiani, fu fatto prigioniero e deportato nei Lager nazisti in Germania. E lì  sono rimasti fino alla Morte. I più fortunati fino alla Liberazione del maggio 1945. (Il mio Papà e  tre zii materni, sono tra questi fortunati!)

Declassati a I.M.I ( Internati Militari Italiani) – (Status illegale creato da Hitler e non previsto dalle convenzioni perché detenuti in uno stato belligerante (Terzo Reich), con uno stato tutore non neutrale ma belligerante coinvolto (RSI), senza assistenza della Croce Rossa Internazionale (CICR) ma dalla Croce Rossa fascista della RSI).

VOLONTARI-SCHIAVI, essendosi rifiutati di sottoscrivere il suddetto Giuramento, che li costringeva a tradire i loro semplici valori legati alla FEDELTA’ alla parola data al loro re, alla loro terra, alla patria, a se stessi e alla famiglia.

AGLI IDEALI DI LEALTA’ – LIBERTA’- GIUSTIZIA – VERITA’- DIGNITA’- RISPETTO -DEMOCRAZIA

Il mio Papà, come tanti alti IMI, sono stati costretti al Lavoro coatto, in condizioni di vita disumane, nelle Gallerie e Miniere dove si producevano armi per la Germania. Non sono mai stati pagati e risarciti. E così pregavano:

PREGHIERA DEL RIBELLE

“Signore che fra gli uomini drizzasti la Tua Croce, segno di contraddizione…

Dio che sei Verità e Libertà,  facci liberi e intensi:

alita nel nostro proposito, tendi la nostra volontà,

moltiplica le nostre forze, vestici della tua armatura….

Quanto più incupisce l’avversario,

facci limpidi e dritti.

Nella tortura serra le nostre labbra.

Spezzaci, non lasciarci piegare…

Liberaci dalla tentazione degli affetti:

veglia tu sulle nostre famiglie.”

In questo GIORNO DELLA MEMORIA, rendo omaggio a quell’unico VALOROSO SUPERSTITE  presente stamattina, alla consegna della MEDAGLIA D’ONORE.

E ringrazio di cuore il mio Papà, umile contadino, che ha saputo tenersi informato, unirsi a persone che rispondevano ai suoi ideali, ha saputo scegliere coraggiosamente…con la consapevolezza  di fare solamente il suo dovere di uomo soldato, responsabile e innamorato!

Oggi il mio Papà mestamente sorriderà, ma non alla medaglia d’onore al valor militare, bensì al “risveglio dall’oblio” di una parte importante della STORIA, che ha contribuito alla nascita della nostra meravigliosa COSTITUZIONE ITALIANA!

VIVA GLI  I.M.I!

(Nives)

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Internati Militari Italiani

http://www.lager.it/imi_italiani.html

GRAZIE PAPA’

Grazie per il tuo “no”.

Grazie per la coraggiosa Resistenza non violenta.

Grazie per la tua Fede, Lealtà e Amor patrio.

Grazie per il Lavoro compiuto 

fino allo stremo delle forze…

in favore della Libertà della nostra ITALIA!

Non ti sei mai sentito un’eroe

Ma fiero sì!

Per aver compiuto fino in fondo

il tuo Dovere!

Grazie…a nome mio e dei miei Figli!

(8 Settembre 1943 – 25 Aprile 1945)

rosa rossa

A proposito dei Lager…

…nella  S T O R I A  D’ E U R O P A!

lager in Europa

– MILITARI ITALIANI NEI LAGER –

1943 – 1945

(SEICENTOMILA NO…a Mussolini e Hitler)

abbigliamento IMI

Dopo l’oblio, è stato riconosciuto a mio papà:

Anno 1964 – Accolta e Archiviata 

La domanda di Indennizzo a favore degli ex Internati Militari in Germania (obbligati ai lavori forzati).

