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La Casa di Anna

Mondo Volontariato

di Matteo Riberto

(da L’incontro – Settimanale della Fondazione CARPINETUM – Venezia – Domenica 23 Giugno 2019)

La Casa di Anna

“Prodotti biologici di prima qualità: ortaggi freschi, minestroni, composte, confetture, marmellate, miele e molto altro. Tutto coltivato nel rispetto dell’ambiente da persone che vivono, per diverse ragioni, condizioni di svantaggio. Casa di Anna è una realtà modello nata nel 2015 per volontà della Famiglia Pellegrini. Armonia, sviluppo, natura e impegno sociale sono le fondamenta di una struttura che negli anni è cresciuta, riuscendo a farsi conoscere e apprezzare sempre di più nel territorio: per la qualità dei prodotti e per la capacità di offrire percorsi di inserimento lavorativo a persone spesso escluse dal mercato del lavoro. Piero Pellegrini è il fondatore della Casa di Anna.

Ci dice chi siete e cosa fate?

“Siamo una fattoria sociale, l’unica della Provincia di Venezia, che si occupa di creare opportunità di lavoro e occupazione a persone in condizioni di svantaggio. Con noi lavorano persone con disabilità, persone che hanno avuto problemi con la giustizia, migranti e le cosidette “nuove povertà”. Non lavorano tutti i giorni, ognuno fa ciò che riesce a secondo delle sue capacità e possibilità”.

Vi occupate di orticoltura…

“Esatto, produciamo diversi prodotti biologici certificati che poi vengono immessi nel libero mercato: li vendiamo a bordo campo, nel punto vendita che abbiamo all’interno di Campagna Amica in centro a Mestre. Ma vendiamo anche online e al settore della ristorazione”.

Di recente avete anche inaugurato un orto-giardino…

“E’ il fiore all’occhiello della nostra fattoria. Negli anni siamo cresciuti: abbiamo aggiunto l’agriturismo dove è possibile pernottare, una sala polifunzionale dove facciamo diverse attività (Yoga, conferenze, concerti, incontri culturali) e abbiamo anche un ristorante aperto il fine settimana dove è possibile assaggiare i nostri prodotti. E, poi, c’è appunto l’orto-giardino appena inaugurato. E’ uno spazio di duemila metri quadrati dove coltiviamo erbe officinali ed erbe aromatiche. Ne abbiamo tantissime: 140 specie diverse. La caratteristica particolare è che le aiuole sono rialzate a 75 cm da terra per consentire anche alle persone in carrozzina o agli anziani come me di lavorarci senza difficoltà”.

Scopo della Casa di Anna è infatti vendere prodotti, ma sopratutto aiutare persone in difficoltà…

“Cerchiamo di offrire opportunità a chi fa fatica a trovare collocamento nel mercato del lavoro. Per esempio, durante il periodo di detenzione, alcune persone vengono da noi a lavorare. Una volta scontata la pena, qui da noi hanno anche la possibilità di continuare il percorso intrapreso. Posso assicurare che c’è un ottimo clima tra le persone che lavorano nella Casa di Anna: a fine giornata sono tutti contenti.”

Avete dei progetti particolari per il futuro?

“Ce n’è uno, per esempio, legato all’orto-giardino. A fine autunno, a titolo sperimentale in collaborazione con la Facoltà di Agraria dell’Università di Padova e la Birreria Crak, faremo delle birre artigianali aromatizzate con le nostre erbe. Vogliamo creare un prodotto alternativo alle birre di puro luppolo, riducendo al minimo la concentrazione.”

Con quali attività coinvolgete i giovani?

“Ce ne sono molte. Abbiamo appena ospitato i ragazzi che giocano nel Venezia per fargli conoscere la nostra realtà che è un’isola ecostenibile”.

Che significa?

