Posts Tagged ‘umiltà’

Il pastorello povero

“La notte che nacque Gesù, gli angeli portarono l’annuncio ai pastori, e questi vollero andare subito a visitarlo. Ognuno prese un dono da offrire al Bambino. Ma uno di loro era poverissimo e non voleva andare perché si vergognava di presentarsi a mani vuote. Quando gli altri pastori vennero a saperlo, tanto fecero che riuscirono a convincerlo ad unirsi a loro. Arrivati alla grotta tutti si inginocchiarono poi cominciarono a presentare i loro doni. Il pastorello povero stava a distanza e osservava tutto, ma non osava avvicinarsi. Quando la Madre, Maria, lo vide gli fece cenno di accostarsi. Il pastorello si guardò intorno: gli altri erano abbastanza discosti, chiamava proprio lui! Allora si avvicinò tremante e Maria, con estrema tenerezza, gli depose il Bambino tra le braccia. Poi si mise ad aiutare Giuseppe a ricevere i doni dagli altri pastori.”

(Brano tratto dal Calendario di Frate Indovino – Mese di Dicembre 2018)

Un’umile meraviglia

Il maestro Vannucci spiega:

“Siamo stati seminati nella vita e ognuno di noi ha ricevuto un seme particolare che non è sostituibile da nessun altro: se noi tradiamo la nostra singolarità introduciamo nell’universo una disarmonia. Non dobbiamo imporre la nostra singolarità agli altri, ma essa deve muoversi armoniosamente con le altre singolarità. L’accettare le proprie vibrazioni, la propria intelligenza, le proprie capacità creative, è un atto di profonda umiltà, perché così diventiamo fecondi.
C’è una parte della nostra vita cristiana che consiste nel piangere i propri difetti, i propri peccati, nel battersi il petto: Signore, non son degno; Signore, non sono niente. Ma è possibile? Dio ci ha creati per la gioia e per la vita, non per piangere! Hai peccato? Va bene, il peccato è la rivelazione di quello che tu sei. Vai avanti! Cristo ti dice: «Io ho preso su di me il tuo peccato». Cristo ci vuole generosi, ci vuole coraggiosi. Il fermarsi a piangere continuamente sui nostri difetti non è sano. Noi dobbiamo ritrovare la gioia e lo slancio di vivere, la fiducia nella vita. La vita è dura, ma è forte, è solare! Non introduciamo mai delle cose che ci possano portare a un appassimento di vita, anche nella nostra chiesa.
L’umiltà è accettare la vita con gioia, con entusiasmo, desiderosi di dare la vita a tutto quello che abbiamo ricevuto e che deve maturare sul nostro terreno che, essendo “umile”, è fertile, e quanto più è umile tanto più è fertile.”
E allora lasciamoci irrigare dalla pioggia che scende dal cielo e facciamo della nostra vita un’umile meraviglia!

Incontrarsi

“Incontrarsi è l’umiltà di sentire l’altro prezioso quanto te.”

(Renato Zilio)

luniverso-e-un-mandala

AUGURI A TUTTI DI BUON ANNO 2017!

(Nives)

La radice delle virtù

“Cammina come se stessi baciando la terra con i piedi.”

(Tich Nhat Hanh)

Il salto libero

Maria Madre di Gesù

(Maurice Bellet)

“Il risultato della rinuncia è solitamente la fine

del carattere conflittuale che l’inizio del processo

di rinuncia riveste. Non che si passi a una

semplice tranquillità, senza più né ansie né ferite,

si passa piuttosto alla forza, a una forza diventata

libera, libera per la relazione, libera per tutto ciò

che vi è connesso.

confidenza in Dio

Se la rinuncia conservasse un carattere di repressione,

se restasse un conflitto bloccato, questo sarebbe

segno di fallimento.

Si deve andare oltre, senza rimuovere la rinuncia.

Il processo della rinuncia è altro dal cambiamento

positivo che si scontra con le resistenze del modo

di essere di prima.

Si capisce rinunciando come la rinuncia sia così

prossima a quell’altra operazione che è la liberazione,

la salvezza.

mitezza

Ci Vuole Un Fiore

BUONA DOMENICA!

nives

Nulla è per Caso

“Chi volge le spalle al sole,

non vede altro

che la sua ombra.”

(Antoine de Saint Exupéry)

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