                       Anno 1966 – n° 2 CROCI AL MERITO DI GUERRA

Meritodiguerra

Anno 1984 – DIPLOMA DI ONORE AL COMBATTENTE PER LA LIBERTA’ 1943 – 1945 

(firmato dal Presidente della Repubblica SANDRO PERTINI)

diploma di onore Sandro Pertini

Edoardo Pittalis, nel suo Libro: “IL SANGUE DI TUTTI” scrive:

Tre erano le scelte:

 – imboscarsi

– restare con Mussolini

– scegliere la Resistenza

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Resistenza esistenziale

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ETTY HILLESUM

Il padre, Louis Hillesum, professore di lingue classiche, era direttore del ginnasio municipale di Deventer. La madre, Rebecca Bernstein,un’ebrea di origine russa, era emigrata dal suo paese natale in Olanda nel 1907 in seguito a un pogrom. Etty era la maggiore di tre fratelli. Micsha, il più giovane, dotato di un grande talento musicale che lo fece conoscere come uno dei maggiori pianisti olandesi dell’epoca e Jaap, di due anni più giovane di Etty, anch’egli molto dotato: a diciassette anni scoprì l’esistenza di una vitamina che gli consentì di frequentare i laboratori medici ancora studente, molto prima di diventare medico. Saranno tutti deportati ad Auschwitc il 7 settembre 1943.

Nella storia eccezionale di questa giovane donna ciò che colpisce e attrae innanzitutto è l’essere umano che scrive. Etty Hillesum (ha ventisette anni all’epoca dell’occupazione e muore due anni dopo) offre il raro esempio di una persona che incarna la virtù morale proprio nel momento in cui il mondo le sta crollando intorno. Nella disperazione più buia, la sua vita risplende come una gemma. Etty fa il possibile per ricreare l’armonia nell’ambiente che la circonda, dapprima occupandosi degli esseri che le sono vicini, poi andando a lavorare a Westrbork. Nonostante tutto non se la sente mai di predicare, perché prima che con gli altri è esigente con se stessa. Ha fatto suo il precetto di Marco Aurelio e scrive nel suo diario: 

“Per il momento farei meglio a tacere, e a essere”

(da “Umanità nei Lager nazisti” – L.F.Ruffato/P.Zanella)

shoah

“Anche nelle situazioni estreme, persino in un Lager, è possibile sperimentare la felicità di essere vivi” (Imre Kertész, Nobel per la letteratura, deportato ad Auschwitc a Buchenwald)

Luigi Settembrini

costituzione

Cittadino e maestro esemplare Luigi Settembrini fu uno dei più puri patrioti del Risorgimento.

Nato a Napoli il 17 Aprile 1813, vi studiava legge quando a 17 anni, già orfano di madre, perdette il padre da cui ebbe in eredità l’amor di patria insieme con la povertà e cinque fratelli minori da mantenere. Ciò nonostante, a 22 anni, poté ottenere per concorso la cattedra di lingua greca al liceo di Catanzaro e poté prendere per moglie la fanciulla dei suoi sogni.

Luigi Settembrini

L’affetto per la famiglia non gli fece però trascurare l’amore per la patria oppressa dai Borboni. Divenne quindi cospiratore coi seguaci di Mazzini, ma tradito per lucro da un compagno, fu arrestato l’8 maggio 1839 e tradotto nel carcere di Napoli. Tre anni dopo fu liberato per mancanza di prove,  ma privato della cattedra e tenuto d’occhio. Riuscito più tardi a rifugiarsi a Malta col figlio Raffaele, tornò a Napoli dopo la rivoluzione palermitana del gennaio 1848 e la proclamazione della Costituzione, a cui fu costretto Ferdinando II. Ma poiché subito dopo il re se ne pentì e iniziò la reazione, il Settembrini con Silvio Spaventa creò l’associazione segreta “Unità italiana”.

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Fu tradito ancora da un tale Iervolino, spia pagata, e il 23 giugno 1849 arrestato per la seconda volta e condannato al capestro con altri due patrioti dopo un processo lungo ed iniquo. Quando gli fu comunicata in carcere la sentenza, egli disse calmo all’usciere: “Ringraziate la Corte in nome di Luigi Settembrini”. Né perse la calma e la fierezza nei “tre giorni in cappella” (riportati nelle sue celebri “Ricordanze”) che avrebbero dovuto precedere l’esecuzione della sentenza. Ma all’ultimo momento la condanna capitale fu commutata, per lui ed i compagni, in ergastolo a vita.