“Che facciamo tutto nel rispetto della natura: alle piante diamo acqua potabile che preleviamo in falde profonde, poi tutti i rifiuti vegetali che produciamo vengono riciclati e facciamo il compost. C’è inoltre una cosa particolare: attraverso delle specifiche canne riusciamo a depurare l’acqua dei servizi igenici che viene poi ceduta ai fossi comunali. Anche l’energia elettrica la facciamo in casa. Ci impegniamo perché ogni attività sia fatta nel rispetto dell’ambiente e con minor impatto possibile”.

LA SCHEDA

A Zelarino aiuti e lavoro per chi è svantaggiato

La Casa di Anna è una fattoria sociale che, nata nel 2015, l’anno successivo viene riconosciuta come biologica. L’azienda si estende su 4 ettari e mezzo di terreni di proprietà e 2 e mezzo in affitto, con 3 e mezzo coltivati a orticole e frutti. E’ iscritta all’elenco regionale delle fattorie sociali della Regione Veneto, come azienda agricola dove si danno opportunità di inserimenti lavorativi a persone in condizioni di svantaggio sociale. La Casa si trova in via Sardi 16 a Zelarino dove ci sono le serre, gli orti, il ristorante e la sala polifunzionale. Per qualsiasi informazione sulle tante attività e sul lavoro svolto è possibile visitare il sito http://www.casadianna.net che, costantemente aggiornato, permette anche di ordinare e acquistare i prodotti online. Per ulteriori informazioni è possibile contattare il 3489015321 o il 3451605479 oppure mandare una mail a info@casadianna.net.

La storia ha bisogno di noi

Riflessioni di LUIGI CIOTTI

La rabbia e il coraggio

Sant’Agostino diceva che la speranza ha due bei figli: la rabbia e il coraggio. La rabbia nel vedere come vanno le cose, il coraggio di vedere come potrebbero andare.

Dobbiamo animare la speranza di rabbia e di coraggio. Una rabbia sana, sia ben chiaro. La rabbia per me è un atto di amore: ci si arrabbia per le cose che ci stanno a cuore, ci si arrabbia quando ci si sente impotenti di fronte a certe ingiustizie, all’arroganza, alla sopraffazione. Ma accanto alla rabbia, per Sant’Agostino c’è anche il secondo figlio della speranza, il coraggio. Coraggio deriva da “cor habeo”, ho cuore. Abbiamo bisogno oggi di mettere più cuore, amici, di più! La prima prova di coraggio è quindi guardare dentro la propria coscienza, ribellandosi all’impotenza. Il Padreterno ci chiede di graffiare ancora di più la realtà perché le situazioni d’impoverimento, di sofferenza, di fatica intorno a noi impongono uno scatto delle coscienze. Il cambiamento, per potersi realizzare, ha bisogno di un “di più” da parte di ciascuno di noi.

Ho un sogno

Ho un sogno. Sogno che un giorno il volantariato diventi superfluo. La solidarietà non può essere la virtù di qualcuno, non può essere l’eccezione. Deve essere la regola di tutti. Nessuno può considerarsi un vero cittadino se non si guarda attorno e se non comincia a risolvere i piccoli problemi che man mano gli si presentano. E nessuno può considerarsi un vero cristiano se non è solidale. Il cittadino è tale se è volontario: è troppo comodo considerare il volontariato come un’eccezione. Com’è ovvio, resta necessario mantenere delle forme organizzate di solidarietà, in modo da poter affrontare le questioni in maniera più efficace, ma il vero obbiettivo è quello di lavorare tutti insieme in modo da migliorare il proprio quartiere, la propria scuola e le condizioni di vita di coloro che ci circondano. Il volontariato non deve essere confuso con l’impegno sociale in specifici settori. Il vero volontariato è dono, gratuità, spontaneità, passione, messa in gioco. Dovrebbe essere prerogativa di tutti.

