Un metro oltre l’orizzonte

(Avere nuovi occhi……per Ricominciare)

“Ogni uomo deve cercare la Sorgente del suo essere.” (Gandhi)

“Quanto più l’uomo si conosce, tanto più progredisce.” (Gandhi)

“Chi vuol salvare il suo tempo, non fa neppure una sola cosa inutile.” (Gandhi)

“Finché non c’è armonia tra corpo, mente ed anima, nulla riesce bene.” (Gandhi)

“La musica non sgorga solo dalla gola. Hanno la loro musica anche la mente e i sensi e il cuore.” (Gandhi)

“Più potente di qualsiasi parola è un pensiero puro.” (Gandhi)

“Prima o poi, ciò che abbiamo nel cuore si manifesta anche all’esterno.” (Gandhi)

“Un saggio ha affermato che solo nel silenzio ci prepariamo alla realizzazione personale. E la nostra vita futura sarà intonata alla realtà profonda.” (Gandhi)

“Lo stesso saggio dice che dalla pace del cuore nasce una forza profonda che non viene mai meno.” (Gandhi)

“Scopro ogni giorno di più l’importanza del silenzio. Il silenzio è necessario a tutti, ma è veramente d’oro per chi deve lavorare.” (Gandhi)

“Se vedessi la bellezza interiore, ogni altra bellezza impallidirebbe fino a diventare insignificante.” (Gandhi)

“Quando possiamo dire di aver impegnato nello sforzo tutte le nostre migliori energie? Quando vi portiamo tutti noi stessi, senza alcun limite. Normalmente, il successo corona un simile sforzo.” (Gandhi)

“L’uomo prova una gioia incontenibile quando raggiunge qualche cosa che va oltre le sue speranze.” (Gandhi)

“Quando il cuore di un uomo è ripieno di luce celeste, scompaiono dalla sua strada gli ostacoli.” (Gandhi)

“Non c’è alcuna gioia che possa essere paragonata con quella del pacifico compimento del proprio dovere.” (Gandhi)

“La tranquillità del cuore è la maggiore sapienza.” (Gandhi)

“Il puro pensiero è una cosa talmente sottile e, al tempo stesso, talmente potente che può pervadere tutto.” (Gandhi)

“La modestia e l’umiltà nutrono l’uomo e lo aiutano a crescere.” (Gandhi)

“Ci andrà tutto bene se, anche nelle ore di lavoro, saremo coscienti della presenza di Dio in noi.” (Gandhi)

“Dio cammina a piedi.” (Gandhi)

titolo

Tracce:

Don Luigi Verdi – Fondatore di https://www.romena.it/

Frasi di M. K. Gandhi da “Ogni giorno un pensiero”  

(Titolo originale dell’Opera: A THOUGHT FOR THE DAY) – E.M.I Bologna

Quadri: Opere di Gustav Klimt – Claude Monet – Luigi Bertelli – Camille Pissarro Pontoise

La leggenda dell’albero di Natale

“Quando nacque Gesù Bambino, tutte le cose animate del mondo ne sentirono una gran gioia. Ogni giorno veniva gente a vedere il fanciullo e a portargli umili doni.

Vicino alla stalla dove riposava, c’erano tre alberi: un Palmizio, un Olivo e un Abete.

Vedendo passare i visitatori sotto i loro rami, furon presi dal desiderio di dare anch’essi qualcosa al Bambino Gesù. Il Palmizio disse:

  • Prenderò la mia più bella palma, e la metterò vicino alla mangiatoia, per far vento dolcemente al Bambino.
  • Ed io, disse l’Olivo, spremerò le mie olive per ungere i suoi piedini.
  • Che cosa posso offrire io al Bambino? Domandò l’Abete.
  • Tu! Risposero gli altri, tu non hai nulla da offrire. I tuoi aghi aguzzi pungerebbero il Bimbo, e le tue lacrime sono resinose.

Il povero Abete si sentì molto infelice e disse:

  • Avete ragione, non ho niente che sia degno d’essere offerto al Bambino.

Un angelo si trovava lì vicino, e udì quelle parole. Ebbe pietà dell’Abete così umile e decise di aiutarlo.

In alto, nel cielo, le stelle cominciavano a brillare. L’angelo chiese ad alcune di scendere e di posarsi sui rami dell’Abete. Esse obbedirono ben volentieri; e il grand’albero ne fu tutto illuminato. Dal cantuccio ov’era coricato, il Bambino poteva vederlo; i suoi occhi brillarono alla vista di quelle belle luci, e l’Abete ne fu tutto felice.