Dieci anni dopo il re preferì liberarsi dei prigionieri politici e li fece imbarcare per deportarli in Argentina. Se non che un audace colpo di mano del giovane Raffaele, figlio del Settembrini ed ufficiale della marina britannica, li portò in Inghilterra verso la libertà. Dopo la cacciata dei Borboni dal Regno delle Due Sicilie, il Settembrini tornò a Napoli dove riprese l’insegnamento. Nel 1873 fu nominato Senatore ed il 3 novembre 1876 chiuse in povertà la sua nobile vita.

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VOLO SULL’ITALIA

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ISOLA DEI GABBIANI – SARDEGNA

Un ragazzo sogna di compiere un volo meraviglioso, in diverse tappe, in varie parti del mondo, seduto su un aquilone trainato da un germano. Adesso i due amici, il ragazzo e il germano, lasciata l’incantevole Sardegna, stanno sorvolando la Sicilia verso la penisola italiana.

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VULCANO ETNA

“La partenza avvenne al primo sole.

– Verso Ponente, ora – gridò Avioletto. – Presto. il volo procedeva veloce. – Dove siamo? – – Aspetta…vedi quell’alto monte coperto di neve? Ha un filo di fumo sulla cima…Ma sì è l’ETNA; siamo in SICILIA , Paperetto mio, la più grande isola italiana. Dopo un voletto intorno all’Etna, i due ardimentosi puntarono verso il Nord.

Stretto di Messina
STRETTO DI MESSINA

– Stiamo sorvolando lo STRETTO DI MESSINA. Guarda una traghetto; trasporta un treno tutto intero. – E dove andiamo? – In CALABRIA. Quanti monti boscosi, e che vista magnifica! Di qua il MAR IONIO, di la il MAR TIRRENO. Com’è bella l’ITALIA!

Calabria
CALABRIA
Calabria
CALABRIA

 Continuiamo sempre diritto? – Ecco: tu segui il crinale dell’APPENNINO. 

Lucania selvaggia
LUCANIA selvaggia

Vedi, la LUCANIA selvaggia è qui sotto;

più a Est, oltre il GOLFO DI TARANTO, 

si profila verde la piana di PUGLIA, in riva all’ADRIATICO. 

Puglia
PUGLIA
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GARGANO

– Ecco là un altro Etna! – esclama Paperverde! – Ma che dici! Quello è il VESUVIO. Un altro vulcano, vuoi dire, ma più piccolo. E di fronte riposa NAPOLI, la bella città della CAMPANIA.

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NAPOLI

– Quante montagne, ora, qui sotto! – Avvicinati al TIRRENO. Oh! – Che c’è? – Ma quella è ROMA! E tacque commosso.

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ROMA

In breve furono sopra la CITTA’ ETERNA.

 

 

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ROMA E IL TEVERE
CUPOLA DI SAN PIETRO
CUPOLA DI SAN PIETRO

– Vedi SAN PIETRO: la cupola, la Basilica, la Piazza. Ecco la CITTA’ DEL VATICANO, dove abita il Papa.

Basilica San Pietro
PIAZZA SAN PIETRO
Roma dall'alto italiano
ROMA E IL TEVERE

– E quel fiume? – chiese Paperverde, sempre interessato ai corsi d’acqua!

E’ il TEVERE perbacco. Che meravigliosa città! Ecco qui il GIANICOLO verde, il COLOSSEO, e il bianco ALTARE DELLA PATRIA, i palazzia e le chiese, le piazze e le rovine. Salutiamola, Paperverde, è la CAPITALE D’ITALIA. 

Roma

Il volo continuò verso il Nord sopra innumerevoli monti e vallate. Quanti filari di cipressi e quante vigne!

Toscana
TOSCANA

Toscana

– Dovremo essere in TOSCANA. Sì, sì!

FIRENZE
FIRENZE

Vedi FIRENZE sulle rive dell’ARNO? Quel palazzone merlato è Palazzo Vecchio. 

Animo, Paperverde: scavalchiamo gli APPENNINI e saremo nella PIANURA PADANA.

Vedi quei due ruscelletti? Sono il Tevere e l’Arno, che nascono su quei monti e poi si ingrosseranno, via via che si avvicinano al mare.