Non dobbiamo fermarci

“Se dovrai attraversare le acque sarò con te, i fiumi non ti sommergeranno” dice un passo del Libro di Isaia” (XLIII,2). E’ un versetto che ci conforta, ma non impedisce di sentirci, in certi momenti, smarriti, in crisi, pieni di dubbi, di insicurezze. Questi momenti di sfiducia esistono per tutti. Spesso mi chiedo se i 18 anni di attività con Libera sono serviti, se sono serviti i 48 anni di Gruppo Abele. Ma se è vero che ci sono problemi che sembrano insuperabili, se è vero che ci sono tante sofferenze che non siamo riusciti ad evitare, è anche vero che quei servizi, quelle comunità, quelle associazioni hanno aiutato molte persone a essere meno schiacciate, più libere. Allora, anche se l’orizzonte di una mèta ci appare lontano, anche se a volte è naturale sentirsi scoraggiati, non dobbiamo fermarci. La storia ha bisogno di noi. Nella storia c’è una pagina bianca che siamo chiamati a scrivere. E’ nostra, ci è affidata. E’ Dio che ci dice: “Scrivila tu”.

(Questi testi del fondatore del Gruppo Abele e di Libera sono estratti dal Libro “Il morso del più” – Incontri con Luigi Ciotti di Massimo Orlandi (Edizioni Romena 2013)

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Custodi dei semi

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Chiara Spadaro

 Giornalista, collabora con il mensile Altreconomia e con il settimanale Carta.

E’ laureanda in antropologia culturale. –

Civiltà contadina

Il crack finanziario non preoccupa i “custodi dei semi”. Almeno non quelli che – come i soci di Civiltà Contadina –  alle “banche del germoplasma”, blindate e inaccessibili, hanno preferito un’“Arca dei semi”, senza porte né chiavistelli, dove i semi ritrovati di antiche varietà siano a disposizione di tutti.

L’Arca dei semi di Civiltà Contadina raccoglie oltre 2 mila varietà ed è uno spazio biodiverso da condividere: chi vuole (anche chi non è socio dell’associazione) può portare i propri semi (o spedirli per posta) e prenderne in cambio degli altri, da diffondere e riseminare. L’impegno minimo che Civiltà Contadina chiede ai suoi soci, infatti, è di fare la propria parte nel lavoro collettivo di salvaguardia delle varietà antiche e del patrimonio culturale che i semi portano con sé. Ognuno deve difendere almeno una varietà di antiche ortive, piantando il seme, riproducendolo e conservandolo, oppure fare ricerca su quella particolare varietà, o ancora- se non ha a disposizione un pezzetto di orto da coltivare – può aiutare in altro modo, mettendo a disposizione dell’associazione le proprie capacità (ad esempio per tenere la contabilità, o impaginare il giornalino che viene spedito ai soci). Tutti sono volontari e la responsabilità non è delegabile a nessuno: ognuno deve fare qualcosa di concreto per la salvaguardia della biodiversità, nel suo piccolo. Grazie a questo lavoro collettivo, l'”Arca” di Civiltà Contadina è diventata nel tempo un vero e proprio “archivio vivente”, un centro di ricerca e documentazione sulle antiche varietà locali, con libri, enciclopedie agrarie, manifesti e materiali multimediali che ne raccontano la storia, le ricette, gli usi e le tecniche di coltivazione.

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L'”Arca dei semi” è solo una delle attività realizzate da Civiltà Contadina, che dal 1996 è impegnata nella salvaguardia della biodiversità rurale”: un patrimonio che racchiude le piante selvatiche e i semi delle piante alimentari, gli alberi da frutto e quelli boschivi, ma anche le erbe spontanee e gli animali che un tempo avevano un ruolo fondamentale nelle piccole economie locali e famigliari.

I soci oggi sono più di 400, impegnati nella riscoperta dei sapori, colori, forme dei frutti di un tempo; una ricerca che riparte dai territori, dai nodi locali dell’associazione sorti in diverse Regioni, che coordinano e organizzano le attività locali di Civiltà Contadina (tutti i riferimenti si trovano sul sito dell’associazione).

