Posts Tagged ‘stupore’

La primavera

“Quando il cielo ritorna sereno

come l’occhio di una bambina,

la primavera si sveglia. E cammina

per le mormoranti foreste,

sfiorando appena

con la sua veste

color del sole

i bei tappeti di borracina.

Ogni filo d’erba reca un diadema,

ogni stilla trema.

Qualche gemma sboccia

un po’ timorosa,

o porge la boccuccia color di rosa

per bere una goccia

di rugiada…

Nei casolari solitari

i vecchi si fanno sulla soglia

e guardano la terra

che germoglia.

La capinera prova una canzonetta

ricamata di trilli

e poi cinguetta

come una scolaretta.

I grilli

bisbigliano maliziose parole

alle margherite

vestite

di bianco. Spuntano le viole…

A notte le raganelle

cantano la serenata per le piccole stelle.

I balconi si schiudono

perché la notte è mite,

e qualcuno s’oblia

ad ascoltare quel che voi dite

alle piccole stelle,

o raganelle

malate di malinconia.”

(UGO BETTI)

BUONA NUOVA PRIMAVERA ALLA VITA!

Questione di occhi

“Cesare Pavese parla del “mestiere di vivere”, che è cosa terribilmente importante e raffinata: mestiere che si impara giorno per giorno, che non si trasmette in eredità, che soprattutto non si è mai sicuri di aver appreso una volta per tutte. Il più difficile tra tutti i mestieri. Si comincia ad impararlo da piccoli, con la soddisfazione dei primi passi e la delusione delle prime cadute, con le carezze morbide e le sgridate amare: ci si allena un po’ alla volta, ma mai abbastanza e mai come nella giovinezza sembra aspro e incerto. O immediato e sicuro. Come la stella, che c’è e non c’è, si verifica una coincidenza di stati che nel suo sovrapporsi forse rendono possibile la luce.

E brilla in noi, anche quando quell’età è passata da un pezzo, la tenue speranza di non aver perso la prospettiva di un futuro, di poter capovolgere la sorte, di possedere uno sguardo che fa vedere nuove tutte le cose. Mi convinco che è una questione di occhi, solo di occhi, che riescono a trovare la vita, tutta la vita, nelle cose che guardano. Allora decido: la mia stella è viva.” (Maria Teresa Albignente)

 Brano tratto dal Giornalino della FRATERNITA’ DI ROMENA – dedicato ai GIOVANI – Anno 2015)

Acqua

“Libertà è poco. Quello che desidero ancora non ha nome.”

(Clarice Lispector)

Lo Stupore della Vita

UN BACIO A GIOELE..

IL MIO BIMBO

CHE VIVE IN CIELO!

Canto della Terra

Perdona i Tuoi Figli

o Madre Terra.

La Tua struggente Generosità

insegni Loro

la Bellezza dell’Amore

 la Ricchezza della Biodiversità

la Libertà dell’Autenticità

la Leggerezza della Semplicità

la Pace della Verità

la Fecondità della Gratuità

il Mistero del Tempo

il Diritto di ogni Tua Creatura

di poter Sorridere alla Vita.

(Nives)

Il Faggio

faggio

Quando ogni cosa è da tempo spoglia, il faggio si erge ancora nel suo manto di foglie appassite per tutto dicembre, gennaio, febbraio,

Neve-Tre-Faggi15

la tempesta lo squassa; la neve gli cade sopra e poi vi sgocciola; le foglie secche, inizialmente brune, si fanno sempre più chiare, sottili, seriche,

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ma l’albero non le abbandona, esse devono proteggere le nuove gemme.

Bosco.faggio-800

Poi in un qualche giorno di ogni primavera, ogni volta più tardi di quanto ci si aspettava, l’albero di colpo si presentava diverso, aveva perso il vecchio fogliame e al suo posto aveva messo le novelle e tenere gemme imperlate di umidità.

gemme di faggio

Stavolta fui testimone di questa metamorfosi. Ciò che per cinque, sei mesi aveva retto e opposto resistenza, soggiacque in pochi minuti a un niente.

faggi43

Avvenne subito, dopo che la pioggia aveva reso il paesaggio verde e fresco, un’ora pomeridiana verso la metà di aprile; io non avevo ancora sentito nel corso dell’anno un cuculo e non avevo scoperto nel prato nessun narciso.

bonsai

Solo pochi giorni prima me ne ero rimasto fermo qui nel forte vento del nord, rabbrividendo e con il bavero alzato,

figlie_faggio

e avevo osservato con ammirazione come il faggio si ergeva imperturbabile nel vento travolgente. (Hermann Hesse)

faggio

Il linguaggio muto dei fiori

“Fermati ogni tanto. Fermati e lasciati prendere dal sentimento di meraviglia davanti al mondo.”

(Tiziano Terzani)

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