Dopo aver attraversato il PO, solenne nel suo maestoso cammino,

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FIUME PO
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FIUME PO

videro all’orizzonte, in riva la mare, VENEZIA, la fiabesca città che sorge dall’acqua con i suoi cento palazzi e i suoi canali tortuosi, nei quali si specchiano le cupole delle chiese e le cuspidi dei campanili.

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VENEZIA
Venezia
VENEZIA
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MAGIA A VENEZIA

Silenziose gondole nere se ne andavano lente di casa in casa.

Su, in alto in alto, che voglio salutare TRIESTE, che riposa là in fondo, oltre l’ADRIATICO.

Passarono sulla PIAZZA SAN MARCO, salutati da vicino da uno stormo di piccioni color piombo, che ritornarono però presto sulla piazza a cercarvi il becchime.

LA SERENISSIMA
LA SERENISSIMA

– Verso Occidente, Paperverde. Ormai siamo vicino a casa. Belle Pianure verdi, solcate da fiumi e da canali, si perdevano all’orizzonte, in due ampie cortine di monti. – Vedi le famose città della Pianura Padana? PADOVA E VICENZA ormai le abbiamo sorpassate: ecco VERONA sull’ADIGE:

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balcone di Giulietta

 

questo fiume ci porta il saluto di TRENTO, ch’esso ha visitato prima di giungere qua. Ecco davanti a noi il

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 LAGO DI GARDA

Passarono sulla forte BRESCIA, dominata dal CASTELLO turrito.

– Ora siamo in LOMBADIA, la più ricca Regione d’Italia; ben presto saremo a…

MILANO
MILANO

Dopo qualche tempo infatti Paperverde disse: – E’ quella Milano? – Proprio. Si vede il DUOMO, con le sue cento guglie e la Madonnina dorata.

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LA MADONNINA

 

la Madonnina a Milano
DUOMO DI MILANO

 

Vedi più in là, nel verde, il Castello Sforzesco, con le sue torri e le sue mura merlate. Ora pieghiamo un po’ verso Sud. Vorrei vedere il MAR LIGURE, prima di arrivare a casa. Paperverde deviò e dopo un po’ stava sorvolando l’APPENNINO LIGURE.

 

 

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GENOVA

-Ecco GENOVA con i suoi palazzi arrampicati sul monte e il suo Porto popolato di navi.

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CINQUE TERRE

Torniamo. Rivalicarono gli Appennini e furono di nuovo sulla Pianura Padana. – TORINO!

TORINO
TORINO

– Guarda la Mole Antonelliana e il PO, e i castelli e i giardini e le officine.

Ma ormai si fa sera. Ancora un’ultimo sforzo e siamo finalmente a casa.

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ITALIA

(EUGENIO ZANI)

– dal Libro di Lettura di Terza Elementare dell’anno scolastico 1964-1965 –

 

 

“….andrem sulla montagna”

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“O cari vecchi alpinisti, gli sciatori di oggi…

alpini

…non hanno davvero serbato fede all’amore che vi trasse sui monti.

amore per i monti

Oggi purtroppo la montagna serve allo sci e sciando i giovani sparlano e le ragazze fumano e si potrebbe cantare la canzone di un tempo: “Le donne si son messe i pantaloni…” il che, si badi bene, tra i molti sarebbe certo il minor guaio. Il male gli è che anche sulla montagna non si sono lasciati addietro i belletti e i cosmetici: le truccature esterne e anche le truccature interne dell’anima.

alpini

….Eppure sarebbe bastato alzare un poco la faccia stasera al calar del sole e ammirare la bellezza delle montagne azzurre e rosate che uguali soltanto Tiziano, che aveva il Cadore negli occhi, le dipinse negli orizzonti dei suoi quadri.

sciando sui monti

Quando a Oulx si aspettava il treno del ritorno, il numero degli sciatori era forse il doppio di quello del mattino. Allineati uno accanto all’altro sembravano un battaglione.

disagio

Ma perché nessuno cantava? Che è in montagna una festa senza canti? Ai miei tempi, e son ancora giovane, si era in quattro e si cantava in quattro, in tre e si cantava in tre e se si era in uno, si cantava da soli!” (Lorenzo Bracaloni)

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