Tra questi, c’è chi conserva nell’orto antichi alberi da frutto, chi si sporca le mani di terra nell’orto della scuola, chi porta in tavola i sapori perduti, chi organizza uno scambio di semi in condominio. Sopratutto l’associazione fa dei “prestiti” di semi ai soci che vogliono diventare “custodi” di vecchie varietà. I semi vanno restituiti a fine stagione con il doppio della quantita prestata. Ma essendo un compito delicato, Civiltà Contadina non lascia soli i contadini custodi ma ha pubblicato sul suo sito alcune preziose guide, esperienze di coltivazione dell’orto conservativo ecologico, consigli, istruzioni per l’uso e tutto ciò che ci aiuterà nel costruirci un orto che rispetti la biodiversità: www.civiltacontadina.it/modules/smartsection/

Via posta, potete mandare i semi (e richiederne a vostra volta) a: Alberto Olivucci, via Varco Biforca 7 – 61010 (RN)

Civiltà Contadina (segreteria)

Via Gadda 300 – 47023 Cesena

tel 0363 709777, associazione@civiltacontadina.it

www.civiltacontadina.it

 

Un altro mondo è possibile?

 

I VOLONTARI di KARIBU ONLUS sono specialissimi AMICI che abitano a SCORZE’ (VE), proprio accanto alla FONTE dell’acqua SAN BENEDETTO. Ci siamo conosciuti casualmente alla FRATERNITA’ DI ROMENA (AR), circa un anno fa. Più tempo sto con loro e più scopro che….

UN ALTRO MONDO E’ POSSIBILE!

.http://karibuscorze.blogspot.it/

Da non molto tempo è spuntato un nuovo “RAMO” sul loro bellissimo “ALBERO”.

Il  COMITATO  ACCOGLIENZA  LOCALE  MIGRANTI – (CALM)

Succoso suo frutto è l’evento: SETTIMANA IN VILLA

(21.29 maggio 2016- Villa Orsini-Scorzè-Venezia)

Settimana ricca di eventi, incontri, testimonianze, confronti…

Quasi una favola è la storia di KOFI EVANS BILLA APPIAH  che afferma:

“Da voi sono diventato un uomo”

(INES SONCINI è l’autrice del Libro: “Abrokyire, il sogno di Kofi” )

(EVANS in Italia si è costruito una nuova vita e dopo il suo ritorno in Ghana nel 2012, continua ad aiutare i propri famigliari ponendosi così come un “ponte” fra due mondi. Un ponte che non rimane solo di tipo economico ma anche culturale.)

Conosceremo poi la giornalista poetessa

italo-siriana ASMAE DACHAN, vincitrice dei premi

UNIVERSUM DONNA (2013).

 Ha ricevuto il MATER HONORIS CAUSA

in giornalismo (2014) dalla

EUROPEAN MUSLIM LEANGUE, e dal IUOP,

INTERNATIONAL UNIVERSITY OF PEACE.

Ci informerà sulla “SIRIA OGGI, TRA MACERIE E SPERANZA”

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ASMAE DASCHAN ritratta nella copertina di Panorama (aprile 2016) per il quale ha realizzato un reportage nel quartiere di Bruxelles dove sono cresciuti i terroristi dell’Isis, responsabili degli ultimi attentati terroristici.

Un’importante INCONTRO PUBBLICO  affronterà il fenomeno migranti.

Una bellissima MOSTRA FOTOGRAFICA illustrerà storie di profughi siriani in Giordania e Libano.

Saranno esposte Attività Associative, Micro Progetti in Africa, Progetti Adozioni, Negozio Prodotti equo solidali.

Lo SPAZIO BIMBI comprenderà letture animate, laboratori e merenda equa e solidale.

Ci saranno POESIE SOTTO LE STELLE

MUSICA LIVE & SPRIZ

Anche on line si può partecipare con RISPONDI & VINCI, miniquiz con quesiti sul fenomeno migranti.

Il premio sarà  un biglietto della Lotteria “FESTA DEI POPOLI” di fine giugno 2016.

Grazie AMICI per avermi accolto tra Voi e per l’entusiasmante testimonianza!

