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L’orologio di Venezia

La torre fu costruita tra il 1496 e il 1499 dall’architetto Mauro Codussi. L’Orologio oltre a segnare le ore, i giorni e i mesi dell’anno, le fasi lunari, la disposizione delle costellazioni è dotato anche di un meccanismo, situato ai lati della statua della Madonna, che segna in modo “digitale”, per mezzo di due tamburi rotanti con dei pannelli con le ore in numeri romani e i minuti (divisi a 5 minuti) in numeri arabi (in questo video che ho trovato su youtube si vedono bene http://www.youtube.com/watch?v=iH5Z00… ). Il giorno dell’Epifania, ad ogni scoccare di ora, il pannello laterale delle ore si apre per lasciare passare un corteo di statue in legno rappresentanti un angelo e i Re Magi. Le statue, trascinate da un meccanismo a binario lungo la piattaforma semicircolare posta sopra al quadrante, rientrano poi nella Torre attraverso il pannello laterale dei minuti situato dal lato opposto dell’orologio dopo esser passate davanti alla statua della Madonna col Bambino. Le ore sono battute 2 minuti prima dello scoccare esatto dal moro di destra, raffigurato come un anziano con la barba, che rappresenta il tempo passato e poi all’ora esatta dal moro di sinistra, un giovane, che rappresenta il tempo presente. Dietro la campana sono posti due martelli che battono in rapida successione 132 colpi a mezzogiorno e a mezzanotte, somma totale di tutti i colpi battuti in un giorno. La campana venne fusa nel 1497 da Simone Campanato o Dalle Campane, su disegno di Pietro Lombardo, nella fonderia dell’Arsenale. Suona la nota Mi bemolle3 Un sentito ringraziamento al personale e alla direzione dei Musei Civici di Venezia. Segnalo il seguente sito per ulteriori informazioni più dettagliate http://digilander.libero.it/orologiod…

 

 

Venezia…Natale…Maria col Bambino…la Stella…il Cielo…la Torre del Tempo…i tre Re Magi…i Doni

L’EPIFANIA DEL SIGNORE!

AUGURI al mondo dalla mia CITTA’!

(Nives)

 

Fenice Fenice

 “Immobile gigantesca

ai margini della laguna,

la Fenice muore e risorge

nel suo nido

di piante e d’incenso,

più bella del pavone più splendido,

il piumaggio rutilante di luce:

rosso fuoco, blu chiaro, porpora, oro.

Nel teatro

un crepitio silenzioso

di pietre preziose,

faville all’orlo del sipario:

frange dorate anneriscono.

Particelle senza massa

senza peso

macerano i velluti

compattano i cristalli:

materia oscura che cammina.

Bagliori intermittenti

tra pertugi e fessure,

raggi stellanti

nell’opacità dell’umido.

Tutt’intorno

un clamore di urla

di invocazioni rabbiose,

il rumore sordo

continuo dell’elicottero,

scrosci violenti

di acqua senza mèta,

finché il turbine

sgretola il tetto

sale al cielo,

quale cratere

di fiaccola immensa.

Dal grande palco

bisbigli, mormorii, sussurri:

Rossini Wagner

Strawinski Verdi

confabulano ammoniscono.

La musica rifluisce

infiltra gli spazi dell’armonia:

l’arguzia travolgente del Barbiere,

la violenta passione

di Tristano e Isotta,

il ritmo frenetico e ruggente

della Sagra della Primavera,

i desideri della Traviata

le speranze inappagate.

Nascoste, in agguato,

i capelli intrecciati

di serpenti,

fruste e torce nelle mani,

le Erinni della vendetta,

custodi implacabili

dell’ordine sociale,

chi colpiranno e quando?

La lunga Assenza

degli dei corrucciati

ormai volge al tramonto.

Il fuoco ha sconfitto

il sortilegio del Nulla

ed essi stanno ritornando

sui loro cocchi di atomi.

La gracile delicata

Venezia non si arrende,

erge le barriere dell’incanto

incrollabili trasparenti:

cirri, solitudini di barene,

palazzi sospesi nell’aria,

sillabe di poesia.”