Molti anni dopo, le persone che conoscevano questa storia, presero l’abitudine di far brillare in ogni casa, la vigilia di Natale, un abete carico di candele accese, come quello che aveva brillato davanti al presepio.

Così l’abete fu ricompensato della sua umiltà.”

Leggenda tedesca – vers. di F. BESSAC (da: “Racconti di tutti i paesi” – S.E.I. Torino)

 

Cari Amici del Blog, vogliate gradire i miei più sinceri Auguri di Buone Feste!

Che la gioia del Natale sia vera e profonda dentro al cuore!

Nives

 

Il pastorello povero

“La notte che nacque Gesù, gli angeli portarono l’annuncio ai pastori, e questi vollero andare subito a visitarlo. Ognuno prese un dono da offrire al Bambino. Ma uno di loro era poverissimo e non voleva andare perché si vergognava di presentarsi a mani vuote. Quando gli altri pastori vennero a saperlo, tanto fecero che riuscirono a convincerlo ad unirsi a loro. Arrivati alla grotta tutti si inginocchiarono poi cominciarono a presentare i loro doni. Il pastorello povero stava a distanza e osservava tutto, ma non osava avvicinarsi. Quando la Madre, Maria, lo vide gli fece cenno di accostarsi. Il pastorello si guardò intorno: gli altri erano abbastanza discosti, chiamava proprio lui! Allora si avvicinò tremante e Maria, con estrema tenerezza, gli depose il Bambino tra le braccia. Poi si mise ad aiutare Giuseppe a ricevere i doni dagli altri pastori.”

(Brano tratto dal Calendario di Frate Indovino – Mese di Dicembre 2018)

Un’umile meraviglia

Il maestro Vannucci spiega:

“Siamo stati seminati nella vita e ognuno di noi ha ricevuto un seme particolare che non è sostituibile da nessun altro: se noi tradiamo la nostra singolarità introduciamo nell’universo una disarmonia. Non dobbiamo imporre la nostra singolarità agli altri, ma essa deve muoversi armoniosamente con le altre singolarità. L’accettare le proprie vibrazioni, la propria intelligenza, le proprie capacità creative, è un atto di profonda umiltà, perché così diventiamo fecondi.
C’è una parte della nostra vita cristiana che consiste nel piangere i propri difetti, i propri peccati, nel battersi il petto: Signore, non son degno; Signore, non sono niente. Ma è possibile? Dio ci ha creati per la gioia e per la vita, non per piangere! Hai peccato? Va bene, il peccato è la rivelazione di quello che tu sei. Vai avanti! Cristo ti dice: «Io ho preso su di me il tuo peccato». Cristo ci vuole generosi, ci vuole coraggiosi. Il fermarsi a piangere continuamente sui nostri difetti non è sano. Noi dobbiamo ritrovare la gioia e lo slancio di vivere, la fiducia nella vita. La vita è dura, ma è forte, è solare! Non introduciamo mai delle cose che ci possano portare a un appassimento di vita, anche nella nostra chiesa.
L’umiltà è accettare la vita con gioia, con entusiasmo, desiderosi di dare la vita a tutto quello che abbiamo ricevuto e che deve maturare sul nostro terreno che, essendo “umile”, è fertile, e quanto più è umile tanto più è fertile.”
E allora lasciamoci irrigare dalla pioggia che scende dal cielo e facciamo della nostra vita un’umile meraviglia!

Il salto libero

Maria Madre di Gesù

(Maurice Bellet)

“Il risultato della rinuncia è solitamente la fine

del carattere conflittuale che l’inizio del processo

di rinuncia riveste. Non che si passi a una

semplice tranquillità, senza più né ansie né ferite,

si passa piuttosto alla forza, a una forza diventata

libera, libera per la relazione, libera per tutto ciò

che vi è connesso.

confidenza in Dio

Se la rinuncia conservasse un carattere di repressione,

se restasse un conflitto bloccato, questo sarebbe

segno di fallimento.

Si deve andare oltre, senza rimuovere la rinuncia.

Il processo della rinuncia è altro dal cambiamento

positivo che si scontra con le resistenze del modo

di essere di prima.

Si capisce rinunciando come la rinuncia sia così

prossima a quell’altra operazione che è la liberazione,

la salvezza.

mitezza