E’ bello sentirmi parte di questo 

NUOVO MONDO POSSIBILE!

Mondo possibile

Nives

Su e Zo per i Ponti

MARATONA 2016 A VENEZIA

Su e Zo per i Ponti 2016: il grande giorno!

Sostegno alle Scuole

 Come Gruppo più numeroso arrivato al Traguardo,

la Scuola dei Nipotini ha vinto…

COPPA E SUSSIDI!

Anche quest’anno, in 350,

hanno percorso 11 Km e attraversato 48 Ponti!

Partenza e arrivo in PIAZZA SAN MARCO,  Salotto buono della città.

BRAVISSIMI RAGAZZI, COMPLIMENTI!

 

 

Filosofia Di Vita

CALORE UMANO

Associazione Culturale “I CARE”

Piccole “oasi” di Solidarietà

poveri della città

“Guardare la città con gli occhi dei poveri è un’esperienza strana. Lo sguardo non si lascia catturare dalle vetrine ammiccanti, ma scruta gli angoli in cerca di un posto dove posare i cartoni per la notte. Le altre persone non sono un fastidio, per il traffico, per la folla nello shopping, ma una risorsa quando si fermano a dare una mano o scambiare una parola, oppure un pericolo quando alzano la voce per insultare, per giudicare, per scacciare. E la città dei poveri è un luogo spesso inospitale, dove è difficile orientarsi. Un deserto, in cui oasi di aiuto sono rare come un miraggio.

fraternità

Ed è proprio per aiutare chi affronta momenti di difficoltà ad orientarsi tra i luoghi di aiuto e solidarietà genovesi che la Comunità di sant’Egedio ha pubblicato la quindicesima edizione della guida “Dove mangiare, dormire, lavarsi”, un’agile pubblicazione che qualcuno, con gioco di parole ironico ma efficace, ha chiamato “La guida Michelin dei poveri”

poveri

…Sfogliando il libretto, ci si imbatte nella galassia ampia e variegata della solidarietà a Genova, scoprendo come, in tempi di crisi del volontariato, la nostra città “tiene”, perché le strutture e il personale sono evidentemente più numerosi che in altre città italiane. Si trova chi a Genova offre cibo, accoglienza, posti per lavarsi e cure mediche alle persone in difficoltà, ma anche importanti informazioni su temi quali la detenzione, la tossicodipendenza, l’immigrazione, l’accesso alla casa, alla pensione e al lavoro.

pasto per i poveri

Ma è sopratutto la nutritissima sezione dei centri di ascolto, oltre ottanta, che disegna la mappa di una città solidale, che anche in tempo di crisi non dimentica chi è povero, in modo particolare grazie alle parrocchie e ai vicariati. “La povertà cresce con la crisi, ed è ormai forse inutile distinguere tra nuovi e vecchi poveri” afferma Roberta Graffione, che per la Comunità di sant’Egidio coordina le attività del Centro Genti di Pace, “quando ormai al nostro centro si intrecciano storie di stranieri, di anziani, di disagio psichiatrico e di povertà. e chi è aiutato a sua volta, appena possibile, aiuta altri”.

disagio

 Il problema è che la povertà aumenta e cambia e le risposte di oggi non possono essere le stesse di ieri. Il boom di persone aiutate nei centri sant’Egidio, mostra che le necessità crescono più dell’aiuto: se nel 2007 le persone che si recavano in via Vallechiara per ricevere il pranzo al sacco erano circa venti ogni giorno, oggi sono centocinquanta. Una domanda chiara, per i volontari della Comunità: “Questo dimostra che a Genova c’è bisogno di una nuova mensa” spiegano, “che fornisca invece che panini, un pasto caldo, che fa più piacere e ha un costo minore. Noi ci attendiamo che le istituzioni ci diano un locale, poi al personale e all’organizzazione, possiamo pensarci noi.” SERGIO CASALI  (Da “Guida sant’Egidio per i senza dimora”) 

pasto per i poveri

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