(Ugo Stefanutti)

Teatro "La Fenice" VE

Epifania a Venezia

6 GENNAIO 2016

Chiesa di  Antonio Vivaldi – Venezia

 Maestro di Concerto al violino Matteo Marzaro

e all’oboe Stefano Rava

“I VIRTUOSI ITALIANI”

IN CONCERTO …

INVIANO INSTANCABILMENTE AL MONDO

MAGICHE SINFONIE DI BELLEZZA, TENEREZZA E AMORE!

Nives

VENEZIA – La Salute –

SANTA MARIA DELLA SALUTE – VENEZIA –

La peste fu portata da un ambasciatore del duca di Mantova Carlo I Gonzaga Nevers, che venne internato nel Lazzaretto Vecchio, ma gli bastò entrare in contatto con un falegname per infettare la città, a partire da Campo San Lio[2].

Il 22 ottobre 1630 il voto del patriarca Giovanni Tiepolo: «voto solenne di erigere in questa Città e dedicar una Chiesa alla Vergine Santissima, intitolandola SANTA MARIA DELLA SALUTE, et ch’ogni anno nel giorno che questa Città sarà pubblicata libera dal presente male, Sua Serenità et li Successori Suoi anderanno solennemente col Senato a visitar la medesima Chiesa a perpetua memoria della Pubblica gratitudine di tanto beneficio»[senza fonte]. Il 26 ottobre in Piazza San Marco il Doge Nicolò Contarini, ilclero e il popolo si riunirono a pregare. Quando la peste finì erano morti 80.000 veneziani, e 600.000 nel territorio dellaSerenissima, da Brescia a Trieste, dal Polesine a Belluno[senza fonte]. Fra i morti, il doge e il patriarca.

Fotografia dal Campanile di San Marco: in primo piano la Punta della Dogana e la Salute; sullo sfondo l’isola della Giudecca con la Chiesa del Redentore diAndrea Palladio.

Per fare spazio alla nuova chiesa si scelse di demolire un soppresso complesso religioso (la Chiesa della Santissima Trinità con convento e scuola) adiacente alla Punta da Màr, la dogana di Venezia. Per poter erigere in quel posto la Basilica fu necessario un gran numero[3] di pali conficcati nel terreno ed una vasta bonifica del suolo. Già il 28 novembre1631 si svolse il primo pellegrinaggio di ringraziamento.

La costruzione fu affidata dopo un concorso a Baldassare Longhena, che aveva progettato una chiesa «in forma di corona per esser dedicata a essa Vergine», e venne finita quando il patriarca Alvise Sagredo il 9 novembre 1687 la benedisse.

Ogni 21 novembre dell’anno si festeggia la Festa della Madonna della Salute in cui i veneziani attraversano un ponte, per secoli fatto di barche, ora galleggiante fissato su pali, che va da San Marco alla basilica e vi si recano a pregare. Insieme alla Festa del Redentore, è ancora oggi una delle feste popolari più amate e partecipate dai veneziani. In tale occasione, tradizionalmente, i veneziani consumano la “castradina“, un piatto a base di montone.

Venezia

In questo solenne giorno, la Città di Venezia ha pregato la Madre

dell’unico Dio,

per la Pace e la Salute di tutta l’umanità

sconvolta

dall’odio, dalla vendetta, dalla guerra.

La festa più golosa del mondo

Auguri agli Amici….per un Buon Martedì Grasso!

Nives

GONDOLA

gondola

Creata da esperti maestri artigiani,

la gondola è un’autentico gioiello

di arte e architettura

Venezia

simbolo veneziano per eccellenza!

Sestieri-di-Venezia-nel-ferro-della-gondola

INVITO al Ponte Storto

http://www.alpontestorto.com/

Cari Amici, se avete voglia di fare una “capatina”… NELLA ROMANTICA VENEZIA…

….e se siente interessati alla PITTURA…

oggi vi aspetto al PONTE STORTO, alle ore 18

per un’ANTOLOGIA DI OPERE del Pittore Veneziano

“ENNIO MORETTI”

http://enniomoretti.com/

Nell’accogliente OSTERIA DI ALBERTO E NICOLA…

sarò felice di fare la Vostra conoscenza!

Nives/Rita

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